Parliamo un po’ di inquinamento acustico!

Un problema tanto grave quanto sottovalutato: l’inquinamento acustico. E’ un tema delicato che un po’ per ignoranza, un po’ per mancanza di sensibilità, un po’ perché rappresenta un tasto dolente, viene constantemente trascurato (consciamente o inconsciamente).

Fra le varie fonti che si interessano del problema vorrei segnalare quanto riportato su MedNat.org

Invito tutti ad una lettura attenta del testo e soprattutto invito a riflettere.

Riporto solo un breve passaggio che mi sembra particolarmente significativo

[…] Esistono due tipi di rumore nocivi all’uomo:
– un primo tipo che non lede l’orecchio, ma che agisce sul sistema nervoso (danno extrauditivo);
– un secondo tipo che lede l’orecchio e facilmente altri organi e strutture del nostro corpo (danno uditivo).

Vi sono suoni che danno i brividi, altri che rilassano ed altri che ci fanno venir voglia di tapparci le orecchie, suoni sgradevoli (anche di certa musica da discoteca) che penetrano nell’organismo disturbandolo non poco: le emozioni suscitate dall’ascolto di un brano musicale sono legate all’attivazione di “specifiche aree cerebrali” le quali a loro volta attivano anche gli organi e/o sistemi ad esse collegate, disturbando il loro regolare funzionamento.
L’inquinamento acustico e’ purtroppo subdolo e poco tenuto in considerazione dalle istituzioni preposte al controllo sul territorio ed anche dalla medicina ufficiale, malgrado il suo grave peso nell’inquinamento degli organismi viventi, specie quando e’ notturno.

[…] L’inquinamento acustico e’ un male subdolo che influisce in maniera diretta ed indiretta sulla salute privata e pubblica e fino ad ora non se ne e’ tenuto conto in modo adeguato

http://www.mednat.org/ecologia/inquinamento_acustico.htm

Mi rivolgo ai centauri, o meglio, a coloro che fra i centauri che guidano un mezzo rumoroso. E’ comprensibile che per costoro il “canto del pompone” possa essere considerato una soave melodia. Comprensibile ma non condivisibile. Per chi non è appassionato infatti non lo è. E’ semplicemente rumore… e che rumore!

In conclusione la mia riflessione è semplice: purtroppo ci sono cataclismi e malattie e altri mali dinnanzi ai quali si può far poco o niente.  Ma ci sono anche tante cause di malessere della società create da noi stessi. Totalmente gratuite e perfettamente evitabili. E’ mai possibile che non se possa prendere coscienza?

Non intendo dire che l’inquinamento acustico è l’unica e la sola causa di malessere della società. Tutt’altro. Ma è senz’altro una causa. E non dico nemmeno che l’unica fonte di inquinamento acustico sia rappresentata dalle moto. Ma è una delle principali. Allora mi chiedo io: ma è proprio indispensabile che  le moto debbano emettere rumori fuori da ogni logica dettata dal buon senso? Harley e moto da corsa in primis … ma non solo. A chi giova tutto ciò? Solo ed esclusivamente a chi ne gode che permettetemi di dire… sono un netta minoranza della società, una minoranza rumorosa che sa farsi sentire tanto a parole quanto sulla strada. Ma pur sempre una netta minoranza.

Sappiamo bene che ci sono due forme di inquinamento acustico:

  • funzionale (causa-effetto) -> inevitabile (camion, aerei, impianti industriali, lavori in corso ecc)
  • ludico -> evitabile (moto, discoteche, stereo ad alto volume, schiamazzi ecc)

Ripeto, il mio è un accanimento cotro ciò che è perfettamente evitabile con un po’ di buon senso.Un aereo è inevitabile che faccia rumore, al massimo si può discutere su dove collocare l’aeroporto. I camion fanno rumore perché il motore deve consentire una potenza enorme tale trasportare il carico. I macchinari industriali fanno rumore perché non è possibile evitarlo, al massimo si può discutere su dove posizionare lo stabilimento o su come isolarlo acusticamente. Un martello pneumatico non può non fare rumore. Ma tutto questo, allo stato attuale, non è evitabile. Infatti io non punto il dito su ciò che è inevitabile, ma su ciò che lo è.

Chi sostiene che un moto non dà fastidio perché tanto passa e va, probabilmente non ha ben chiaro il problema. Non ha capito che dietro a quella moto ne passerà un’altra ancora più rumorosa e poi ancora e ancora. Non ha capito che le strade prese di mira sono sempre le stesse, quelle più affascinanti per i dueruotisti. Non ha capito che lungo quelle strade ci abitano delle persone. Non ha capito che queste persone sono completamente indifese da questo punto di vista. Non si vedono, non si sentono, non sono tutelate da nessuno, non possono fare o dire nulla. Semplicemente sopportare e sopportare e sopportare…

E’ civiltà questa? Io sostengo di no.

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