Meno incidenti ma è strage su 2 ruote

Un articolo molto interessante e molto recente tratto da “www.ilgiornale.it”

Meno incidenti ma è strage su 2 ruote

Personalmente sono sconcertato tanto dal fatto che i motociclisti rientrino nella categoria “utenze deboli” quanto da come è impostato l’articolo. Premetto che non ho avuto modo di leggere il rapporto in questione e che non ho mai sentito parlare prima d’ora dell’Osservatorio Utenze Deboli. La mia è una semplice riflessione in base a quanto ho letto nell’articolo.

La prima domanda che mi sono posto è: come è possibile definire quella dei motociclisti un utenza debole? In base a quale principio? E poi cosa si intende per motociclisti? Tutti coloro che guidiano motocicli? Quindi dal motorino “cinquantino” alle repliche delle varie MotoGP?. L’unica ipotesi che riesco ad immaginare è che sia una classificazione basata meramente sulle statistiche. Quindi le categorie più soggette ad incidenti o in cui ci sono più vittime sono: pedoni, ciclisti e conducenti di motocicli. In questo senso sono deboli?

So perfettamente che il centauro alla lettura in questo momento starà pensando: “certamente, ma non lo sai che la maggior parte degli incidenti nei quali vengono coinvolti motociclisti sono causati da automobilisti distratti?” E via discorrendo con il solito atteggiamento vittimistico. La mia risposta è che non ho in mano statistiche. Ho solo la mia esperienza quotidiana. Inoltre le statistiche vanno lette ed interpretate in modo corretto. Questo purtroppo spesso non avviene ma vengono piuttosto utilizzati dei numeri “convenienti” per tirare acqua al proprio mulino. Bisogna cioè capire come viene interpretata la responsabilità di un incidente. Non sono favorevole agli aneddoti ma in questo caso credo sia necessario per spiegarmi meglio.

Tempo fa stavo tornando a casa, ho percorso un tratto di un lungo rettilineo, ho azionato la freccia per indicare l’intenzione di svoltare a sinistra, ho rallentato, mi sono posto a centro strada in attesa dello spazio per effettuare la svolta. Il rettilineo come ho detto è decisamente lungo (1 Km circa) ed era praticamente deserto: limite 50 Km/h. Dal punto in cui dovevo svoltare alla fine del rettilineo, che quindi consente visibilità ottimale prima di una strettoia c’erano 100 metri e oltre. La strada era deserta e quindi ho effettuato la manovra in sicurezza. Dal nulla è comparso un centauro su una moto potentissima che mi stava venendo addosso, ha rallentato ed ha fatto intendere a gesti che …non era contento della situazione. Mi risulta che la fisica non sia un’opinione e che per rischiare di venirmi addosso deve aver percorso 100 m in 2/3 secondi (il tempo necessario per la mia manovra). Se non erro 50 km/h corrispondono a circa 13, 9 m/s. In 3 secondi sono circa 40 metri (meno della metà dei 100m). 

Siccome garantisco che la strada era deserta prima di iniziare la manovra, il simpatico centauro, deve aver percorso i 100 m in 2/3 secondi uscendo dalla strettoia già sparato. Se non erro 100m in 3 secondi sono circa 119 Km/h (limite 50). Sono calcoli molto approssimativi …non mi sembrava il caso di chiamare le autorità per i rilevamenti! Ad ogni modo sono valori, se non esatti, sicuramente verosimili.

E se il centauro mi avesse preso? Chi avrebbe avuto torto? Probabilmente, dal punto di vista legale, io perché “avrei” tagliato la strada. L’incidente sarebbe stato registrato dalle statistiche ecc. E’ solo un esempio, ma credo di essermi spiegato. Io credo che questo tipo di avvenimenti siano molto più frequesti di quanto non sia registrato dalle statistiche. Poi è certamente vero che moltissimi automobilisti sono indisciplinati, sono distratti e creano da soli incidenti evitabilissimi ecc. Ma non è questo il discorso che sto affrontando.

In buona sostanza l’articolo snocciola statistiche senza neppure porsi, nonostante tutte le polemiche riguardanti il comportamento discutibile di molti  motociclisiti, il problema dell’accomunare questi ultimi con pedoni e ciclisti.

Confesso che alla fine dell’articolo ero decisamente spiazzato. Poi per fortuna ho letto commenti all’articolo stesso:

  • ho comprato una macchina piccolissima per girare per Milano, non per divertimento, ma per lavoro. Il grosso problema sono i motociclisti che non rispettano nessuna regola tagliano la strada alle macchine superano a destra e a sinistra senza curarsi di chi è intorno. Gli incidenti capitano ai semafori perchè i motociclisti superano la fila e tagliano la strada alle macchine ferme che quando ripartono se li trovano davanti e non si possono fermare.Quindi più che con il ridicolo termine di “utenti deboli” sarebbe meglio chiamarli utenti maleducati.Sarebbe meglio che i presidenti e burocrati al comando di costose ed inutili agenzie andassero a fare un giro per Milano invece che lasciarsi a lagrimevoli quanto inutili articoli per farsi pubblicità (F. Tincati)
  • “Scusate ma dopo 23 anni da soccorritore in una delle più vecchie associazioni di Milano, dove ne ho viste di ogni (l’ultima martedi notte…), quello che fa maggiormente paura non sono solo i numeri dei deceduti, ma anche quello dei feriti. La cosa peggiore è che il menefreghismo regni sovrano soprattutto per quelli sulle due ruote, nonostante la maggior parte degli incidenti riguardino loro. Non hanno il minimo rispetto per niente e per nessuno, si sentono padroni della strada, i vigili dovrebbero cominciare a bastonarli con multe e ritiri patente.” (ffulvio)

Chi ha orecchie per intendere… intenda!

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4 thoughts on “Meno incidenti ma è strage su 2 ruote

  1. Il torto si valuta su alcune variabili logiche quanto sconosciute per molti: Punto di impatto, lunghezza frenata, generazione dell’impatto e quantità dei danni subiti sulle parti. Se il motociclista fosse stato preso da Lei, gli avrebbero dato colpa all’80% e al motociclista il restante con multa per eccesso di velocità e le relative sanzioni.
    se il motociclista l’avesse presa, quindi generava l’impatto le cose si ribaltavano.

    Poi l’aiuto, anche se non servirebbe: l’utenza debole sono i ciclisti, i motociclisti ed i pedoni, quelli che, in caso di incidente, subiscono sempre le conseguenze più gravi. La possibilità di sopravvivere ad un investimento è del 50% se si è investiti a soli 30 chilometri orari; del 10% a 50 chilometri; nessuna oltre i 60.

  2. Confesso che da ciclista mi meraviglio anchio del fatto che le moto siano utenti deboli. Io li vedo come utenti pericolosi. Gli incidenti mortali delle moto scommetto che sono quasi tutti causati da loro stessi.

  3. Un anno fa’ ho visto un motociclista investire un anziano. L’anziano stava attraversando in un punto che portava al parco dove non c’erano le strisce ma il motciclista aveva appena fatto un rettilinio a tutta birra. Lo so perchè mi era appena passato rombando a fianco a minimo i 90 all’ora in piena città e come mio solito gli avevo urlato dietro. Chiaramente l’anziano avrà guardato ma se uno fa 300 ai cento all’ora non lo vedi arrivare. Nonstante ciò la colpa da quello che avevo capito all’arrivo dei vigili era da attribuire all’anziano.

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