Appello del Parco ai motociclisti: visitate il Parco da amici

Un articolo molto significativo per chi sa leggere tra le righe tratto a ArezzoWeb.

AREZZO – Da alcuni anni le principali strade del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna (in primis quella del Passo della Calla) sono state scelte dagli appassionati di motociclismo per le loro “escursioni a cavallo” dei valichi appenninici. Il Parco accoglie volentieri questi ospiti motorizzati che con le loro visite potranno scoprire foreste millenarie ed ecosistemi incontaminati.
Allo stesso tempo però raccomanda agli amici “centauri” di adeguare il proprio atteggiamento allo speciale regime di tutela dell’area protetta.
La salvaguardia della fauna selvatica, ma anche il rispetto della quiete e della sicurezza degli altri visitatori (che sempre più spesso si lamentano per la velocità delle moto e per il frastuono prodotto) impongono, infatti, all’ente gestore di controllare che tutti i motociclisti siano in regola con le norme vigenti in materia di velocità e di inquinamento acustico.
L’Ente Parco fa dunque appello alla sensibilità degli appassionati affinché non scambino le strade dell’area protetta per piste motociclistiche, ma anzi sappiano fruirne in modo compatibile.
Al Corpo Forestale dello stato e alle altre forze di polizia è stato chiesto uno sforzo straordinario per il controllo dei comportamenti irregolari.
Se ciò non dovesse rivelarsi sufficiente saranno adottati, d’intesa con gli uffici competenti alla gestione della viabilità, provvedimenti di controllo elettronico e – se del caso – di limitazione del traffico motociclistico.

http://www.arezzoweb.it/notizie/speciale.asp?idnotizia=11145

Un testo molto “soft” dietro al quale si cela un problema molto serio.

Questo articolo mi dà modo di trattare un argomento a me particolarmente caro: il rapporto con la natura. Sono innumerevoli i post di centauri che descrivono il piacere ed il fascino insito nel guidare lungo strade spettacolari (curve e tornanti a parte) perché immerse nella natura ecc. Molti si reputano amanti della natura e credono che la moto sia un mezzo utile per contemplarla.

Mi permetto di dissentire in pieno. Più volte ho accennato al mio punto di vista a riguardo. Nessuno discute il piacere che prova il centauro nel guidare in un contesto naturale, ci mancherebbe! Non essere affascinati da certi spettacoli vorrebbe dire avere dei seri problemi. La domanda che pongo è: l’essere amanti della natura vuol dire questo? O significa piuttosto la ricerca di un RAPPORTO con la natura? Rapporto significa soprattutto RISPETTO. Attraversare un parco in una stupenda giornata di sole e trarne del benessere secondo me non vuol dire essere amanti della natura. Ma so già che ci sono punti di vista contrastanti. Si tratta di una questione di sensibilità individuale e mi sento di poter affermare che per molti centauri la sensibilità è decisamente latente. I motivi? I soliti: guida discutibile e rumore.

“L’Ente Parco fa dunque appello alla sensibilità degli appassionati affinché non scambino le strade dell’area protetta per piste motociclistiche, ma anzi sappiano fruirne in modo compatibile”

Cosa avrà mai spinto a l’ente Parco a fare un appello del genere? Vogliamo per l’ennesima volta nasconderci dietro alle SOLITE ECCEZIONI, le solite mele marce? Ma chi ci crede? E se della sensibilità alla quale ci si appella non ci fosse traccia nei destinatari del messaggio? Il rispetto per la natura, soprattutto in determinati contesti dovrebbe scaturire dall’individuo stesso, dalla propria sensibilità. Quindi a cosa può servire un appello simile? Purtroppo a nulla.

“il rispetto della quiete e della sicurezza degli altri visitatori (che sempre più spesso si lamentano per la velocità delle moto e per il frastuono prodotto)”

Che novità! Mi sembra che sia inutile commentare!

Se ciò non dovesse rivelarsi sufficiente saranno adottati, d’intesa con gli uffici competenti alla gestione della viabilità, provvedimenti di controllo elettronico e – se del caso – di limitazione del traffico motociclistico.

Quindi il problema sembra serio! Addirittura la chiusura del traffico motociclistico? Mi stupisco che le varie associazioni di categoria non siano già intervenute (cfr. Caso Narni) mobilitandosi con il tipico atteggiamento prepotente di chi è carnefice e vuole passare come vittima.

Un ultima domanda agli amici centauri: avete mai provato a recarvi in questi posti paradisiaci, a spegnere il motore del vostro destriero e ad ascoltare? Se non siete in presenza di vostri colleghi dovreste sentire la meravigliosa sinfonia della natura. Cosa ne pensate della differenza “motore acceso” vs. “motore spento”? Vi invito a contemplare quanto vi circonda, a scendere dalla sella e a farvi due passi a piedi. Se nel riaccendere il motore vi doveste per caso  sentire a disagio chissà, potreste diventare veramente amanti della natura!

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One thought on “Appello del Parco ai motociclisti: visitate il Parco da amici

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