Quando il rumore diventa un’ossessione

Mi permetto di riportare un testo che presenta degli interessanti spunti di riflessione sul problema dell’inquinamento acustico.

Quando il rumore diventa un’ossessione

Il parere degli esperti in “psicoacustica”: meno sopportabile se è vessatorio “Esasperato dal rumore dei tubi di scappamento, spara su un gruppo di motociclisti”: è già successo e può succedere ancora. Senza violenze fisiche, ma con altrettanto astio, c’è gente che s’impegna in lunghe e costose cause legali perché il supermarket sotto casa ha un frigo che fa sentire il suo ronzio tutta la notte o la discoteca in fondo alla via chiude all’alba.

D’altro canto, vi sono migliaia di individui che dormono nelle vicinanze della ferrovia e non pensano affatto di sparare ai macchinisti. Anni fa, in Germania, le stazioni ferroviarie furono tempestate di telefonate da queste stesse persone che non riuscivano a prendere sonno, messe in ansia… dal silenzio di un improvviso sciopero dei ferrovieri.

Ma cos’è che rende un rumore insopportabile, al punto di far perdere il controllo dei nervi? E’ una domanda che rivolgiamo agli esperti di psicoacustica, disciplina che studia gli effetti del suono sulla psiche e di cui si può considerare iniziatore lo scienziato tedesco Hermann von Helmholtz. Fino a qualche tempo fa, le risposte al quesito erano piuttosto insoddisfacenti. Qualcuno aveva addirittura affermato che ad essere particolarmente infastiditi dal rumore fossero quei soggetti con un punteggio alto nella ‘scala del nevroticismo’. Come dire: se il rumore ti fa saltare i nervi, vuol dire che sei nevrotico e se sei nevrotico devi curarti, andando da uno psicoanalista o facendo ricorso ai tranquillanti. Un ragionamento, questo, che non convince le vittime del rumore.

A colmare la lacuna hanno pensato alcuni ricercatori francesi, guidati dallo psicologo Levy-Leboyer. Costoro si sono chiesti se a causare il disturbo sia il rumore in sè, oppure il suo ‘significato’. Per esempio, tornando ai treni, perché il loro passaggio non disturba più di tanto? Non è soltanto una questione di abitudine. I treni sono un servizio pubblico e hanno diritto di passare.

Un rumore può essere ‘diverso’ a seconda delle intenzioni di chi lo produce. In altri termini, quando non c’è la volontà di fare rumore, i circuiti nervosi della nostra ‘centrale d’ascolto’, con una operazione mentale, ‘interpretano’ i suoni e ci segnalano che il disturbatore non ce l’ha deliberatamente con noi, in altri termini che ‘non lo fa apposta’.

Diverso, invece, il caso dei rumori prodotti per segnalare la propria presenza. Un esempio: coloro che in macchina si annunciano a cinquanta metri di distanza con lo stereo a tutto volume.

Potrebbero farne a meno, ma se ne guardano bene. Tale comportamento rende il suono brutalmente vessatorio e coloro che lo subiscono sentono minacciata la propria sfera di inviolabilità.

Raffaella Doyle

http://www.ordinepsicologilazio.it/binary/ordine_psicologi/h_notizie_utili/Quando_il_rumore_diventa_un_ossessione.1217851518.pdf

Certo questo non è un trattato scientifico quanto piuttosto un semplice accenno ad una notizia, ma offre sicuramente molti spunti di riflessione.

