Sezione incidenti

Fa un effetto decisamente strano quando chi fa indignare gli altri, fa la parte dell’indignato. Non nascondo l’ effetto decisamente surreale che ho provato. Mi verrebbe quasi da dire da quale pulpito viene la predica… ma non lo dico, lo penso solo. Mi ha fato soprattutto sorridere l’accusa di cattivo gusto: in questo caso lo dico “da quale pulpito…”. In quel momento ho capito che siamo giunti al delirio. Allora domando: io c ‘entro qualcosa con quegli incidenti? Ho scritto io gli articoli di cronaca? Ho tratto conclusioni? E’ un reato riportare articoli di cronaca?

Io mi sono semplicemente limitato a riportare come documentazione quanto avviene sulle strade lasciando a chi legge le conclusioni. In ogni caso mi assumo la respopnsabilità di ciò che ho fatto, ammesso che sia così grave come viene affermato. Ma è veramente così grave? Siamo sicuri che il problema sia veramente questo? Siamo sicuri che ci sia spazio per indignarsi per queste cose? E indignarsi per cosa? Per degli articoli sugli incidenti stradali che vedono coinvolti dei motociclisti e che invitano alla prudenza e al buon senso? Se è veramente così c’è da preoccuparsi per le sorti del mondo. Vuol dire non usare la testa e sfruttare ogni pretesto per sentrsi offesi invece di guardare in faccia la realtà. Se si vuole far passare per carnefice chi invece è la vittima…prego…accomodatevi!

Ho commesso un errore, lo ammetto. Ho pubblicato quei post per attirare l’attenzione di istituzioni e persone che hanno il mio stesso problema (e credetemi che sono molte…non pensate che sia il solo). Invece ho attirato l’attenzione di chi il mio problema lo crea. Questo, e solo questo, è stato il mio errore. Ed è per questo che ho deciso di cancellare, almeno per il momento, tutti i post relativi ad incidenti specifici. Per cui prego chi vuol sentirsi offeso di continuare pure a sentirsi tale e a continuare a offendere gli altri come di consuetudine.

Ma a chi si indigna e crede che la pubblicazione di determinati articoli sia macabra chiedo di fare un profondo esame di coscienza. Chiedo di usare, almeno per una volta, la testa per ragionare e di non sforzarsi così tanto a vedere ciò che non c’è.

Viviamo in una società in cui è tutto lecito, il permissivismo è la regola che domina e in cui non ci si indigna veramente per nulla. Si fa finta di indignarsi per illudersi di avere una moralità. Chi mi ha accusato, indignato, di essere di cattivo gusto e macabro è sicuro di avere una moralità inattaccabile? La coscienza a posto? Intendo dire è VERAMENTE SICURO?

La mia impressione è che la categoria, si sia sentita accusata, messa in discussione e non abbia esitato a vedere del marcio dove del marcio in realtà non c era. Pochissimi si sono posti il dubbio. Se mi viene concesso cito, …ma non vorrei essere di cattivo gusto e chiedo umilmente  il permesso di poterlo fare, un aforisma che trovo quantomeno interessante e che offre spunti di meditazione:

“il problema dell’ umanità è che gli stupidi sono strasicuri mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi” (Bertrand Russell)

Mi viene concesso? Dubito molto, ma egoisticamente parlando me lo concedo da solo. Invito quindi tutti coloro che mi hanno accusato di cattivo gusto a continuare a vivere con le proprie certezze.

Detto questo, mi risulta che ci sia, almeno per il momento, una certa libertà di espressione. O sbaglio? O devo chiedere il permesso a qualcuno per pubblicare determinati post? Vogliamo fare come i cinesi? Vogliamo censurare la libertà di espressione? Ho forse scritto fatti non accaduti? Ho scritto informazioni errate? In tal caso me ne scuso, se mi vengono segnalate in modo civile provvederò a rettificare.

Infine vengo ai familiari delle vittime. Io personalmente credo che quando il destino pone una persona dinnanzi a degli avvenimenti così drammatici, questa abbia ben altro di cui occuparsi che seguire quello che viene scritto in un blog. Nel caso in cui costoro si fossero veramente sentiti offesi, chiedo venia, ma ribadisco che la mia causa è volta anche ad impedire che si ripetano certi episodi. E il non parlarne aiuta invece a non affrontare il problema, porta all’accettazione che determinate cose siano naturali e quindi accettabili. Perché oggi è così: non parliamone, non diciamo come stanno le cose, ma accettiamole  perché fa comodo!

Leggo da tempo i blog dei centauri e ho imparato molto su questo mondo. Soprattutto mi sono fatto un idea di quali personaggi e quali modi di pensare circolino. Le reazioni al mio blog mi hanno semplicemente dato la conferma a tutto ciò. In un tale ambiente la libertà di pensiero è come ampiamente dimostrato un’utopia. Ma questo modo di ragionare si ispira alla tirannia: il non accettare opinioni discordanti dalle proprie è sintomo di una società malata. Addirittura dei topic interi dedicati ad insultarmi. Ma siete sicuri di non essere voi di cattivo gusto? Non ho letto di persone indignate per quanto è stato scritto (anche se devo ammettere che c’è stato qualcuno che ha sollevato dei dubbi e si è dimostrato molto civile nel comprendere il mio punto di vista). Allora due pesi e due misure? Ripeto: siete sicuri di essere a posto con la vostra coscienza?

Tengo a sottolineare per l’ennesima volta che non accuso l’intera categoria, ma solo coloro che più la rappresentano. Come in ogni ambito ci sono le eccezioni e, con mia immensa soddisfazione, ne ho avuta testimonianza diretta.

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