Rumore e sigarette: una evidente analogia

Più vado avanti nella mia guerra contro gli incivili su due ruote, più leggo commenti e punti di vista in merito,  e più vedo enormi analogie con i fumatori. Non vorrei attirarmi le ire anche di questi ultimi, ma è così evidente che non posso proprio esimermi da questa analogia che spero possa aiutarmi a farmi capire meglio, perché a questo punto mi sono accorto che o non sono abbastanza chiaro nell’esprimermi o parliamo due lingue diverse. Vorrei lasciare da parte, almeno per ora, il riferimento alla guida “discutibile” di molti conducenti di mezzi a due ruote. Il riferimento in questo caso è esclusivamente quello al rumore prodotto, quindi l’analogia è:

  • fumatori = fumo
  • centauri = rumore (più o meno intenso a  seconda del mezzo)

Quante volte chi non fuma, facendo presente il fastidio nel doversi sorbire il fumo di chi si stava godendo la sigaretta di turno, si è sentito dire qualcosa del tipo: ma che fastidio ti dà? E dinnanzi ad una risposta del genere chi non è rimasto letteralmente DISARMATO? Come si fa a far capire l’enorme fastidio provocato dal fumo passivo per un non fumatore? Persone realmente offese o infastidite che, poverine, NON CAPISCONO ciò che per altri è evidente. Non è cattiveria, semplicemente NON CAPISCONO che respirare il loro fumo sia fastidioso.  Non capiscono come una cosa che per loro è estremamente gratificante, per altri possa essere estremamente fastidiosa fino a portare ad emicranie, attacchi d’asma ecc . Alcuni non concepiscono proprio in assoluto che il fumo passivo possa provocare disagio, altri riescono a concepirlo, ma come avviene spesso, preferiscono non porsi il problema (..bisogna essere tolleranti!), altri ancora se ne fregano nel modo più assoluto e quasi ci godono.

Oggi per fortuna la situazione è notevolmente migliorata grazie ad un intervento normativo su scala planetaria che sta relegando i fumatori a luoghi appositi. Finalmente si può scendere da un treno senza puzzare di fumo e dover lasciare gli abiti sul balcone per tutta la notte. Finalmente si può andare al ristorante e gustarsi piacevolmente le portate senza aggiunta di aromi di sigaretta diffusi nell’aria ecc. Finalmente si può lavorare in ufficio senza doversi sorbire per otto e passa ore al giorno il fumo altrui. Ma perché è avvenuto questo? Per il fastidio? No, per la salute. E’ arcinoto che il fumo provoca il cancro.  Nonostante tutto ciò c’è ancora gente che fuma imperterrita, tranquilla e impassibile, ma se lo fanno in  luoghi dedicati, sono liberissimi di farsi del male da soli senza danneggiare gli altri! Ad ogni modo per tutelare questi ultimi sono state necessarie campagne di sensibilizzazione, proteste, battaglie legali ed infine c’è voluta una legge. Purtroppo in una società incivile il buon senso è cosa rara e da solo non basta.

Notata nessuna analogia col rumore prodotto dalle moto?

Purtroppo oggi siamo ancora ad un livello di civiltà molto basso e non si è ancora presa effettiva coscienza che l’inquinamento acustico è dannoso per la salute.

E’ noto, è evidente ed innegabile, che la maggior parte dei centauri godano del rumore prodotto dai loro mezzi. Gli piace sentirlo e gli piace farlo sentire. So che c’è anche chi è in grado di negare l’evidenza, ma basta andare per strada per rendersene conto. In realtà si sente benissimo anche in casa, ma per strada si vede bene chi passa.

Ad ogni modo ci si ricollega a quello smarrimento accennato a proposito dei fumatori. “Ma che fastidio ti dà?” Ebbene ho capito che purtroppo non si può discutere. Non c’è verso. Anche in questo caso non è colpa loro, semplicemente NON CAPISCONO e serve una legge. Per loro il rumore delle moto è musica e quindi è bello. Quindi non solo non se ne preoccupano quando passano, ma molti lo cercano e lo amplificano per farlo sentire agli altri. (vd. questo articolo esemplificativo)

Un semplice aneddoto: qualche giorno fa mi trovavo nel parcheggio di un centro commerciale. Mi trovavo a circa 100/150 mt dalla strada statale che lambisce il parcheggio. Stavo per uscire dall’auto quando ho sentito il boato assordante del centauro di turno che passava. Ho guardato la strada ed ho visto che nonostante fosse abbastanza trafficata non si sentiva quasi nulla tranne il centauro. Allora, per curiosità, per vedere se le mie sono solo storie oppure se ho effettivamente ragione,  sono rimasto ad osservare la strada per qualche minuto. La zona è piatta, molto aperta e quindi c’è una notevole dispersione di rumore e nessun rimbombo. Ebbene, sceso dall’auto, sentivo appena il sibilo degli pneumatici delle auto che passavano e quasi non me ne accorgevo. Ogni tanto si sente un boato. Passa un moto. Si sente molto prima di vederla. Certo alcune moto sono meno rumorose di altre, ma la moto meno rumorosa è perfettamente individuabile ben prima di vederla. In pratica si sentivano quasi solo  le moto. Perfino i camion erano molto meno rumorosi. Va detto, ad onor di cronaca,  che comunque molti centauri hanno dato sfoggio della loro civiltà con tirate da MotoGP che amplificavano notevolmente la rumorosità del mezzo.

