1 anno di BastaMoto

E’ passato un anno dal primo post (15 settembre 2009) ed è tempo di bilanci. Ebbene le considerazioni sono molteplici.

Innanzi tutto questo blog è uno strumento di comunicazione, per me una medicina, per reagire e combattere una situazione che definire “insostenibile” è semplicemente un eufemismo. Un anno fa ero semplicemente disperato e le possibilità erano due:

  1. continuare a subire passivamente in “silenzio” e completamente inerme le scorribande dei moltissimi individui a cavallo dei loro mezzi a due ruote che per “passione” scambiano una bellissima strada immersa nel verde per un circuito da MotoGP
  2. reagire in modo pacifico e civile

Ovviamente ho scelto la seconda possibilità perché la prima mi avrebbe portando alla follia e  chissà a cos’altro. Ad un anno di distanza posso dichiararmi più che soddisfatto. Certo la situazione sulle strade non è cambiata, ci vuole ben altro per far cambiare le cose. Ma è un primo passo.

Perchè sono soddisfatto? Perché mi sono accorto che quando molti centauri hanno scoperto il mio blog sono caduti dalle nuovle. In altre parole nessuno si era mai minimamente posto il problema di dare estremamente fastidio ai residenti (il che la dice lunga sul livello e sulla sensibilità di certi personaggi). Erano stupiti. “Ma perché, ma come mai ecc.” Ebbene io ho comunicato come stanno le cose dando voce alle obiezioni di chi, per le modalità e le dinamiche del problema, non ha voce in capitolo. Ovviamente i centauri hanno reagito insultandomi nei modi più disparati, qualcuno è arrivato anche a minacciarmi di morte (sempre a conferma del livello e come risposta a chi mi accusa di vigliaccheria nel mantenere l’anonimato). Chiaramente hanno negato tutto, hanno sostenuto che il sottoscritto non capisce nulla suggerendomi  addirittura delle cure psichiatriche. Ebbene li ringrazio molto, perché evidentemente hanno a cuore la mia salute, ma confermo che la mia terapia è questo blog.

Sotto un altro aspetto però non nascondo una certa delusione per la scarsa partecipazione da parte di chi condivide il mio problema. So per certo che sono moltissimi e le visite (centauri aparte) me lo confermano. Purtroppo commettono quello che è stato il mio errore fino ad un anno fa: accettano passivamente l’ingiustizia. Certo a parole, quando ci si incontra e si discute sono tutti bravi a lamentarsi, ma quando bisogna agire, anche solo con un commento… interviene la classica omertà.

Lo scopo principale di questo blog, come ho più volte sottolineato, non è quello di comunicare con i centauri, cioè con coloro che mi hanno portato a questa situazione, ma con chi è vittima come me, con le forze dell’ordine e con le autorità. Sotto questo aspetto c’è ancora molto da fare ed è l’obiettivo per il secondo anno.

Qualcuno si domanderà perché non cerco il dialogo con i centauri. Ebbene, qui si tocca un altro tasto dolente. In questo primo anno di attività mi sono scontrato con una realtà che si è rivelata molto più deprimente, desolante e disarmante di quanto mi sarei mai aspettato: la psicologia motocilistica. E’ vero che non bisogna fare di tutt’erba un fascio (è una frase costante a qualunque accusa verso i motociclisti), ma è altrettanto vero che ci sono delle correnti di pensiero dominanti e comuni. Anche se forse il terminre “pensiero” è eccessivo; forse sarebbe meglio definirli istinti. Prego i pochi motocilcisti civili di non offendersi, non mi riferisco sicuramente a loro, ma io sostengo che la maggior parte della categoria sia assolutamente incivile, chi più chi meno. E’ una mia considerazione personale basata sull’esperienza quotidiana. I commenti che ho ricevuto nel corso di questo primo anno lo testimoniano in modo lampante: centinaia, migliaia di commenti che non meritano neppure di essere presi in considerazione perché, a parte gli insulti, sono assolutamente vuoti di ragionamenti, motivazioni o di qualunque indizio che lasci intuire la presenza di una capacità crtitica di pensiero. Frasi fatte, luoghi comuni, accuse di incoerenze senza fondamenti, critiche su errori di battitura ecc. In un anno ho ricevuto un solo commento civile da parte di un motocilcista. Persona dinnanzi alla quale mi inchino per rispetto e gratitudine. Il resto è un panorama desolante di inciviltà, ignoranza e a volte cattiveria pura.

Qualcuno ribadirà che “anche gli automobilisti…” ecc. Ma infatti io non sostengo affatto che solo ed esclusivamente la categoria dei centauri comprenda degli incivili. Non mi sembra di essere mai stato tenero verso chi guida altri mezzi di trasporto. Sostengo anzi che la società in generale sia malata ed incivile anche se mascherata da “finto perbenismo” e “finto benessere”.  E’ evidente che la questione  non si esaurisce sulle strade e che i problemi sociali sono innumerevoli ed estremamente gravi. Ovviamente però all’interno della società ci sono varie tipologie di persone. Molte di queste sono particolarmente propense per indole a… ” certi tipi di comportamenti”. E’ evidente che costoro trovano libero sfogo, per caratteristiche intrinseche, tramite una tipologia di  mezzo piuttosto che un altro.  Non me la prendo con delle persone semplicemente perché guidano un mezzo a due ruote piuttosto che quattro. Me la prendo per come vengono utilizzati quati mezzi.

Ad ogni modo, come ho appena ribadito, sono le caratteristiche di ingombro e spesso di potenza che rendono i mezzi a due ruote i più appetibili per determinate persone perché in tali mezzi c’è la possibilità di “sfogarsi”, di liberarsi dai vincoli che sono imposti da altri tipi di mezzi. Ho più volte ribadito come ci sia la sensazione di due realtà parallele sulle strade: il traffico normale e i dueruotisti. Due realtà parallele ben distinte con regole ben distinte. Questi ultimi, pare infatti non debbano attenersi ad alcuna norma che non sia un semplice codice non scritto di categoria perché loro … sono liberi. Il problema è, come diceva “un tale” Martin Luther King per altre questioni è che “la mia libertà finisce dove comincia la vostra

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2 thoughts on “1 anno di BastaMoto

  1. Condivido con te la stessa cosa. Aimè abito su una strada traffica dove la legge non viene applicata e subiamo un continuo frastuono di moto e sono allibito come le forze dell’ordine se ne infischino. Parlo di una strda in piena città dove le moto rombano ai 100 all’ora spesso. è veramente frustrante non poter fare nulla e vedere che chi deve tutelare la salute e l’ordine pubblico se ne frega.

    • Eccoti…benvenuto a bordo!

      Il problema è molto più diffuso di quanto si pensi tuttavia continua a rimanere in sordina. Fino a quando ognuno se ne starà zitto a lacerarsi il fegato per conto suo le cose non cambieranno mai. Lo scopo di questo blog è proprio quello di radunare tutte le singole voci sparse e silenziose per organizzare un folto gruppo di protesta che sia in grado di far sentire la propria voce a chi di dovere. Sotto questo punto di vista c’è solo da imparare dai centauri: loro sanno trovarsi, farse gruppo, farsi sentire (in tutti i sensi) e far valere le proprie ragioni. Prendiamo esempio!

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