Il caso Narni

Mi sono per caso imbattuto in alcuni articoli che riguardano una polemica che ha avuto luogo un paio di anni fa (aprile 2008) e che aveva come oggetto la presa di posizione dell’allora Assessore  al turismo del comune di Narni (Terni – Umbria) contro l’invasione stagionale dei centauri, o meglio, contro il disagio che comporta il loro transito.

Siccome ho trovato questa vicenda particolarmente significativa ho deciso di riproporla.

– A quanto ho capito, verso i primi di aprile 2008 l’assessore Andrea Silipo esprime in una lettera aperta scritta ad un giornale  il proprio disappunto:

Con l’approssimarsi delle belle giornate di primavera, le strade dell’Umbria tornano ad essere infestate da centinaia di motociclisti rombanti che trascorrono i week end a girare per tornanti, curve e rettilinei alla maggiore velocità possibile e con il maggior rumore possibile. E’ difficile immaginare un tipo di “turismo” – perché in effetti di questo si tratta – più all’antitesi dei valori che i nostri territori esprimono e che attraggono gli altri turismi, quelli degli amanti della natura, della cultura declinata con la storia dei paesaggi, della quiete, della qualità della vita, del benessere e dello “slow” …
Pazienza per i “raduni” dei cosidetti “Picari”: sono una forma di folklore, una “tribù” che qualche volta l’anno celebra a suo modo non solo l’aggressività dell’attualità ma anche la nostalgia per i gloriosi anni ’60, i miti degli easy riders e della “gioventù bruciata” da Marlon Brando a James Dean. Ma gli altri, gli esaltati machisti che inforcano le loro moto per sentirsi accarezzare dai brividi del pericolo che corrono e che fanno correre ai malcapitati che incontrano lungo la loro strada: ecco a questi dovrebbe essere negata ogni forma di ospitalità ed accoglienza, a difesa della tranquillità e della contemplazione serena dell’ambiente, dei punti di belvedere, della sicurezza di tutti e di loro stessi.
Ignoro le statistiche sugli incidenti: ma certo è un miracolo che non siano continui e diffusi, visti i modi con cui affrontano le curve, accelerano e decelerano, ingaggiano caroselli superandosi di continuo, ignorando qualsiasi prudenza ed anzi sfidandosi a chi è più temerario.
Che fare? In teoria basterebbe far rispettare limiti di velocità e regole di comportamento per eliminare alla radice il fenomeno, giacché costoro sono alla ricerca di strade dove possono dare libero sfogo alle loro evoluzioni. Ma, lo sappiamo, nessuna istituzione ha a disposizione l’esercito di vigili che sarebbe necessario. In prossimità dei centri abitati, sono sempre più numerosi impianti di rilevamento con telecamere e misuratori di velocità; ma nelle altre strade, fra campi e colline, è impensabile promuovere o sperare nella diffusione di impianti costosi e sofisticati (anche se, in verità, i proventi contravvenzionali sono sempre più un possibile ristoro per le esangui casse comunali …).
Allora occorre cominciare dal basso, mobilitando le genti che da queste invasioni direttamente od indirettamente sono colpiti. Qualche idea: potremmo lanciare un concorso per un “cartello” stradale che contenga in un efficace messaggio grafico il messaggio “qui i centauri non sono graditi”, perciò o anadate piano o cambiate strada; potremmo inventare dei nastri colorati verdi da appendere lungo le strade e diffondere messaggi tipo “questo è un paesaggio verde che desidera non essere inquinato”; potremmo inventarci uno speciale Spaventapasseri travestito da vigile con la paletta rossa…
Questo, lo si è capito, è un invito alla buona volontà, al civismo ed alla fantasia, rivolto sia alle istituzioni che, se non tutto, certo qualcosa possono mettere in cantiere ed alle Associazioni di cittadini che hanno a cuore la difesa del cuore verde d’Italia. Spero che, con l’aiuto del giornale, qualcuno risponda …
Andrea Silipo
Assessore al Turismo
Comune di Narni”

Si può dargli torto? Ovviamente i centauri sì. Con tutta probabilità l’assessore non aveva alcuna idea della tipologia di persone contro cui si era andato a mettere. Beata ingenuità! Come me pensava di coinvolgere persone che lo appoggiassero per cercare di risolvere o attenuare  il problema e invece ha attirato l’attenzione di chi il problema lo crea. E così i centauri non hanno tardato nel farsi sentire.

