Allarme sull’Aurelia, moto a 180 all’ora

Ma guarda un po’! Che strano! “Eh ma sono le solite eccezioni, non si può mica generalizzare! Se questi si sentono dei Valentino Rossi, la maggior parte sono dei comuni Mario Rossi civili e rispettosi…”  Mah, sarà sicuramente così, però stranamente i giornali sono pieni di queste notizie. Saranno sempre i soliti 4 che girano tutta l’Italia e si fanno sempre riconoscere…no?

Ogni notte l’autovelox installato dalla Provincia tra i comuni di Santo Stefano e San Lorenzo registra il passaggio di moto a velocità pazzesche. A denunciare il fenomeno è il presidente Giuliano: «Siamo molto preoccupati, anche perchè le multe non riescono a fare da deterrente»

Il ministro dell’Interno Maroni ha deciso di escludere i privati dalla gestione degli autovelox, ma la Provincia di Imperia, che ha affidato a una società le quattro postazioni fisse collocate all’inizio di luglio, si dice tranquilla. «Nessun problema, abbiamo tutti i requisiti di legge», sostiene il presidente Gianni Giuliano. Per poi sottolineare che la «preoccupazione è un’altra». E riguarda il tratto di Aurelia all’altezza degli Aregai, tra Santo Stefano e San Lorenzo, dove la presenza del controllo elettronico della velocità non riesce ad essere un deterrente. Anzi, pare costituire una sfida. «Purtroppo quell’autovelox ogni notte segnala passaggi di moto a velocità pazzesche, con punte di 150 all’ora e a volte addirittura di 180. Non ho idea se si tratti di gare clandestine o di centauri in cerca di brividi. Sta di fatto che le sanzioni che stiamo comminando al posto di diminuire aumentano, e questo dà la misura del fenomeno e dei rischi che corrono non solo i motociclisti ma tutti coloro che di notte transitano sull’Aurelia». Giuliano non si rassegna, ma ammette che forse occorre fare di più. E che agli Aregai bisognerebbe destinare maggiori attenzioni in chiave repressiva, in stretta collaborazione con le diverse forze di polizia.

Autovelox in regola? Pare dunque di sì. La gestione delle quattro postazioni (Capo Berta, Capo Nero, Bordighera e appunto Aregai di Cipressa) non «ha nulla da temere» dalla decisione di Maroni di sottrarre ai privati il funzionamento e le rilevazioni delle apparecchiature. «Sono quattro i requisiti richiesti e la Provincia li possiede tutti. Intanto – spiega Giuliano – l’acquisto e l’installazione degli autovelox sono stati effettuati mediante gara d’appalto, come prescrivono le normative. Tutte e quattro le postazioni sono regolarmente segnalate da opportuna cartellonistica. Il ricorso a quella specifica strumentazione ha ottenuto l’autorizzazione della prefettura. Infine, a differenza di altri enti territoriali, i verbali di contestazione vengono redatti dal corpo della polizia provinciale».

Superato lo scoglio Maroni, il presidente torna sull’emergenza Aregai, rivelando che ogni notte l’autovelox immortala non solo motociclisti che «viaggiano a velocità da gran premio», ma anche automobilisti che lanciano le loro macchine a oltre 150 all’ora». Il metodo di rilevazione è tra i più sofisticati sul mercato, e ottima è anche la risoluzione delle immagini. Insomma, nessun problema sulla lettura delle targhe e l’invio a destinazione di multe e decurtazioni di punti sulla patente. «Eppure continuano ad andare come pazzi. Statisticamente è un paradosso, nel senso che ovunque la presenza degli autovelox svolge una significativa azione deterrente. In genere dopo un paio di settimane dall’entrata in funzione, si registra una flessione delle multe. Agli Aregai succede il contrario. Sono calati gli eccessi di velocità più modesti, quelli per capirci che superano il limite per una decina di chilometri l’ora, mentre aumentano i casi estremi». Si sono invece stabilizzati i “numeri” degli altri tre autovelox. «Diciamo che siamo nella norma, anzi all’altezza della Madonna della Ruota e a Ospedaletti, gli automobilisti dimostrano di aver imparato la lezione. Dopo il picco di metà luglio, da qualche settimana, malgrado la presenza di molti turisti, le multe sono diminuite».

di Fabio Pin (23 agosto 2009)

http://ilsecoloxix.ilsole24ore.com/p/imperia/2009/08/23/AMYC89qC-allarme_sull_aurelia.shtml?hl

Certo che comunque devono essere molto impegnati questi 4 svitati che si trovano contemporaneamente in tutta Italia tutto l’anno. Io ne trovo spesso in giro.  Come giustamente segnala un commento nel sito del giornale: “forse le multe per chi ha moto che viaggiano a simile velocità sono troppo lievi. E comunque si può sempre sequestrare il mezzo no?”

Si POTREBBE sequestrare il mezzo. Se lo si volesse fare. Ma poi si darebbe fastidio a certe persone ecc. Sembra che spesso (non sempre)  si tratti di figli di papà. Ricchi, viziati e con le spalle coperte. E pare che anche gli stessi tutori dell’orsdine ogni tanto, quando non sono in servizio, si dilettino in imprese corsaiole su due ruote. Certo non ho prove e dati certi, parlo per sentito dire, ma è un’ipotesi plausibile. Se non altro spiegherebbe molte cose. Ad ogni modo questa storia delle multe inutili non mi è assolutamente nuova. E’ una cosa sentita e risentita.

Ma siccome io so già che il centauro di turno che leggerà questo post non avrà assolutamente dato peso alla prima parte dell’articolo e sarà stato attirato più dalla seconda parte che tratta di auto, ribadisco che le mele marce non hanno alcun problema a guidare mezzi su due o quattro ruote. Non è mia intenzione difendere o accusare nessuno in base al numero di ruote del mezzo che guida. Rimane il fatto che, per conformazione e prestazioni, il mezzo a due ruote si presta maggiormente a certe bravate e risulta quindi come privilegiato: per i  Ghost Rider di turno il mezzo a due ruote è insostituibile!

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