“Fiocco rosa nel mondo delle nude” (TG2 motori: Aprilia Tuono)

“[…] sono nate per andare su pista, ma oggi anche si possono guidare su strada […]” così la conduttrice di TG2 motori Maria Leitner introduce col sorriso sulle labbra  il servizio relativo alla nuova nata in casa Aprilia.

Evviva! Si sentiva proprio la mancanza di un altro strumento di tortura a disposizione dei centauri incivili. Menomale che ci ha pensato Aprilia a colmare questa lacuna. Ma procediamo un passo alla volta perché questo servizio mi dà modo di fare il punto della situazione.

Il servizio infatti mette perfettamente a fuoco il problema che personalmente mi affligge maggiornmente: i corsaioli. Appunto, una moto nata per correre su pista, ma che si può usare su strada…Non è un controsenso? Ed il servizio mette perfettamente in luce tale controsenso. La prima scena è emblematica: siamo in collina, su una di quelle strade tutta curve tanto amate dai centauri. La moto oggetto del servizio tirata a dovere dal centauro Roberto Ungaro si avvicina minacciosa alla telecamera e percorre la curva con una derapata controllata con tanto di fischio delle gomme. Da qui è un inno alla velocità su strada.

Per la cronaca la moto in oggetto ha le seguenti caratteristiche :

  • 1.000 cc
  • 167 Cv
  • v. max 253 Km/h dichiarati dalla casa

insomma un gran bel giocattolino adatto per permettere ai trentenni (ma non solo)  non cresciuti emuli di Max Biaggi di sfogare tutti i bollenti spiriti su strada.

“Nasce per andar forte questa moto, lo si  avverte […] potenza ce n’è da vendere” così la descrive Roberto Ungaro, estasiato da tanta bellezza tecnologica.

Sicuramente si tratta di una meraviglia tecnologica. Non lo metto in discussione. Ma se allarghiamo il campo di analisi dall’oggetto di per sè al contesto in cui è chiamata ad operare (la strada), che valutazioni si possono fare? E’ ovvio che chi acquista questo genere di moto, non lo farà per guidare rispettando il codice della strada. Magari, i più responsabili si conterranno quando si troveranno in contesti meno adatti (centro città ecc), ma al primo rettilineo, o lungo percorsi come quello che ha fatto da scenario al servizio, è ovvio che il comportamenteo sarà da pista o molto vicino. Il massimo del controsenso e della demenza, quasi al livello di una barzelletta, avviene quando questi piloti da MotoGp mancati vengono fermati nel corso dei rari blitz effettuati dalle forze dell’ordine e, messi dinnanzi al fatto compiuto, se ne escono con frasi del tipo: “Ma con una moto così, come si fa a rispettare i limiti?” E il bello è che hanno ragione loro! Non si può. E’ chiaro il controsenso e lo scenario assurdo?

Ma quali sono le responsabilità  di una situazione così palesemente paradossale?

  • In primo luogo lo Stato. Di fatto non prende posizione in materia e non vieta l’omologazione di certi veicoli palesemente in contrasto col codice della strada scaricando ogni responsabilità alle autorità preposte a controllare il rispetto del codice della strada: uno scarica barile irresponsabile che porta alla situazione che ben conosciamo.
  • Le case produttrici. In questo caso ho preso spunto da un modello Aprilia, ma è evidente che le accuse sono rivolte a tutte le case che producono missili su due ruote. E’ ovvio che le aziende producono ciò che il mercato richiede, e se nessuno lo vieta sono libere di immettere sul mercato qualunque cosa. Rimane comunque una responsabilità morale, non basta appellarsi alla responsabilità dell’utilizzatore finale e lavarsene bellamente le mani! Anche perché si sa bene di che tipo di utilizzatore si tratta e quali sono i suoi comportamenti.
  • I media. Anche in questo caso traggo spunto da un servizio specifico del TG2, ma l’accusa è rivolta a tutti coloro che in modo sconsiderato incitano a questi comportamenti (riviste, televisioni ecc). Mi rifaccio ad un post di qualche tempo fa in cui commentavo un articolo di Giordano Biserni (presidente Asaps) che ben esprime lo scenario: “[…]  La componente velocistica è addirittura incitata da campagne pubblicitarie o copertine specialistiche che fanno venire i bollenti spiriti a molti. Apriamo e sfogliamo una qualsiasi rivista: in copertina c’è spesso una moto stradale che impenna, in velocità. […]”  (vd. Un mezzo week-end di sole e torna l’emergenza motociclisti). Più nello specifico, io presumo che per girare il servizio in questione abbiano chiuso la strada (me lo auguro). Tuttavia quello che passa allo spettatore è un incitamento alla corsa su strada. Ma non è solo questo (non ne avrebbero neanche bisogno). Quello che è più grave è questa forma di approvazione: “Sì, non si dovrebbe fare, ma se lo fanno vedere in televisione…al TG2 poi!” Per cui tutti moralmente autorizzati a farlo. E di fatti, quello che si vede nel servizio è quello che puntualmente accade su quel tipo di strada. Magari non si arriva a far fischiare le gomme, ma poco ci manca.
  • Infine non può mancare l’utilizzatore, il centauro. Alla fine è lui che mette in atto tutto. E’ lui che decide di acquistare il veicolo, è lui che decide se e come utilizzarlo. E’ lui che infrange il codice della strada arrecando disagio e pericolo agli sventurati che si trova intorno. Ma è ovvio, serve a poco appellarsi al buon senso di persone che acquistano mezzi del genere!

Concludo prevenenedo un’obiezione che sicuramente mi verrà sollevata da qualche centauro infastidito dalle mie critiche: “Ma e allora le Ferrari, le Lamborghini ecc. non sono vetture da pista che viaggiano su strada? Perché non parli anche delle 4 ruote invece di prendertela sempre con i centauri?”. Il controsenso esiste anche per le 4 ruote ed io non approvo comunque. Per quanto mi piacciano come oggetti le Ferrari, Lamborghini, Bugatti, Porsche ecc. rimane il problema. La differenza si può riassumere in una questione di numeri. Mentre le supercar sono molto rare per ovvie ragioni di costi, le due ruote “replica” o comunque corsaiole sono molto diffuse. L’ Aprilia Tuono di cui si parla nel servizio costa 13/14.000 euro come molte altre sue simili. Per cui non dico che siano alla portata di chiunque, ma sono molto più accessibili di auto da 150-300.ooo euro. Non so come mai la strada lungo la quale vivo io (simile a quella del servizio) è invasa costantemente da moto (moltissimi corsaioli), ma di auto di questo tipo non c’è praticamente traccia. Per cui il problema della contraddizione si pone in entrambe i casi, ma il problema reale si pone solo con le due ruote.

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