– Il CM (Coordinamento Motociclisti), per la serie “siamo delle vittime e non perdiamo occasione per offenderci”, invece di cercare il dialogo con l’assessore, riconoscendo magari che almeno una parte dei propri assistiti è scriteriata e provoca non pochi disagi,  risponde indignata con l’iniziativa “No Moto? No Narni!”

L’assessore al turismo del Comune di Narni (TR), Andrea Silipo, ha deciso che i motociclisti sono ospiti indesiderati e vorrebbe proibire alle moto “di grossa cilindrata” di transitare sulle “sue” strade, con questa motivazione:

“Gli esaltati machisti che inforcano le loro moto per sentirsi accarezzare dai brividi del pericolo che corrono e che fanno correre ai malcapitati che incontrano lungo la loro strada: ecco a questi dovrebbe essere negata ogni forma di ospitalità ed accoglienza, a difesa della tranquillità e della contemplazione serena dell’ambiente, dei punti di belvedere, della sicurezza di tutti e di loro stessi”.

Il Coordinamento Motociclisti condanna da sempre chi generalizza attribuendo all’intera popolazione motociclistica atteggiamenti irresponsabili e incivili e organizza un’azione di BOICOTTAGGIO, per spiegare all’Assessore che non siamo solo rumorosi ed esaltati, ma abbiamo anche un cervello e un portafogli, e dichiara Narni

Comune OSTILE ai Motociclisti

Ti invitiamo quindi a transitare nel Comune di Narni SENZA spendervi un solo centesimo.

Non acquistare nulla, non fare benzina, non prendere nemmeno un caffè, e fai la massima attenzione a rispettare il codice della strada per non alimentare queste assurde discriminazioni e per non lasciare oboli sotto forma di multe.

L’assessore non tarda a rispondere

Buongiorno, sono l’assessore di Narni ed ho ricevuto da un “anonimo” motociclista copia di un vostro comunicato. In merito vorrei far presente:
– che non conoscendo l’esistenza dell’associazione “motocivismo”, se il nome (peraltro molto efficace) corrisponde al programma, mi sembra un’iniziativa ottima e lodevole;
– che purtuttavia, la prima forma di “civismo” è il coraggio di non nascondere né sè stessi né, tantomeno, le proprie idee, sotto lo schermo dell’anonimato.
– che ho l’impressione che si drammatizzi troppo un problema che invece potrebbe essere risolto con la ragionevolezza e la collaborazione, in nome della coesistenza dei diversi “civismi”.
– che sono disponibilissimo ad uno scambio di idee che, mi auguro, possa portare a condividere un “codice” di comportamenti sia da parte dei vostri aderenti sia da parte dell’amministrazione.
– che, pertanto, mi auguro che il comunicato bellicoso che mi è stato inviato possa essere riconsiderato e sottratto ad indebite speculazioni.
resto in attesa di sentirVi in merito e invio i migliori saluti
Andrea Silipo

– Il CM prende atto che forse prima di prendere posizione sarebbe stato meglio cercare il dialogo e risponde

