Incidenti Moto: velocità e disattenzione, ma la colpa è degli automobilisti?

Nel corso delle mie infinite ricerche nell’ambito del mondo dei centauri mi sono imbattuto in questo interessantissimo scritto di un tale “Motomoto” che sostiene una teoria che mi ha decisamente incuriosito. Riporto testualmente:

Incidenti Moto: velocità e disattenzione, ma la colpa è degli automobilisti

Pubblicato da motomoto

Mercoledì, 9 Luglio 2008.

Non è solo questione di solidarietà verso i centauri. E’ che coloro che guidano una macchina molto spesso faticano a calarsi nella mente del motociclista. Risultato? Chi paga, spesso con la vita, è la persona in sella alla moto.

Si parla sempre più spesso di sicurezza sulla strada, ma evidentemente questo non basta.
Il mese di Giugno 2008, infatti, è da segnare nel libro nero del Motociclismo a causa dell’ enorme numero di incidenti, molti dei quali mortali, che si sono verificati nei 30 giorni dello scorso mese.
L’ Asaps, il portale della Sicurezza Stradale, ha pubblicato numeri da capogiro relativamente alla situazione tragica degli incidenti stradali dei centauri.
Numeri che fanno venire la pelle d’ oca e che non sono tollerabili.
Il fatto che il trend del 2008 sia in leggero calo rispetto a quello dello stesso periodo dell’ anno precedente, non consola nè solleva dal dolore di chi ha perso un caro su una strada.
Nei quattro week end dello scorso mese, si sono verificati 133 incidenti mortali con 145 vittime. Per 73 volte, pari al 55% dei casi, i sinistri mortali hanno coinvolto veicoli a due ruote.
Numeri allarmanti, situazioni non più accettabili, soprattutto guardando agli incidenti degli ultimi due week-end di giugno: rispettivamente 23 e 21 gli incidenti mortali che hanno coinvolto motociclisti, pari rispettivamente al 65,7% e al 64% del totale degli eventi.
Un’ interessante studio condotto da Asaps a fronte di una tal terribile situazione che sembra sfuggita dalle mani, rivela che secondo l’ Unione Europea, la prima causa di un incidente è l’errore umano che fra i veicoli a due ruote è determinante nell’87% degli eventi. E’ anche vero che la stessa fonte attribuisce nel 37% dei casi la responsabilità agli stessi motociclisti e nel 50% dei casi ai conducenti degli altri veicoli.
Solo un Corso di Guida avanzato non sembra una soluzione valida. Soprattutto gettando l’ occhio ai dati di seguito.
Altre percentuali, anche questa volta allarmanti.
Spesso, chi guida un’ auto, non è “abituato” a recepire la figura di un motociclista nello specchietto retrovisore.
Accade spesso di non prestare attenzione a che tipo di veicolo si abbia dietro, ma solo alla sua “ombra”, volgarmente detta. E’ sicuramente molto più semplice ed intuitivo cogliere una macchina che sta tentando il sorpasso, piuttosto che una moto, troppo esile e dall’ “ombra” ridotta.
Con questo non si può dire che, talvolta, i motociclisti non guidino in modo spericolato, ma è anche provato che gli autisti siano disattenti nel recepire la figura di un centauro.
E’ l’ Asaps stessa a confermarlo.
Nel 70% dei sinistri causati da guidatori di auto o camion l’evento è addebitato al fatto che i conducenti non avevano visto la moto. Percentuale che cala se il guidatore è anche un motociclista.
L’ affermazione ci trova completamente d’ accordo.
Un consiglio che possiamo e dobbiamo dare agli automobilisti è di non considerare il motociclista come un folle spericolato, ma solo come una persona equilibrata che guida un altro mezzo di locomozione, non uno strumento di perdizione.
Una raccomandazione che possiamo e dobbiamo fare ai centauri è quella di usare la testa, sempre e comunque.
I motociclisti sanno di avere un grane privilegio: Gli altri non ci vedono. Noi vediamo gli altri.
A volte, guardare e pensare “oltre”, può salvare una vita.

http://www.nextmoto.it/articolo/incidenti-moto-velocita-e-disattenzione-ma-la-colpa-e-degli-automobilisti/56/

Poverini verrebbe quasi da dire! Cosa potrei mai rispondere a motomoto? Con un nickname così simile al mio poi! E’ una teoria interessante, ma è evidente che ognuno porta acqua al proprio mulino. In questo caso però mi sembra un’inondazione.

Vediamo di analizzare punto per punto:

  • coloro che guidano una macchina molto spesso faticano a calarsi nella mente del motociclista.

Non capisco per quale recondito motivo chi guida un’auto dovrebbe calarsi nella mente del motociclista? I centauri sappiano che il mondo non gira attorno a loro. So che per molti di loro può essere un’affermazione sconvolgente, ma posso assicurare che, almeno per il momento, non è così.

  • il numero di incidenti stradali:

non discuto, ci sono statistiche e numeri che parlano chiaro

  • Asaps attribuisce nel 37% dei casi la responsabilità agli stessi motociclisti e nel 50% dei casi ai conducenti degli altri veicoli.