Ma torniamo al discorso, al fastidio prodotto dal rumore.  Spesso quando si parla di rumore si fa riferimento solo ai decibel emessi. Ma questo è assolutamente ridicolo. Il riferimento ai decibel va bene se si fa esclusivo riferimento a danni fisici all’udito. Ma che dire del sistema nervoso? Qualcuno nega che alcuni tipi di rumore, con determinate caratteristiche, possano creare enormi fastidi? Qualcuno può negare che determinati rumori possano provocare elevati livelli di stress? (consiglio di dare un’occhiata a questo post di un po’ di tempo fa)

La mia osservazione in merito è la seguente: il rumore emesso da dispositivi meccanici di vario genere (dagli aerei ai macchinari industriali, dalle auto alle moto ecc) almeno in teoria, è una conseguenza INDESIDERATA del meccanismo di funzionamento. Cioè, dato un dispositivo meccanico, questo ha ragion d’essere per la funzione che svolge. Una qualsiasi apparecchiatura industriale viene prodotta ed utilizzata per svolgere delle funzioni. Come conseguenza del loro funzionamento si ha un EFFETTO INDESIDERATO, ma inevitabile, come il rumore. Credo che nessuno desiderei apparecchiature rumorose, se viene emesso  è perché, allo stato attuale delle cose, la tecnologia non permette di evitarlo o comunque sarebbe troppo costoso. Mi risulta che gli aerei siano molto rumorosi, non a caso ci sono notevoli polemiche tra aeroporti e cittadine nei dintorni. Ma non credo che chi produce aerei o chi li compra o chi li utilizza gradisca il rumore prodotto. Semplicemente, allo stato dell’arte, è inevitabile. Lo stesso vale per i camion. La tecnologia ha però permesso di produrre auto sempre più silenziose. Ma questo perché? Perché  il mercato le richiede e la tecnologia lo consente. Ovviamente ci sono le eccezioni, ci sono i tamarri che cercano di ricreare prestazioni da rally semplicemente col rumore, ma si tratta veramente di eccezioni e comunque si tratta di modifiche post produzione, spesso irregolari.

Chissà come mai per le moto il discorso cambia radicalmente! Cioè qui il rumore da effetto indesiderato passa ad effetto desiderato. C’è il culto del rombo e il motto è: ” Se una moto non fa rumore…non è una moto! Naturalmente anche in questo caso ci sono le eccezioni, ci sono persone che guidano moto e non cercano il rumore (…certo non sono harleysti!) ma sono appunto eccezioni.

Poi c’è chi mascera il desiderio di rumore con una necessità per la sicurezza.  Quindi per loro è necessario che la moto faccia tanto rumore perchè così gli automobilisti distratti si accorgono del loro passaggio. Ora io non giustifico gli automobilisti distratti, anzi, li condanno in pieno, ma non mi sembra assolutamente una teoria sostenibile. Quanto meno NON E’ una teoria CIVILE. Perché rumore è inciviltà. Sono amareggiato per i motociclisti travolti da auto guidate senza coscienza, ma sicuramente non è questa la strada da seguire per una pacifica convivneza.

Sì, perché di CONVIVENZA si parla. Siamo tanti, troppi, soprattutto in Italia, in spazi ridotti (vd. città). Se ognuno fa i propri comodi, come avviene oggi, viene meno la vivibilità quotidiana che dovrebbe essere un dato di fatto per un paese che si dichiara civile. Oggi la situazione è da Far West. Ognuno fa un po’ come gli fa più comodo. E’ il culto dell’individualismo più sfrenato che annichilisce il senso civico. Il parametro di riferimento è, si fa per dire, la legge. Non è il buon senso. E’ un discorso generico, non solo riferito al rumore. La legge consente di fare così, così e cosà. Quindi ognuno fa i propri calcoli: mi conviene stare entro i limiti o posso andare oltre?  Sempre e comunque guardando esclusivamente ai propri interessi personali. Nessuno si preoccupa del fatto che  se c’è una legge che limita qualcosa, forse sarebbe opportuno domandarsi il motivo. Mai verrebbe in mente di dire: sì, potrei fare così, ma forse danneggerei Tizio o Caio. Posso evitarlo? Se rinuncio ad un piccolo sfizio o divertimento forse posso evitare di danneggiare qualcuno. Non sia mai! Il buon senso? Questo sconosciuto!

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2 thoughts on “Rumore e sigarette: una evidente analogia

  1. Concordo con l’analogia con i fumatori. [il resto del commento è stato censurato perché ritenuto eccessivamente offensivo e non coerente alla politica del blog]

  2. le sigarette e le motociclette sono due modi legalizzati per staccarsi e sollevarsi e anestetizzarsi dalla realtà (e dalla responsabilità)…

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