Stop alle moto? Magari!

“Stop alle moto? Rendano sicure le strade”

Le associazioni dei centauri polemizzano con Costa: “Oltre al danno, la beffa”

di Claudio Mercandino

«Chiudere alle moto alcune strade particolarmente interessate da incidenti dei centauri? È curioso che si ipotizzi un provvedimento simile soltanto per le due ruote: perché nessuno ha mai proposto un analogo divieto per le automobili? No, questa non è la soluzione del problema, e la contesteremo finché avremo voce». Così Mauro Ansaldi, responsabile del Coordinamento Motociclisti Nord Ovest, una sorta di “sindacato” della vasta categoria degli utenti delle due ruote, commenta polemicamente la proposta del presidente della Provincia di Cuneo, Raffaele Costa, il quale, dopo il ventinovesimo motociclista morto dall´inizio dell´anno nella Granda, ha annunciato di voler verificare «se non sia il caso di inibire temporaneamente l´uso di determinate arterie ai motociclisti ovvero a certe categorie di moto». Oltre al danno, anche la beffa. «Una chiusura non risolve nulla – spiega Maurizio Salamone, che per il Coordinamento segue le problematiche della sicurezza stradale – ma colpisce indiscriminatamente i diritti di un´intera categoria. C´è qualche sconsiderato che va troppo veloce? Bene, si intervenga con le multe, si mettano pattuglie della Stradale, si installino gli Autovelox. Ma perché a me, che non sono uno “smanettone” e faccio normale mototurismo, deve essere precluso il piacere di andare al mare passando per le strade che preferisco? Deviare il traffico su un´altra strada, d´altronde, sposta semplicemente il problema». Il Cm Nord Ovest punta invece il dito sulle condizioni delle strade: in Piemonte ce ne sono alcune particolarmente a rischio, «quelle che invitano gli imprudenti ad aprire il gas», come la superstrada Torino-Caselle, la direttissima per Lanzo, le strade del Col di Nava, del Tenda, del Col del Lys; ma c´è anche un problema generale: «Chi si fa male – spiega Salamone – è spesso chi guida al limite, o oltre, su strade che però non lo permettono».

Di «sicurezza strutturale» carente parla anche la consigliera provinciale cuneese Anna Mantini (An), che ha indirizzato a Costa una lettera aperta nella quale parla di scarsa considerazione verso i motociclisti, «categoria un po´ discriminata dalle politiche attivate sul territorio», fatta di «oltre 10 mila contribuenti in provincia di Cuneo», spesso vittime di «strade e infrastrutture costruite con standard di sicurezza degli anni 50, non rispettose del concetto di “riserva di sicurezza”». Mantini ricorda che, «secondo fonti accreditate, il 90 per cento della rete stradale provinciale sarebbe da considerare, sul fronte delle barriere, non in regola» con la normativa europea, mentre «circa il 65 per cento della rete regionale sarebbe nelle stesse condizioni». Per osservare condizioni ben diverse basta varcare il vicino confine con la Francia. «Là – esemplifica Salamone – le strade vengono progettate e realizzate in modo da garantirti un margine di errore: là, se sbagli una manovra, puoi correggerti o non farti troppo male; qui, sovente, ti ammazzi. In Francia ci sono ampie vie di fuga, spazi di frenata, le cosiddette “escape lane” che nelle discese permettono di decelerare o anche di cadere lungo apposite piste di sabbia e ghiaia in grado di assorbire l´impatto, non ci sono i famigerati “guardrail-ghigliottina”, le rotonde hanno i bordi arrotondati per consentire a chi sbaglia manovra di salirci sopra e di non “inciampare” in uno scalino…». Intanto la campagna «Guardrail assassini!» promossa dalle associazioni di motociclisti ha ottenuto nel Cuneese un riconoscimento autorevole: il presidente della Provincia ha promesso pubblicamente di affrontare «anche il problema della affermata pericolosità per i motociclisti degli attuali guardrail». Che peraltro, ha aggiunto, «svolgono una funzione attiva per gli automobilisti».

(17 giugno 2008)

http://torino.repubblica.it/dettaglio/stop-alle-moto-rendano-sicure-le-strade/1476564

Certo! Quando qualcuno prova a fare qualcosa che vada contro gli interessi dei centauri ecco subito pronto il sindacato dei motocilisti. E’ naturale che questa categoria di individui abbia un sindacato che li rappresenti: non vogliamo mica farci mancare nulla vero? Ma quale danno e soprattutto quale beffa? Non dico che tutto quello che viene sostenuto nell’articolo sopra citato sia sbagliato, anzi, su molte affermazioni sono perfettamente d’accordo.  Mi sento tuttavia di criticare l’atteggiamento di costoro: un atteggiamento che punta dritto al vittimismo. Poverini verrebbe quasi da dire. In realtà tanto poverini non sono. Il problema dei centauri incivili c’è ed è serio. Ovviamente nel non rispettare le regole c’è chi è più moderato e assennato e chi invece si comporta da perfetto incosiente ed irresponsabile. Ma far passare per santi e vittime i motociclisti proprio no! Quindi, prima di alzare la voce con inutili polemiche, sarebbe forse più opportuno fare un esame di coscienza, prendere atto del problema e ammettere le responsabilità della categoria.

Poi si può discutere sulle obiezioni presentate: le infrastrutture italiane non hanno bisogno di commenti, è un dato di fatto. Sulle vie di fuga avrei qualcosa da ridire, non perché io sia contrario in linea di principio, ma si ritorna sempre al concetto di circuito. Mettiamo anche i cordoli e i box? Se queste sono le condizioni delle strade basta essere pridenti e non correre, o vogliamo mettere file di pneumatici colorati rossi e bianchi come nei circuiti?

Ma il punto che preferisco, in merito a quanto è stato scritto sopra, è quello riguardante l’autovelox. Tanto odiato in generale, ma soprattutto dai centauri, adesso viene tirato in ballo come soluzione? Non c’è forum di categoria nel quale non si accusi le forze dell’ordine di voler semplicemente “far cassa” con i suddetti controlli. Mi sembra veramente che il Coordinamento Motociclisti del Nord Ovest si stia letteralmente arrampicando sugli specchi. Mi ricordano tanto quegli avvocati dei film americani che sono perfettamente a conoscenza della colpevolezza dei loro assistiti ma che non esitano ad usare qualunque stratagemma pur di vincere la causa e farli passare per innocenti.

Sappiamo perfettamente come andrebbe a finire con controlli e autovelox: il solito comitato di centauri protesterebbe  e, in un modo o nell’altro, otterrebbe la revoca delle multe. Tanto in Italia basta mettersi d’accordo in tanti, alzare la voce e le istituzioni cedono. E’ un classico.

 


Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...