Strage Motociclisti – Bandire transito moto

Oggi desidero mettere in evidenza questo sito: http://www.vittimestrada.org (Associazione Italiana Familiari e Vittime della strada). Più nello specifico invito a leggere questo articolo: “Strage motocilcisti – bandire transito moto”.

Si tratta di un articolo di metà 2008 (gurada caso il problema si ripropone sempre nel pieno della bella stagione) che tratta dei soliti problemi relativi alla vera e propria carneficina causata da incidenti stradali nei quali per una ragione o per un’altra vengono coinvolti dei centauri.

[…] Dieci motociclisti sono morti dall’inizio dell’anno per incidenti stradali nei pressi di Cuneo e il presidente della provincia, Raffaele Costa proporrà il divieto di transito su talune arterie per certe categorie di moto […]

Nel momento in cui ho letto una simile affermazione, non so perché, ho avuto un flash che mi ha riportato a Narni (vd. Il caso Narni). E mi sono domandato: “ma i centauri non lasceranno mica fare? Non se ne staranno mica zitti e buoni? Non perderanno mica l’occasione per far nascere una polemica ?” Così sono andato alla ricerca di informazioni. In base alla segnalazione della fonte non mi è stato difficile risalire agli articoli originali:

Cuneo, troppi incidenti Blocchiamo le moto (Repubblica — 16 giugno 2008   pagina 18   sezione: CRONACA)

Leggendo questo articolo, ritengo che le motivazioni di una tale decisione fossero più che fondate.  Quello che si potrebbe definire come BUON SENSO. Non viene condannata la categoria, non vengono fatte accuse, viene segnalato un problema estremamente grave che, con le risorse a disposizione, non è possibile risolvere o contenere. Lo scopo è guadagnare tempo, riflettere sulla situazione e limitare i danni.

Non poteva mica essere così semplice! E infatti la polemica non tarda. Il giorno seguente, sempre sullo stesso giornale compare l’articolo:

Stop alle moto? Rendano sicure le strade (Repubblica — 17 giugno 2008   pagina 6   sezione: TORINO)

Ahh, eccoci! Finalmente ci siamo! Adesso li riconosco! Perché chiudere le strade alle moto? E allora chiudiamole anche alle auto! Un ragionamento che non fa un piega. Ma il problema non era quello di arginare le vittime su due ruote? Indipendentemente dalle cause (che sono tutte da discutere)  le statistiche non sono abbastanza eloquenti? Non è evidente l’enorme incidentalità che vede coinvolti i veicoli a due ruote? E quindi?  Questa non è la soluzione dicono. Ma infatti mi sembra che Costa non abbia parlato di soluzione, ma di tregua. O sbaglio?

Adesso viene il bello. Un altro rappresentante della categoria se ne esce con la più classica delle esternazioni: non si può punire l’intera categoria per colpa di qualche sconsiderato ecc. Premesso che sui numeri degli scriteriati ci sarebbe da discutere a lungo, non mi risulta che si volesse punire qualcuno.

Forse Costa non è stato abbastanza chiaro: mi sembra che il testo riporti qualcosa circa la valutazione dell’inibizione temporanea di certe arterie ad alcune categorie di moto. A me sembra chiarissimo. Si parla di valutazione, si parla di inibizione temporanea. Sì, secondo me è stato sufficientemente chiaro. Ma si sà che alcune persone sono portate a sentire solo quello che vogliono sentire e a vedere del marcio anche dove non c’è.

La motivazione che viene riportata è bellissima, ricordo che tutto parte da una serie notevole di incidenti mortali: “perché mi deve preclusa la possibilità ed il piacere di andare al mare passando dalle strade che preferisco?”  Motivazione veramente ineccepibile. Si parla di vittime, si parla di un problema da studiare, da analizzare, di tregua e l’obiezione è che viene impedito il piacere di passare dalle strade che preferiscono. Sono fatti gravi! Mancherebbe un “viviamo in un paese libero”, un bel “è un atto incostituzionale” o qualcosa del genere.

Ma non è finita qui. Viene addirittura suggerito di utilizzare gli autovelox! Da quale pulpito. Ma non sono proprio i centauri i primi a condannare l’uso dell’autovelox perchè considerato uno strumento per rimpinguare le casse comunali? E poi, non è stato fatto presente che le forze dell’ordine stanno già facendo quanto è possibile per arginare il problema ma non sono in grado di farlo? Si potrebbero utilizzare degli autovelox fissi… ma poi non emergerebbero come sempre delle polemiche sulla legalità del mezzo, sulla taratura, ricorsi e altre polemiche?

Il dito viene puntato invece sulle infrastrutture. E’ innegabile che le strade in Italia siano dei colabrodo, ma sono abbastanza convinto che non sia questo il vero problema. Non vorrei essere frainteso, ben vengano i lavori per portare le infrastrutture ad un livello di un paese civile, sono io il primo a sottoscrivere. Ma non credo che la situazione incidenti migliorerebbe sensibilmente e ad ogni modo difficilmente lo potremo scoprire perché si sa che i soldi scarseggiano.

I paladini dei centauri sostengono che bisognerebbe prendere esempio dalla Francia, dove le barriere sono progettate per garantire un margine d’errore: ampie via di fuga, spazi di frenata (escape lane) che permettono di rallentare o cadere sulla sabbia e ghiaia e che assorbono l’impatto, rotonde con bordi arrotondati per consentire di salirci sopra ed evitare di inciampare ecc.  Sembra quasi la descrizione di un circuito del motomondiale. Pneumatici bianchi e rossi a bordo strada? Commissari di pista?

Premesso che, come già fatto presente i soldi scarseggiano e quindi tutto ciò è molto imporbabile, ricordo che qui siamo in Italia…con conseguente mentalità, e che ipotizzare delle barriere di questo tipo vorrebbe dire incentivare maggiormente gli scriteriati ad andare sempre più al limite.

E quindi? Niente, lasciamo le cose come stanno, continuiamo così.

E tutto ciò emerge da chi dovrebbe rappresentare gli interessi della categoria. Ma d’altro canto ne avevamo già avuto una significativa testimonianza nell’ambito del Caso Narni.

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