Controlli a tappeto sulla provinciale di Bologna: multe salate per i motociclisti

Riporto un articolo abbastanza recente e molto significativo che mi offre alcuni spunti per chiarire diversi aspetti.

Si intensificano i controlli sulle strade da parte di carabinieri, polizia e polizia municipale che solo nelle giornate di sabato e domenica hanno inflitto multe sempre più salate a numerosi motociclisti.

Fine settimana di controlli in tutta Italia, quindi, ma con una maggiore concentrazione nelle zone dell’Emilia Romagna, come conferma la coordinata inviata alle squadre di polizie dalla Prefettura di Bologna, che ha ordinato controlli a tappeto sulla strada provinciale della Futa, al fine di garantire massima prevenzione rispetto all’emersione selvaggia di eventuali condotte di guida pericolose, in particolare nei confronti di tutti gli utenti in possesso di moto di grossa cilindrata che, non di rado, percorrono la strada in questione nei weekend lasciando emergere comportamenti sempre più contrari alle norme del codice della strada.

Solo nel primo weekend di controlli sono stati effettuati oltre 250 controlli e sono state inflitte quasi un centinaio di sanzioni volte a punire un ampio ventaglio di infrazioni quali targa inclinata, modifica delle caratteristiche costruttive, mancato possesso dei documenti, totale inosservanza delle regole di sicurezza per il sorpasso, inapplicata revisione, rumore oltre il limiti, mancanza di un adeguato sistema dell’uso delle luci, dispositivi alterati o non funzionanti.

L’emergere di un numero così alto di violazione, lascia intendere un reiterato comportamento sempre pi diffuso di totale indifferenza rispetto alle norme contenute nel Codice della Strada, motivo per cui la Prefettura ha già annunciato la volontà di continuare il monitoraggio sulla Provinciale della Futa anche nei prossimi week end.

http://www.risparmiauto.it/moto-e-scooter/controlli-a-tappeto-sulla-provinciale-di-bologna-multe-salate-per-i-motociclisti/

Innanzi tutto mi rivolgo a chi, molto elegantemente, mi accusa di riportare articoli un po’ datati per “riempire buchi vuoti che non saprei come riempire“. A chi avesse delle acutissime osservazioni di questo tipo rispondo che se si legge con un minimo di attenzione il nome del blog (“BastaMoto”) e relativa descrizione, ci si potrà accorgere facilmente che non si tratta affatto di un’agenzia di stampa (Ansa, Adnkronos o simili) nè di una testata giornalistica, nè di un ufficio stampa. Si tratta di un blog personale finalizzato a sensibilizzare l’opinione pubblica affinché venga fatto qualcosa per contrastare l’uso scriteriato che troppo spesso viene fatto, per puro piacere individuale, dei mezzi motorizzati a due ruote.  Semplicemente navigo in internet, leggo, mi informo e riporto, quando li trovo, gli articoli che mi sembrano più interessanti in merito all’argomento trattato dal blog.  Internet è immenso ed io non ho tempo per dedicarmi alla rassegna giornaliera di tutte le testate. E’ così sconvolgente? Quando trovo un articolo significativo, che può avere anche dieci anni e oltre, lo segnalo e lo commento. Questo è tutto. Spero di essere stato chiaro.

