Filmava le corse clandestine in moto

Denunciato un 36enne residente nel Pavese, la microcamera usata per le riprese rinvenuta nel garage

Video su internet, i carabinieri di Varzi chiudono il cerchio

VARZI  (08 giugno 2007) Avevano detto che avrebbero scandagliato internet per cercare gli autori delle corse in moto sulle strade della Valle Staffora: hanno mantenuto la promessa. Dopo un?indagine paziente e tecnologica, i carabinieri della stazione di Varzi hanno identificato uno dei centauri che nei fine settimana imperversano sulla statale del Penice facendo gare con gli amici, e lo hanno denunciato. Impossibile, per il motociclista, negare gli addebiti: sulla sua moto i carabinieri hanno trovato la microcamera che serviva a filmare le gare.
Il denunciato è un motociclista di 36 anni, che abita in un piccolo centro tra il Pavese e la Lomellina, di cui non sono state rese note le generalità: ora rischia grosso. Il motociclista, infatti, è accusato in base a un articolo specifico del codice della strada che vieta di gareggiare in velocità con veicoli a motore sulla pubblica via. Il reato è di competenza del tribunale penale e prevede la reclusione da sei mesi a un anno, con una multa che va dai 5mila ai 20mila euro. La sospensione della patente è compresa tra un minimo di uno a un massimo di tre anni, con sequestro del mezzo ed eventuale confisca. E gli è andata bene che i carabinieri sono intervenuti per una loro indagine e non in seguito a un incidente: se durante la gara muore qualcuno, per esempio, scatta l’ aggravante e il carcere va da un minimo di sei anni a un massimo di dieci anni. I carabinieri di Varzi hanno spulciato vari siti internet e chat frequentati da motociclisti, senza trascurare naturalmente YouTube: il sito che raccoglie i filmati autoprodotti degli internauti. Finchè tra i video ne hanno trovato uno che era stato girato con tutta evidenza sulla statale del Penice: il territorio di loro competenza. La targa non si vedeva, ma la moto era ben riconoscibile: una Kawasaki ZX 900 rossa. I militari hanno iniziato una serie di appostamenti e di indagini: volevano scoprire se qualcuno in zona conosceva il padrone di quella moto e, soprattutto, speravano di ritrovarla sulla strada. Alla fine, nei giorni scorsi, hanno trovato la pista giusta. E così i militari, su mandato della procura di Voghera, hanno fatto un blitz nel paese del centauro sospetto. E’ bastato un sopralluogo nel garage perchè i sospetti si tramutassero in realtà: sulla moto era ancora installata la microcamera che serviva per realizzare le riprese delle corse in moto da mettere poi su YouTube.

Di Paolo Fizzarotti

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Filmava-le-corse-clandestine-in-moto/1639370

Una notizia un po’ datata ma mi ha dato così tanta soddisfazione nel leggerla che non ho resistito a riproporla nel mio blog. Sono le piccole soddisfazioni che mi permettono di andare avanti. Come è evidente, quando si decide di fare qualcosa lo si può fare. Non si può però aspettare che tutti questi individui riprendano da soli le loro bravate e le pubblichino su YouTube. Di eventi analoghi ce ne sono un’infinità, non ripresi da telecamere, ogni fine settimana in tutta Italia. Possibile che non si riesca a prendere l’iniziativa e imporre l’autorità? Ci vuole proprio YouTube? Ma è un discorso generico, anche senza parlare di centauri: bisogna aspettare che un caso scoppi su Striscia la Notizia come nel caso di Vanna Marchi? O Su Mi manda RaiTre o su Report? O sulle Iene? Ma è possibile che non ci siano delle istituzioni che di propria iniziativa decidano di fare qualcosa contro l’illegalità senza che ci debba essere sempre e comunque la pressione sociale ad imporla?

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