Il fumo fa male? Pensate al rumore!

Ho recentemente trovato  su http://www.sounday-times.com – un articolo molto interessante sui danni che l’inquinamento acustico può provocare alla salute. Mi permetto, nella speranza che all’autore non dispiaccia, di riportare il testo per intero perché l’ho trovato veramente interessante.

State attenti: di rumore si può morire! Come ha sostenuto il dr. Antonio Arpini, prof. di Audiologia all’Università degli studi di Milano, “nel 2004 si stimava che le persone ipoacustiche, che non ci sentono, nel mondo fossero 500 milioni. Nel 2050 (Royal national institute of deal) saranno 900 milioni” (Corriere Magazine, n. 23). Causa principale? L’inquinamento acustico: il rumore del traffico sarebbe responsabile del 3% dei decessi in Europa in seguito a cardiopatie ischemiche, in particolare infarti (Osm). Per questo l’inchiesta sul rumore del Magazine del Corriere della Sera del 5 giugno 2008 invitava i cittadini italiani a prender coscienza di questo problema moderno e a tutelare la salute verso questa nuova battaglia dei decibel.

L’inchiesta evidenzia come quasi tutte le città della penisola figurino, allo stato attuale, come fuorilegge. Il Laboratorio di Acustica del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e del Territorio dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca ha realizzato, infatti, una rilevazione campione, effettuata a 4 metri dal suolo con strumenti fonometrici d’avanguardia anche se per tempi limitati, “che offre comunque uno squarcio molto significativo su una forma d’inquinamento subdola e onnipresente nella nostra vita quotidiana”. La diagnosi è che gli italiani sono malati di rumore. I decibel a Milano e Roma non solo sono ben oltre le soglie limite, ma risultano luoghi più fracassoni di una città come New York. L’Oms ha indicato come soglia massima consentita dei 55 dB nelle zone abitate, misura considerata per non mettere a rischio la salute, ma sembra che questo limite sia ben superato: nella hit parade dei suoni più molesti, quello dell’ambulanza, che sfiora i 90 dB sembra essere al primo posto; ma anche il motore delle Harley (il cui rumore è stato brevettato) è oltre gli 80 dB, mentre l’incontro tra due cani in un parco può arrivare fino a 92 dB. Considerando che la comoda udibilità sta attorno ai 30-40 dB, la voce di conversazione ai 40-60 dB, quando il fonometro registra i picchi più alti, a risentirne non è solo il nostro stress e l’equilibrio emotivo e nervoso, ma anche e soprattutto il nostro udito. Con la conseguenza, come ricorda sempre il dr. Arpini, che “i ragazzi non riescono più ad abbassare la musica, [derivandone] disturbi uditivi ed extrauditivi. Una volta strutturati questi livelli sonori, è poi difficile recuperare la qualità dell’ascolto” (Corriere Magazine, n. 23).

Non tutto l’inquinamento acustico è però uguale: bisogna distinguere tra suono e rumore, tra rumore di fondo e rumore improvviso e impulsivo (considerato il più fastidioso) e la componente tonale (se le frequenze sono più o meno fisse).

Che tutto ciò sia giudicato irrilevante e non ancora ben compreso lo dimostra anche il fatto che quando si progetta un novo edificio l’ultima cosa che in genere si prende in considerazione è proprio il rumore: la prima è l’impatto psicologico dell’estetica, come sostiene il prof. Mazzarella, responsabile scientifico del Laboratorio di Acustica al Politecnico di Milano (cfr. Corriere Magazine, n. 23).

E in tutto ciò, per simulare l’interrogativo su cui la Gabbanelli di Report ha il copyright, le amministrazioni cosa stanno facendo? L’Ue ha diramato dal 2002 una direttiva che entro la fine del giugno 2007 stabiliva che i centri urbani con più di 250.000 abitanti dovessero preparare mappe digitali del rumore, per indicare i punti critici e attuare così il risanamento. Rispetto alle altre città europee (Parigi e Londra le hanno già stilate. Londra ha addirittura interrotto un concerto di musica sinfonica perché superava i 90 dB), pare che le città italiane siano ancora molto indietro, anche se Bologna, come Pisa o Modena, ha ultimato ora la mappa per le strade comunali.

Che fare allora? Sembra che per ora l’unica soluzione, come sempre, sia quella dell’autodifesa. Armarsi di tappi può essere la controffensiva più efficace!

http://www.sounday-times.com/it/orecchio-di-dioniso/il-rumore-fa-male.html

Non posso che approvare, sottoscrivere in pieno tutto quanto è scritto e ringraziare l’autore Federico Ruozzi per avere  scritto un articolo così interessante.

Ho trovato un passaggio particolarmente interessante: “Non tutto l’inquinamento acustico è però uguale: bisogna distinguere tra suono e rumore, tra rumore di fondo e rumore improvviso e impulsivo (considerato il più fastidioso) e la componente tonale (se le frequenze sono più o meno fisse).”

Verissimo. Ma approfitto del discorso generico per tirare acqua al mio mulino e sottolineo la differenza tra suono e rumore… e soprattutto sul rumore improvviso e impulsivo e la componente tonale. Fa per caso venire in mente qualcosa a qualcuno? Mi verrebbe quasi da dire “Chi ha orecchie per intendere …”. Ma so già che chi leggerà queste righe, sentendosi profondamente offeso (pare che vada molto di moda), non comprendendo cosa intendo veramente dire, obieterebbe qualcosa del tipo: “e allora i camion e gli aerei non fanno rumore? E le sirene di ambulanza e polizia?” o qualcosa del genere.

Allora ribadisco la mia posizione: l’inquinamento acustico è un TRISTE dato di fatto. Un problema noto che le istituzioni, in particolar modo quelle italiane, non vogliono affrontare (tema spinosissimo perchè si andrebbe a mettere i bastoni tra le ruote a molti). Con questo commento non voglio cambiare il mondo e risolvere il problema, ma sottolineare un concetto semplicissimo: i camion e tutto il resto fanno rumore perché è difficile evitare di farlo. Non so quanti camionisti vadano in giro contenti di fare rumore. Completamente diverso è il discorso delle moto. Devono fare rumore (chi più chi meno) perché “…una moto che non fa rumore che moto è?”.  Qualcuno negherà anche questo, ma basta leggere un paio di forum di settore per trovare ampia documentazione su questo desiderio smanioso di fare rumore. E poi c’è la prova più efficace: la strada. Potrei dire che basta uscire di casa per verificarlo, ma purtroppo non serve neanche uscire, si sente benissimo da dentro! In definitiva il rumore delle moto (non tutte, lo sappiamo, ma molte) è assolutamente GRATUITO e prefettamente evitabile.

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One thought on “Il fumo fa male? Pensate al rumore!

  1. Pingback: Rumore e sigarette: una evidente analogia « Bastamoto

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