Secondo punto:  noto che spesso e volentieri vengono paragonati il mondo degli automobilisti con quello dei motociclisti. Questo avviene in genere quando emergono statistiche riguardanti le infrazioni commesse dai dueruotisti facendo cadere sotto accusa la categoria. Questi allora, tirando acqua al proprio mulino, cercano di ribaltare la situazione con considerazioni (fondate o meno) su varie tipologie di statistiche: qualcosa del tipo “…lui è peggio di me!” oppure “…è tutta colpa sua!” ecc. Anche se in teoria questo sarebbe logico, perchè essendoci un codice della strada univoco (almeno in teoria) dovrebbero valere le stesse regole per tutti, in pratica non lo è, e non ha senso farlo. Cerco di spiegarmi meglio. Abbiamo appurato che la categoria dei dueruotisti è estremamente eterogenea. Si potrebbe innanzi tutto distinguere tra moto e scooter. Ma, se tra chi guida gli scooter si può distinguere ancora semplicemente tra ragazzini ed adulti, tra le moto invece c’è una varietà immensa di tipologie di mezzi e di motociclisti. Non intendo ora impelagarmi in una classificazione di questi ultimi perché ciò richiederebbe un vero e proprio trattato, ma è interessante notare come il problema sia estremamente articolato ed andrebbe analizzato per singole categorie. A grandi linee si può considerare l’utilizzo prevalente del mezzo: trasporto o divertimento. Tuttavia quello che accomuna in genere la categoria è il legame, l’affettività o “la passione” per il mezzo a due ruote. Un fattore che nel caso degli automobilisti è decisamente irrilevante o inesistente. Il classico motociclista è un appassionato ed usa la moto più per divertimento, l’automobilista (come chi guida furgoni o camion, autobus ecc.) usa il mezzo essenzialmente per trasporto. Qualcuno si chiederà cosa c’entra tutto questo? Invece è un ragionamento fondamentale. Ribadisco per l’ennesima volta che io non ho mai difeso il comportamento degli automobilisti, nè ho intenzione di farlo. Ma sottolineo come alla base di tutto ci sia l’esigenza di uno spostamento. Quindi intendo sottolineare la differenza tra comportamenti alla guida in base allo scopo, perché solo comprendendo le vere cause del problema si può cercare una soluzione.

Il problema del traffico, in genere infrasettimanale in relazione agli impegni lavorativi è una questione, il problema del divertimento su strada è tutt’altra cosa. Sono due realtà che vanno affrontate ed analizzate in maniera separata ed è per questo che sostengo che le statistiche possono essere interpretate a piacimento e  lasciano il tempo che trovano se non vengono lette correttamente.

Purtroppo, come ho ribadito più volte, la società moderna e la ricerca del  “benessere” (o presunto tale) portano ad essere ingabbiati in un meccanismo che personalmente considero disumano (ma questo è il mio umile punto di vista e non intendo inoltrarmi in questioni filosofiche). Ad ogni modo questa situazione porta, tra gli innumerevoli effetti collaterali, alla frenesia che possiamo ammirare quotidianamente sulle strade: la necessità di mobilità vincolata a tempistiche dettate dal suddetto meccanismo. Non è mia intenzione tentare di contrastare un tale fenomeno, estremamente complesso, anche se varrebbe la pena fermarsi un attimo e riflettere.

Completamente diverso è il discorso relativo al divertimento su strada, cioè mobilità non imposta, ma assolutamente gratuita e fine a se stessa.

Ecco dunque che trattando di divertimento su strada, l’attenzione non può che ricadere, e sfido chiunque a contraddirmi, sulla categoria dei motociclisti, ovvero gli appasionati, coloro che in genere  usano il mezzo non per trasporto, ma per le sensazioni che questo offre e quindi per piacere personale. Sottolineo che sto ragionando per tendenze e grandi numeri e che ovviamente ci sono delle eccezioni.

Le accuse sono in modo particolare rivolte a coloro che nei fine settimana utilizzano le strade, e soprattutto certe tipologie di strade,  come parco giochi. E’ un fenomeno tanto diffuso quanto sottovalutato e lasciato passare in sordina. Io mi batto essenzialmente contro tutto ciò. Non perché ci sia nulla di male nel girovagare in moto per diletto, ma per le modalità, e sappiamo bene quali sono, con cui questo viene fatto.

In conclusione, rifacendomi all’articolo  sopra riportato (uno degli innumerevoli in materia) possiamo sottolineare, a suffragio di quanto ho fin qui sostenuto, degli elementi costanti:

  • “[…]condotte di guida pericolose, in particolare nei confronti di tutti gli utenti in possesso di moto di grossa cilindrata che, non di rado, percorrono la strada in questione nei weekend lasciando emergere comportamenti sempre più contrari alle norme del codice della strada[…].”
  • “[…]un ampio ventaglio di infrazioni quali targa inclinata, modifica delle caratteristiche costruttive, mancato possesso dei documenti, totale inosservanza delle regole di sicurezza per il sorpasso, inapplicata revisione, rumore oltre il limiti, mancanza di un adeguato sistema dell’uso delle luci, dispositivi alterati o non funzionanti[…].”
  • “[…]L’emergere di un numero così alto di violazione, lascia intendere un reiterato comportamento sempre più diffuso di totale indifferenza rispetto alle norme contenute nel Codice della Strada[…]”

Chi ha orecchie per intendere…intenda!

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