Non ho dati alla mano.  Siccome mi sembra un dato abbastanza strano, mi pongo semplicemente alcune domande. Cosa vuol dire responsabilità? E’ risaputo che spesso le cause degli incidenti ricadono (in diversa misura) su entrambe le parti coinvolte. Certo, bisognerebbe analizzare caso per caso e discutere a lungo su questo tema. Io non voglio comunque difendere la categoria degli automobilisti, tutt’altro: ci sono persone che non dovrebbero vedere la patente neanche col cannocchiale. Sostengo altresì che i centauri non conoscono la parola prudenza. Visto che comunque a rimetterci in caso di incidente è sempre il centauro, va da sè che dovrebbe essere il primo a fare doppia attenzione. E’ noto che per l’automobilista il guidare è preso come attività secondaria, prima c’è il cellulare, la sigaretta, la radio, la vetrina, il cartellone, il panorama, la discussione con un passeggero ecc, e questo è deprecabile. E’ noto anche che il centauro non è famoso per il rispetto del codice della strada e soprattutto per i limiti di velocità. Per cui ci sarebbe a lungo da discutere in materia. Mi spiego meglio: può capitare che un automobilista non dia la precedenza, tagli la strada ecc. Capita tra auto e moto, tra auto e auto ecc. Ma se la velocità è contenuta ci sono molte più probabilità di evitare l’incidente o comunque di limitare i danni. Onestamente ho visto certe immagini di incidenti di moto che si sono letteralmente sfracellate. Magari avranno avuto anche la precedenza, ma non mi vengano a dire che andavano piano! La precedenza non esclude la prudenza. C’è sempre la velocità di mezzo e i centauri NON VANNO MAI PIANO, NON RISPETTANO MAI I LIMITI e dico MAI! Anche i più tranquilli come chi giuda uno scooter non resiste alla tentazione di passare le auto che lo precedono. Non parliamo di chi guida moto più potenti!

  • chi guida un’ auto, non è “abituato” a recepire la figura di un motociclista nello specchietto retrovisore.

Io sostengo che il motociclista ha spesso un comportamento abbastanza discutibile, si infila in ogni buco libero e , a volte, questa disinvoltura può costare caro. Non tutti si chiamano Schumacher di cognome, a volte alla guida c’è il pensionato imbranato col cappello che guida una volta l’anno e che è un pericolo pubblico. Poi c’è il corriere che deve fare le consegne e quindi si sente autorizzato a comportarsi come crede. Poi c’è il commerciale che ha l’appuntamento con un cliente, ha il macchinone e crede di  essere il padrone della strada. E’ un dato di fatto. Questi pericoli ci sono. In attesa che le autorità si decidano a far  valere le regole, basta esserne coscienti e usare le dovute cautele. Ripeto le condizioni stradali non sono quelle di un circuito del motomondiale con i commissari di pista ecc. Io stesso da automobilista spesso devo mettere giudizio dove non lo mettono gli altri e non ho mai avuto problemi. Si tratta solo di buon senso. Ma capisco che per un centauro, dire buon senso non  abbia alcun significato, è un ossimoro. Per cui “il centauro nello specchietto retrovisore” è una scusa bella e buona. Bisognerebbe avere un radar per tenerli sotto controllo. Concludo questo punto con una rassicurazione per i centauri: magari si fa fatica ad individuarli negli specchietti retrovisori, tuttavia quando arrivano si sentono FORTE e chiaro, a volte viene il dubbio che ci sia un elicottero nei paraggi! Ma il problema del rumore è un discorso che merita uno spazio tutto suo e non mancherò di approfondire la questione.

  • Un consiglio che possiamo e dobbiamo dare agli automobilisti è di non considerare il motociclista come un folle spericolato, ma solo come una persona equilibrata che guida un altro mezzo di locomozione, non uno strumento di perdizione.

E quì si raggiunge il paradossale. Una persona equilibrata? Siamo sicuri? Io ho dei seri dubbi.

Che guida un altro mezzo di locomozione? Non prendiamoci in giro! Il centauro è seduto sul proprio giocattolino. Un giocattolino che tira fuori nel fine settimana per correre e divertirsi a discapito del senso civico e del rispetto degli altri. Non è un mezzo di locomozione. Solo gli scooter sono mezzi di locomozione: servono per spostarsi prevalentemente in città dove ci sono seri problemi di traffico e tutto sommato, se guidati come si deve, sono apprezzabili. Non è il caso certo di quei bolidi guidati da emuli di Valentino Rossi o max Biaggi che scambiano la strada per un circiuito. Questa gente non usa la moto per spostarsi da un posto all’altro, ma solo per andare in giro a correre. Per cui sì: sono strumenti di perdizione!

  • non si può dire che, talvolta, i motociclisti non guidino in modo spericolato,

Solo “talvolta”? Mi sembra una visione un po’ di parte. “Talvolta” è un eufemismo. Diciamo invece che sono molto rare le eccezioni!

  • Nel 70% dei sinistri causati da guidatori di auto o camion l’evento è addebitato al fatto che i conducenti non avevano visto la moto

Infatti. Mi riallaccio a quanto sopra descritto. Spesso è difficile vedere sopraggiungere una moto per due motivi: velocità e manovre quantomeno discutibili

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One thought on “Incidenti Moto: velocità e disattenzione, ma la colpa è degli automobilisti?

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