Milano Assoedilizia: moto sotto accusa per inquinamento acustico

Segnalo un articolo del CISS Viaggiare informati di qualche anno fa che tratta di inquinamento acustico.

Si aggrava per colpa dell’aumento delle moto in circolazione, le cui emissioni sonore superano fino a sette volte quelle delle auto, l’inquinamento acustico di Milano, dovuto soprattutto (56%) al traffico stradale. Lo rivela il monitoraggio annuale dell’ufficio studi rumori e vibrazioni e Assoedilizia, che ha anche disegnato una mappa delle ‘oasi di pace’ e delle ‘maglie nere’ cittadine.
Il frastuono scende raramente sotto i 60 o i 65 decibel, anche di notte, in via Montefeltro, via Govone, viale Sarca e via Palmanova, viale Abruzzi, via Pontaccio, via Marocchetti, via Giacosa, via Stephenson, via Sammartini e via Repetti.
Si dorme bene, invece, in via Derganino, in piazza del Cannone, nella zona dell’ospedale San Paolo e del San Raffaele, in via dei Giacinti, degli Odescalchi, in via Crimea, in via Pusiano, in via Formentini e della Madonnina, in via Fleming e in via Silla, dove il rumore si aggira intorno ai 40 decibel.
Secondo Assoedilizia, un rumore tra i 30 e i 65 decibel, dato dai rumori di fondo urbani, ma anche da tv e radio ad alto volume e da discussioni animate, provoca difficolta’ di sonno e un inizio di disturbi del sistema nervoso centrale, mentre dai 60 agli 85 decibel (strade trafficate, ristoranti e locali rumorosi, auto e tir a forte velocita’) si rischiano danni al sistema auditivo, effetti psichici e neurovegetativi che, dagli 80 ai 115 decibel (quelli di una discoteca, di un treno, di una moto o di un concerto) degenerano in malattie psicosomatiche.
Per stare bene, il nostro orecchio non dovrebbe assorbire piu’ di 40 decibel, soglia che – denuncia Assoedilizia – a Milano non viene quasi mai rispettata, perche’ il comune non ha applicato le norme antirumore stabilite dalla legge 447/95.
Palazzo Marino, secondo l’Associazione della proprieta’ edilizia, dovrebbe infatti dividere il territorio cittadino in sei zone, a seconda delle diverse destinazioni di uso (esclusivamente o prevalentemente industriale, urbana, mista, residenziale, protetta), per far rispettare i limiti in decibel fissati dalla legge per ciascuna di esse.
Tra le misure suggerite si va dalla lotta agli schiamazzatori e alle sirene antifurto impazzite al ‘bollino blu’ per i motociclisti fino all’istituzione di barriere fonoassorbenti, gia’ sperimentate con successo in citta’ come Modena.

20/08/2006

http://www.radio.rai.it/CCISS/view.cfm?Q_EV_ID=185601&Q_TIP_ID=317

Nel caso fosse passato inosservato: “Si aggrava per colpa dell’aumento delle moto in circolazione, le cui emissioni sonore superano fino a sette volte quelle delle auto, l’inquinamento acustico di Milano […] Tra le misure suggerite […] ‘bollino blu’ per i motociclisti“.

Perché in effetti è anche e soprattutto una questione di numeri: fino a quando le moto erano molto meno diffuse il problema non era così grave. O meglio era comunque grave permettere di girare con un mezzo “spaccatimpani”, ma non essendocene un numero eccessivo era abbastanza facile ignorare la questione. Stando a quanto sostiene Sergio Braccini dell’Asaps “i motociclisti sono aumentati da due milioni e 800mila di fine anni ’90 a 5 milioni.” Le conseguenze sono evidenti e oggi NON E’ PIU’ POSSIBILE IGNORARE IL PROBLEMA.

I fatti sono questi:

  • Troppi modelli di moto emettono rumori eccessivi e assolutamente inutili.
  • Molti centauri ricercano e godono del rumore emesso dal loro mezzo
  • Molti centauri sostengono che il rumore della moto per loro vuol dire più sicurezza (per non farsi travolgere dagli automobilisti distratti)
  • Le moto sono in continuo aumento

Sarà mica il caso di predere coscienza della situazione? Personalmente la trovo una situazione paradossale. Nessuno fa veramente qualcosa per cercare di risolvere il problema.

Poi c’è il discorso Harley Davidson che merita un capitolo a parte. E quì si raggiunge veramente l’assurdo in materia di inquinamento acustico. A volte, quando ne passa una, sembra che ci sia un terremoto. Sento vibrare tavoli, pavimenti, sedie ecc.  Il paradosso è che NON E’ ASSOLUTAMENTE ACCETTABILE una cosa del genre, dà fastidio a moltissimi, eppure c’è un comune senso di accettazione/rassegnazione, come se fosse normale. Ci si lamenta del caldo, del freddo, della pioggia, della siccità, dei terremoti ecc (contro cui non si può fare nulla) ma contro questa forma di inquinamento acustico  (perfettamente contrastabile) non si alza un dito!

Torno infine al discorso dei numeri. Come è evidente la tendenza è all’aumento costante del numero di moto in circolazione. Cosa si intende fare? Continuare ad ignorare ancora il problema? Oggi il numero è ragguardevole, la tolleranza che si poteva ammettere tempo addietro non è più ammissibile. Le istituzioni sono vivamente pregate di SVEGLIARSI!

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