Egregio Ass. Silipo
Il mio nome e’ Gianni Zamperini, le rispondo in qualita’ di segretario nazionale del Coordinamento Motociclisti (www.cmfem.it)
Il comunicato che ha ricevuto proviene dal nostro ufficio stampa e porta la duplice firma per la collaborazione continua tra noi e il Comitato Motocivismo di Milano.
Come Coordinamento Motociclisti non abbiamo preclusione al dialogo con le istituzioni in genere, con lei e la sua giunta.
La risposta “bellicosa” che dal nostro comunicato traspare ci e’ sembrata assolutamente consona al tono della sua dichiarazione, ma se il suo tono e la sua intenzione sono state da noi fraintese saremo felici di ridiscutere l’azione.
Se e’ comprensibile che lei non conosca Motocivismo per il proprio carattere locale mi dispiace molto scoprire che non conosce il CM, una delle piu’ vecchie associazioni per la tutela dei diritti dei motociclisti in Italia.
Speriamo di poter rimediare nel modo piu’ trasparente e costruttivo.
Quando Le sara’ comodo potra’ contattarmi per ulteriori chiarimenti.

Buon lavoro
Gianni “BBK” Zamperini
Segretario nazionale
Coordinamento Motociclisti

– E’ ora il turno dell’Assessore  Silipo che ribadisce in modo deciso ed elegante la propria posizione:

gentili signori,
comincerei invitandovi a prendere atto, nella sua compiutezza, delle considerazioni riportate nell’articolo del Messaggero, che vi allego.
Si tratta, voglio chiarire, di pure riflessioni, non di deliberazioni amministrative, che non spettano a me in quanto assessore al turismo ma
all’Organo amministrativo ed all’Assessore con delega al traffico.
Aggiungo qualche commento, ad ulteriore chiarimento del mio pensiero:
– sono perfettamente a conoscenza che esistono diversi “turismi” che interessano il nostro territorio: quello culturale, quello ambientalistico, quello dei cicloturisti ed anche quello dei motociclisti.
Il mio problema, come amministratore, è quello di assicurare la compatibilità fra le esigenze dei diversi turismi, cercando di far sì che, anche in questo caso, valga la massima che “il diritto di ciascuno finisce dove comincia quello del suo vicino”.
– come voi stessi affermate, nella vostra “categoria”, come in qualsiasi altra, ci sono i “buoni” ed i “cattivi”. Allora, escludendo i buoni, il
mio e – voglio augurarmi anche il vostro problema di associazione che difende gli interessi di tutti gli appassionati – è quello di porre dei
limiti a quei comportamenti – e solo a quelli – che confliggono gravemente con le esigenze degli altri turismi.
– non sono parole “buoniste” e di circostanza: vi informo infatti che alcuni giorni fa ho firmato l’autorizzazione al motoraduno “Narni Motori
2008” che, come ogni anno si svolge a settembre nel nostro territorio; e che sto lavorando con il sig. Filippetti – “mago” del motociclismo
universalmente noto e nato e residente a narni – per trovare una degna sede al Museo della Motocicletta che già oggi ospita, all’interno del
più prestigioso monumento narnese – la Rocca di Albornoz – decine di moto d’epoca di grande valore. Inoltre, ogni estate ospitiamo vari
raduni di “picari” che organizzano gite collettive e picnic nei nostri parchi.
– dunque ogni “vittimismo” è del tutto fuori luogo: il problema, per quanto mi riguarda, va circoscritto a quei – ahimé non pochi né isolati
né saltuari – centauri che, ignorando ogni regola di prudenza usano le strade del territorio come delle piste da corsa, inquinando e mettendo a
rischio incolumit? di tutti e legittime aspirazioni alla quiete di tanti.
– io penso che, se fosse possibile discutere senza semplificazioni ed ingiurie, dovrebbe essere possibile trovare non solo un punto di reciproca comprensione ma addirittura di colabborazione. Il fenomeno di cui parliamo, infatti, come tutti i fenomeni di costume, non si sconfigge con i soli strumenti repressivi ed i controlli affidati agli organi di polizia: si risolve, io penso, corresponsabilizzando tutti e trovando il modo di “scambiare” diritti e doveri. Ed è in questo senso che la vostra organizzazione e quelle a voi simili (es. : motocivismo) potrebbero fare moltissimo.
– Allora io sono qui, a vostra disposizione per organizzare un incontro, pubblico o privato, come preferite, per approfondire le diverse questioni: dipende da voi.
Voglio solo precisare – a scanso di equivoci – che questa proposta nasce solo ed esclusivamente dalla mia sensibilità al problema ed in nessun modo dal minacciato ostracismo nei confronti di Narni e dei suoi commercianti.
Purtroppo, infatti, la massima parte dei “centauri” attraversa il nostro territorio diretta verso la Valnerina, che, al contrario di narni, rappresenta una consolidata tappa dei “circuiti” domenicali.

