Il diritto al casino

Dicono che uno dei fattori più complicati nel processo di creazione dell’intelligenza artificiale consista nell’esplicazione dei fattori più scontati. Più volte ho scritto “è così evidente che non saprei neppure da dove partire per spiegarlo“. Ma questo purtroppo è un problema non solo nella creazione dell’intelligenza artificiale, lo è spesso e volentieri nell’interazione fra persone. Me ne sto rendendo sempre più conto avendo a che fare con persone che hanno una visione delle cose radicalmente opposta alla mia: i centauri.

L’ispirazione però questa volta parte da un articolo tratto da “La Gazzetta del Mezzogiorno” dal titolo “La rumorosa offensiva dei talebani del silenzio“. Non so se l’autrice sia o meno una motociclista e non è minimamente rilevante, tuttavia descrive la situazione dal punto di vista opposto al mio e cioè di chi è a favore del divertimento libero ed indiscriminato dal punto di vista acustico, a discapito di chi, suo malgrado, deve essere tollerante.

Non nascondo la sensazione straniante che ho vissuto nel leggere l’articolo; avevo sempre sentito lamentele da parte di chi è esasperato da varie forme di inquinamento acustico, ma una posizione del genere mai. Mi ricorda vagamente una novella il cui titolo mi sembra fosse “La sentinella“.

Quindi anche io sarei ritenuto nello specifico “un talebano del silenzio“, sarei l’aggressore, sarei una creatura “[…]con solo due braccia e due gambe, quella pelle d’un bianco nauseante e senza squame[…] “. Ribadisco per l’ennesima volta che per fortuna esiste la libertà di pensiero e di parola. Tutto questo però mi porta a pensare che veramente, nella società, in modo particolare in quella odierna, non ci sono più punti di riferimento. Mi sembra che oramai si possa dire tutto e il contrario di tutto. Che “giusto” e “sbagliato” siano due termini che assumano significati solo relativi e mai assoluti. Che sia tutto esclusivamente una questione di punti di vista e che quindi esista la soggettività, ma non l’oggettività. Perchè a mio avviso oggi più che mai si arriva a negare l’evidenza (soggettiva ovviamente) con una facilità disarmante.

L’autrice però coglie in pieno la questione chiedendosi: “Dove comincia il tuo diritto al silenzio, dove finisce il mio diritto al casino?” Ottima domanda. Ovviamente la risposta sarebbe: in assenza di regole, dal buon senso. Ma che cos’è il buon senso? Evidentemente una forma soggettiva di consapevolezza di cosa sia opportuno e cosa no. Ma l'”opportuno” e il “non opportuno” sono soggettivi…

… e quindi? Chi ha ragione e chi torto? Israeliani o palestinesi? Indiani o cowboy? Il mio personale punto di vista è che la società non è affatto così civile come viene presentata. Si tratta invece di un campo di battaglia quotidiano, ben mascherato, che impone la lotta quotidiana per la sopravvivenza. Tutto questo viene appunto celato in modo eccellente da quello che viene definito “benessere” (TV, centri commerciali, cellulari, auto, partite di calcio, giri in moto ecc.).

In conclusione: chi ha “ragione”? Chi vince la guerra e detta le regole. Ed infatti io sono qui a combattere in modo civile e assolutamente non violento la mia guerra da “talebano del silenzio“. Una guerra che rivendica il buon senso, il rispetto per gli altri e soprattutto una società civile.

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7 thoughts on “Il diritto al casino

  1. una volta ci si ricordava che i diritti di ogni persona finivano laddove iniziavano i diritti degli altri…
    oggi invece ci sono motociclisti che invadono (con rumore e con aumento di pericolosità) la vita privata degli altri senza scrupolo alcuno…
    inoltre, i pericoli fatti affrontare agli altri, non vengono da loro considerati…
    al mare (a Borgio Verezzi) dove passeggiano molti turisti anche con BAMBINI, ho visto sulla passeggiata (accessibile da sottopassaggi con scale e ascensori, non raggiungibile dalle autovetture) centinaia di motociclette, per non toccare le quali bisogna stare attentissimi…
    tanta gente che non ha certo fatto l’antitetanica avrebbe il diritto di non correre certi pericoli

  2. A me il brusio della gente fuori la sera, i bambini che giocano, un po’ di musica non troppo alta nn danno fastidio. MI danno fastidio le marmitte delle moto, i clacson e le auto che sgassano ed in generale i balordi e arroganti frustrati che si sfogano con queste ultime.

  3. Talebani del silenzio????????? roba da matti, ci abiti lei in prossimità di arree a forte inquinamento acustico. è come quei politici che difendono i campi rom ma abitano nel centro al sicuro e inveiscono contro i poveracci che abitano vicino ai rom e che ne subiscono gli abusi.

