Due motociclisti scappano da un controllo della Polizia: in aumento i centauri pericolosi e maleducati

Segnalo un testo significativo pubblicato su “www.12vda.it – News dalla Valle d’Aosta” che testimonia la diffusione del fenomeno “motociclisti incivili”. La scorsa volta abbiamo parlato di Milena (Caltanissetta – Sicilia) , oggi parliamo di Aosta: da un capo all’altro!

Due motociclisti scappano da un controllo della Polizia: in aumento i centauri pericolosi e maleducati

Qualcuno (magari motociclista) sarà già in ansia e pronto a ribattere che … “sono solo due ragazzi, delle eccezioni, che fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce“ecc . Lo scrivo già io, così evito loro la fatica di scrivere commenti inutili. E’ vero, sono solo due ragazzi e questo rappresenta  in un certo senso un caso estremo (anche se in realtà abbiamo più volte letto di peggio). Ma io vorrei invece puntare l’attenzione sull’altra parte del testo, quella in cui si sottolinea la maleducazione, l’inciviltà, il disturbo e il fastidio per la comunità ecc. Non c’è bisogno di rimarcare episodi come questo, basta guardarsi attorno ogni giorno. Basta andare a fare una gita nel fine settimana fuori città per vedere cosa succede sulle strade extraurbane ed in particolare su quelle collinari, tanto amate dai centauri. Poi c’è chi, come me, ha un punto d’osservazione privilegiato (…che fortuna!) e non può far altro che rendersi conto della triste realtà. Qualche centauro mi ha accusato di voler vedere solo quello che voglio, ma lo stesso centauro ha ammesso anche di evitare attentamente determinati tipi di strade nei fine settimana…(chissà come mai?). Allora mi chiedo: chi è che non vuole vedere come stanno effettivamente le cose?

Tengo infine a rimarcare in modo sintetico il mio punto di vista. Io non voglio accusare la categoria dei motociclisti in quanto tale. Credo invece che la società nel suo insieme sia malata, che viviamo in una sorta di “Medioevo tecnologico” e che molti individui particolarmente portati verso certi comportamenti trovino lo sfogo della propria inciviltà nel mezzo a due ruote. Il mezzo in sè non ha nulla che non va, il problema è come viene interpretato ed usato (rumore compreso). Molti la chiamano libertà, ma io mi permetto di dissentire in pieno, io la chiamo inciviltà.

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