Guarda caso l’articolo si apre con un “esasperato dal rumore dei tubi di scappamento, spara su un gruppo di motociclisti”. Personalmente non giustifico mai la violenza e quindi, pur comprendendo lo stato di disperazione, non approvo assolutamente un gesto del genere. Ecco la parola magica: comprensione! L’esasperazione porta a gesti estremi. Fino a che punto si può essere pazienti e tollerare? E quando una situazione non è più tollerabile cosa si può o si deve fare? Ecco il classico caso di una persona (vittima) che presa dall’esasperazione cade nel più classico dei tranelli della società e diventa o viene fatto diventare “mostro/carnefice”. Quì si tratta di qualcuno che se l’è presa con i motociclisti ma gli esempi di esasperazione sono quotidiani: quante storie analoghe come liti fra vicini di casa o condomini finite in tragedia si sentono ogni giorno al telegiornale? La vita sociale impone la convivenza. Purtroppo molti spesso approfittano di certe lacune normative e non si rendono conto dell’esasperazione che provocano. Ma questo è un discorso troppo lungo e complesso che merita uno spazio proprio.

Veniamo al dunque: il rumore. L’articolo sostiene che secondo gli esperti di psicoacustica il rumore è “meno sopportabile se è vessatorio”. Mi permetto, in quanto vivo direttamente questa esperienza, di confermare. E’ innegabile. Forse non era necessario che lo dicessero degli psicolgi ma quantomeno ora c’è una certa validazione scientifica. Lo scritto procede poi, a mio giudizio, in maniera eccessivamente superficiale.  Il fatto che il rumore sia meno sopportabile se imposto ingiustamente, non significa che anche il normale rumore di fondo della vita cittadina, non sia fastidioso o addirittura dannoso. Poi ci sono sicuramente persone più sensibili e altre meno. Penso che in questo contesto l’elemento chiave sia proprio la sensibilità. Il fatto che poi molte persone si siano così assuefatte al rumore di fondo tanto da diventarne schiave è un triste dato di fatto. Quello del rumore dei treni riportato nell’articolo è solo un esempio. Quante persone quando vanno in vacanza in un posto tranquillo non riescono a dormire? Giusto o sbagliato che sia, secondo me, la questione merita quantomeno una riflessione.

Ma nell’articolo si parla di rumore in generale, senza distinzione. Rumore vuol dire tutto e niente. Un rumore di fondo è diverso da un rumore in primo piano (poi ci sono livello,  intensità, contesto e tutta una serie di parametri che vanno considerati). Un esempio? Il normale traffico cittadino (rumore di fondo). Passa una Harley Davidson (rumore in primo piano).

Il contesto: una Harley Davidson in un circuito motociclistico, o comunque in un’area opportuna, è ambientata dal punto di vista dell’acustica, nel suo contesto. La classica scena da film del teppista o del Renegade che viaggia lungo una strada in mezzo al nulla nel Texas o simili.  Ben diverso il discorso di un Harley che viaggia in città o in zone residenziali (soprattutto in caso di zone con tanto rimbombo): FUORI CONTESTO. Non si può pensare che un tale rumore non dia fastidio alla comunità. Sarebbe ottusità. Molti appassionati ricercano tale rumore e lo descrivono come musica. Liberi di farlo. Ma perché altri devono soffrire per questo? E’ un’imposizione, una prepotenza, un’ingiustizia oltre ad una grande, immensa, colossale mancanza di rispetto e di senso civico.

A questo punto un Harleysta che leggesse quanto ho scritto obietterebbe: “Ma tu non puoi capire la passione, la bellezza, il suono …”. Ad una tale obiezione risponderei che io capisco benissimo la passione, il suono e tutto il resto, ma non capisco la mancanza di rispetto. Non capisco il perché si debba imporre un tortura del genere alle orecchie e soprattutto al sistema nervoso di chi non apprezza il genere. Perché sarà anche una realtà sconvolgente ma è la pura verità: a molti da fastidio il frastuono delle Harley (e simili). Me la sono presa con le Harley a titolo di esempio ma il clan delle moto super rumorose  è molto più ampio. Non ultimi i corsaioli.

Per cui alla domanda ” se a causare il disturbo sia il rumore in sè, oppure il suo ‘significato'” mi permetto di obiettare l’incompiutezza della domanda. Se il rumore di un servizio pubblico (quindi non vessatorio) fosse pari a quello di una Harley penso che più di una persona avrebbe qualcosa da ridire e soprattutto non si lamenterebbero in caso di scipero!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...