in attesa di sentirVi vi invio i miei migliori saluti
Andrea Silipo

– Ma di chi poteva essere l’ultima parola? Ovviamente di chi vuole sempre e comunque averla vinta, spesso e volentieri non sentendo ragioni. Il CM quindi risponde:

Egregio Assessore Silipo,
La ringraziamo per averci segnalato il testo completo della sua missiva a “Il Messaggero”.
Una più attenta rilettura dell’intero parco delle dichiarazioni da Lei rilasciate, seguita da una interessante consultazione degli articoli di narninews.it, ci ha convinti di aver sicuramente sbagliato il giudizio sulle “parziali dichiarazioni” lette fino ad oggi.

La sua posizione non solo è offensiva e discriminante, ma e’ una PALESE e assoluta dichiarazione di guerra contro una categoria che lei definisce “i centauri” i quali, a frotte, stile cavallette, invadono il suo paese e i dintorni facendo fuggire i turisti e mettendo in crisi l’economia della sua cittadina.
Ora, ci auguriamo vivamente che lei si riferisca ai noti animali mitologici meta’ cavalli e meta’ uomini.
Nel caso in cui, invece, si riferisca ai Motociclisti, vorremmo farle notare quanto segue:

– I maleducati in moto si chiamano “MALEDUCATI”, non “motociclisti”, quindi sarebbe il caso che il suo cartello vietasse l’accesso ai maleducati e non ai motociclisti (cosa che le sconsigliamo vivamente se non vuole ritrovarsi con ben piu’ gravi problemi di bilancio).
Altrimenti potrebbe estendere la sua campagna contro le categorie moleste includendo i cani (defecano sui marciapiedi, abbaiano, mordono e perdono il pelo), i ciclisti (che puzzano quando sudano), gli esseri umani (urlano, sporcano e dicono le parlocce) e via dicendo..

– I numeri parlano chiaro: i “maleducati” in moto sono una NETTA MINORANZA, quindi la sua generalizzazione e’ assolutamente insultante per la maggior parte degli utenti delle due ruote.
– Il suo “progetto” tanto apprezzato dalla provincia e’ un’assurda discriminazione per persone che hanno la sola grande “colpa” di aver comprato un mezzo a due ruote, e che per usufruirne pagano imposte spesso salatissime.
Ci stupisce enormemente scoprire che la Provincia e l’APT l’abbiano “molto apprezzato”, sara’ nostra premura chiedere spiegazioni anche a loro.

Preferiamo fermare qui il nostro commento alle sue dichiarazioni, soprattutto nell’ottica di un eventuale chiarimento, peraltro complesso se dovessimo prendere atto di tutti gli anatemi e gli insulti che Lei ha cosi’ generosamente elargito.
Per inciso, a giudicare dalle reazioni e dai contatti avuti con i suoi concittadini direi che non siamo i soli ad aver provato un profondo fastidio, quindi forse non siamo gli unici ad aver “frainteso” le sue intenzioni.

E ora? Cosa facciamo?
Beh, un po’ per uno. Siamo assolutamente disponibili a riconoscere la sua disponibilita’ e il suo merito, ma solo a fronte di una chiara e pubblica smentita e a delle doverose scuse per tutti i motociclisti a cui lei ha dato dei criminali, irresponsabili, rumorosi e inquinanti.
In caso contrario non faremo altro che considerare come valido il suo invito a stare lontani dalle sua strade.
Generalizza lei, generalizziamo noi.

