A duecento all’ora sull’appennino

Ieri sera il TG1 ha trasmesso un servizio sull’utilizzo un po’ troppo libertino che alcuni centauri fanno delle strade di montagna. Nello specifico si è parlato dei valichi appenninici nelle zone di Arezzo.
Sono lieto che finalmente il problema abbia avuto la giusta risonanza, anche se solo per pochi minuti. Ma sottolineo che il problema innanzi tutto è già noto, si verifica da anni, è in aumento e soprattutto non è locale. Certo Toscana e Liguria sono probabilmente i punti più caldi sotto questo punto di vista, ma è una realtà tutt’altro che limitata a queste zone. Scene come quelle riprese dal corpo forestale e trasmesse dal TG1 sono una costante sulle principali strade della tipologia in questione. Sono strade di montagna o collinari con tornanti, curve, rettilinei, salite e discese. Tutte naturalmente caratterizzate da un invidiabile contesto naturale, perché si sa… i centauri amano la natura (vd. Appello del Parco ai motociclisti: visitate il Parco da amici)

Ovviamente qualcuno dirà che si tratta delle solite eccezioni. Ed io posso anche essere d’accordo, non sostengo assolutamente che tutti i motociclisti si comportino in questo modo, ma oramai la storia delle eccezioni comincia a non reggere più. Forse questi casi sono un po’ troppi per essere considerati delle eccezioni. Diciamo pure che il problema moto è estremamente vasto ed eterogeneo per tipologie e caratteristiche. Ovviamente in questo caso specifico si tratta di “smanettoni corsaioli” in assoluto e senza ombra di dubbio la sottocategoria peggiore fra i centauri.  Sono coloro i quali usano a tutti gli effetti la strada come una pista. Ma questa categoria non è affatto ristretta, forse sarà una minoranza nel panorama delle due ruote, ma è comunque una consistente minoranza. Qualcuno con una visione un po’ troppo idilliaca e poetica della figura del motociclista  sostiene che non li si possa nemmeno definire “motocilcisti”. Lascio le visoni poetiche ad altri e mi limito a dire che …vanno in moto. E come vanno!

Ma in definitiva che male fanno questi smanettoni corsioli? E’ così evidente che è perfino difficile spiegarlo.

Innanzi tutto sono pericolosi per gli altri. Non essendo un circuito (sono strade aperte alla normale viabilità) se perdono il controllo del mezzo o non si accorgono di altri mezzi o persone lascio immaginare le conseguenze.

Sono pericolosi per loro stessi. Ammettiamo che la strada in questione non sia percorsa da altri che non da questi folli su due ruote. Credo sia abbastanza facile immaginare le conseguenze di uno schianto a quelle velocità. Le cronache locali ne sono piene.

Sono estremamente fastidiosi. Queste strade, come già detto, sono spesso immerse in contesti naturali incantevoli. Ora capisco che i gusti siano gusti, ma sfido chiunque ad andare a fare una passeggiata rilassante in questi luoghi. Certamente i rombi dei loro bolidi tirati al limite con accelerate e staccate da motoGp non sono esattamente il sottofondo più adatto per piacevoli scampagnate. Si tenga conto che una moto di questo tipo è estremamente rumorosa già da ferma, se poi viene tirata al limite è, a meno che non si trovi in un circuito, semplicemente insopporabile ed il sottoscritto ne sa qualcosa.

Diciamo a tal proposito che ci sono anche persone che ci abitano lungo queste strade. Persone che devono sorbirsi loro malgrado tutto ciò. Costantemente. Lascio al lettore le conclusioni.

Ultimo, ma non ultimo: il codice della strada. Non si capisce più se rispettarlo sia da forti o da deboli. Se sia una questione morale o legale. Se sia giusto che ognuno si crei le proprie regole in base ai propri criteri individuali ed agisca di conseguenza. Fattostà che ci sono delle regole precise che puntualmente, regolarmente, immancabilmente vengono infrante e anche con margini considerevoli.

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2 thoughts on “A duecento all’ora sull’appennino

  1. Pingback: Scommesse clandestine e Sicurezza stradale. Motociclisti improvvisati fanno a gara sulle Nostre strade. « Bastamoto

  2. Pingback: Arezzo, pericolo motociclisti. L’Impegno della Forestale. (Arezzo Tv, 24/08/2009) « Bastamoto

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