  4. Io odio gli aspirapolvere, odio la signora che abita al piano superiore che la domenica mattina alle 8, puntuale, lo accende rovinandomi il meritato riposo che mi spetta dopo una settimana di lavoro infernale.

    Dalle 8 in poi può farlo, ma con un pò di buon senso e intelligenza capirebbe che di domenica ci si riposa un pò di più. La ritengo incivile, quindi? devo supporre che l’inciviltà di questa persona appartenga a tutta la categoria delle casalinghe?….

    • Gent.mo Giuseppe,

      questo commento, in teoria non dovrebbe neppure essere preso in considerazione in base ai criteri di moderazione di questo blog, ma, visto il tono contenuto e privo di insulti ho deciso di fare un’eccezione. Questo perché lo trovo utile a chiarire un aspetto.
      Noto frequentemente che alle critiche mosse alla categoria dei motociclisti, le risposte, oltre alla classica “ma noi abbiamo la passione…” ecc. si concentrano sul depistare, sul generalizzare, sul togliere la concentrazione dagli elementi sotto accusa. Per cui cerco di rimettere a fuoco la questione.
      Mentre l’aspirapolvere ha senso di esistere per “aspirare la polvere” e per farlo utilizza un motore che difficilmente può essere silenzioso, le moto sono (o dovrebbero essere) semplici mezzi di trasporto su due ruote e non strumenti per emettere rumore. Internet è pieno di blog e siti dedicati a motociclisti che inneggiano al rumore della moto, sul come ottenere un sound più soddisfacente, su come rimuovere il dbKiller, sul decantare il rumore delle Harley ecc. Fra i motociclisti (non tutti ma molti) c’è il culto del rombo del motore. Un esempio per tutti? vd. Il canto del pompone. Si tratta nella maggior parte dei casi di rumori assolutamente inutili, ingiustificati, insomma gratutiti e per questo incivili. Oltre a questo si considerino i numeri che seguono questo atteggiamento. Posso assicurare che vivere lungo le famose strade da “uscita in moto” è un vero e proprio incubo e non sono il solo a dirlo (nel blog sono riportate lamentele da ogni parte d’Italia).
      Per cui il paragone con la signora che passa l’aspirapolvere mi sembra veramente infondato. I problemi di rumori condominiali sono noti (anche io li conosco molto bene) e rientrano in un discorso generale di come manchi il rispetto verso il prossimo nella società. Non ho mai sostenuto che il problema riguardasse solo ed esclusivamente i centauri, me ne guardo bene! Sostengo anzi che la civiltà sia soggetta ad un imbarbarimento costante. Questo non toglie che la categoria dei centauri rappresenti, nel suo complesso, uno dei maggiori esempi di questo imbarbarimento.

  5. Buongiorno,
    innanzi tutto grazie per la risposta e ci tengo a sottolineare che i miei commenti non conterranno mai insulti o eccessi di rabbia. Amo il confronto e mi piacciono le persone che mi concedono la possibilità di dire la mia. Naturalmente Lei è il proprietario di questo blog, quindi lei ha il diritto di pubblicare o meno i miei commenti.

    Tornando all’aspirapolvere, sono certo che ha capito il mio esempio, forse mal riuscito, ma era mia intenzione far capire che non potrei mai criminalizzare la categoria delle casalinghe.

    Non nego che leggere i vari articoli di questo blog, mi provoca un senso di rabbia, non nei suoi confronti, ma verso coloro che utilizzano le moto e fanno si che la gente reagisca come fa lei.
    Il problema io lo conosco bene, essendo motociclista da sempre, ma con la passione per il turismo, con una moto che deve consumare pochissimo, che deve essere affidabile par fare tanti chilometri e che deve essere abbastanza silenziosa, quindi ho comprato una BMW, perchè, le posso garantire che i piloti della domenica sarebbero infastiditi dal loro stesso rumore se dovessero essere in sella tutto il giorno per più giorni.

    Potrei star qui a scrivere per giorni su quello che accade tra i motociclisti, sulle problematiche che da 10 anni a questa parte hanno peggiorato la situazione e potrei continuare aprendo un capitolo a parte sugli “harleysti”, ma potrei discutere a lungo anche su i problemi che incontriamo (io e mia moglie) quando siamo additati come fuorilegge (senza esserlo naturalmente), o potrei farle degli esempi su come si giustificano le persone in macchina nel traffico cittadino quando buttano giù uno come me: ah tu sei un motociclista pensavo che mi evitassi perchè su due ruote sei agile. No caro signore, non sono agile sono fragile e lei non rispetta la precedenza.

    Concludo dicendole, che vivo nel mezzo, sono motociclista convinto ma molto dispiaciuto per il fastidio che è costretto a subile…lei e tutti coloro che sono nelle sue condizioni.

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