Coordinamento Motociclisti

Che riflessioni si potranno  mai fare dinnanzi ad un esempio di tale portata? La solita: non c’è nessuno più sordo di chi non vuole sentire. Siamo ad un livello di civiltà così basso che mi viene difficile trovare le parole per commentare.

– I maleducati in moto si chiamano “MALEDUCATI”, non “motociclisti”, quindi sarebbe il caso che il suo cartello vietasse l’accesso ai maleducati e non ai motociclisti (cosa che le sconsigliamo vivamente se non vuole ritrovarsi con ben piu’ gravi problemi di bilancio).
Altrimenti potrebbe estendere la sua campagna contro le categorie moleste includendo i cani (defecano sui marciapiedi, abbaiano, mordono e perdono il pelo), i ciclisti (che puzzano quando sudano), gli esseri umani (urlano, sporcano e dicono le parlocce) e via dicendo..

1) I maleducati in moto al massimo si chiamano “maleducati in moto”, detti comunemente “centauri incivili”. Mentre sto scrivendo ne stanno passando a decine vicino a casa mia. Sarà una coincidenza? Sono tutti quì? Ma allora sono sfortunato io e il problema in realtà nel resto del mondo non esiste!

2) Problemi di bilancio? I conti e le riflessioni in materia penso le possa  fare meglio chi si occupa dell’amministrazione locale. Il discorso sul turismo è complesso e non mi dilungo inutilmente (non mancherò di approfondire). Ma ammettiamo con beneficio che i centauri portino soldi. Quindi va accettato il loro comportamento? Siamo ridotti a questo? Con i soldi si compra tutto?

3) Categorie moleste? I ciclisti che puzzano ecc? Ma è un discorso con una logica? Io personalmente faccio molta fatica a trovarla, ma certo è colpa mia che sono limitato e non ci arrivo. Ho come l’impressione che ci si arrampichi sugli specchi!

– “I numeri parlano chiaro: i “maleducati” in moto sono una NETTA MINORANZA”

Sarei proprio curioso di conoscerli questi  numeri! Bisogna poi sempre vedere cosa significa maleducati, mi pare di intuire che ognuno interpreti questo termine a modo proprio, con parametri soggettivi. Ma, al di là dei numeri, la prova del nove è la strada, basta uscire di casa per vedere/sentire come stanno le cose… poi è vero che c’è chi nega l’evidenza o ha due fette di salame davanti agli occhi (e magari anche come tappi per le orecchie). Ma supponiamo PER ASSURDO che i “maleducati siano una netta minoranza”. Comunque il problema c’è. E’ sempre il solito discorso, si sprecano parole ed energie ad offendersi inutilmente, mentre c’è un problema da risolvere. Io, se fossi un motociclista civile, me la prenderei con quella “netta minoranza” di maleducati che getta infamia sulla categoria, non verso chi solleva il problema. Non sarebbe più costruttivo?

– Il suo “progetto” tanto apprezzato dalla provincia e’ un’assurda discriminazione per persone che hanno la sola grande “colpa” di aver comprato un mezzo a due ruote, e che per usufruirne pagano imposte spesso salatissime.

Ecco il vittimismo che emerge ogni qualvolta se ne presenti l’occasione. La “sola grande colpa” non è quella di avere comprato il mezzo, ma anche di come questo viene usato. Si chiama INCOSCIENZA, cioè la non consapevolezza di quello che si sta facendo oppure EGOISMO, cioè quell’insieme di comportamenti finalizzati unicamente, o in maniera molto spiccata, al conseguimento dell’interesse del soggetto che ne è autore, il quale persegue i suoi fini anche a costo di danneggiare, o comunque limitare, gli interessi del prossimo. Pericolo e rumore sono le due colpe e quest’ultima non è meno grave della prima.

Commentare ulteriormente una vicenda del genere, che si commenta da sè, non ha senso. Mi spingo solo fino ultima riflessione: basterebbe solo un po’ di buon senso per capire che, come ha scritto l’Assessore “il diritto di ciascuno finisce dove comincia quello del suo vicino”. Ma quando i vicini sono i centauri…

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