Bruno Bozzetto: basta rumori inutili – Un giro di vite contro chi molesta

Oggi ho il grande onore di riportare l’opinione di un grande personaggio, in materia di inquinamento acustico gratuito provocato da centauri incivili. Si tratta di Bruno Bozzetto (animatore, autore di fumetti, regista ecc). Navigando nel web mi sono infatti imbattuto per caso in una sua lettera inviata alla redazione di Eco di Bergamo in risposta ad un articolo dal titolo “Il rimedio antistress? Vacanze del silenzio” (Eco di Bergamo, 13 settembre 2009, pag.  6).

Nella speranza che all’autore non dispiaccia mi permetto di riportare per intero la suddetta lettera perché la trovo veramente molto efficace:

Spettabile redazione,

ho letto l’interessante articolo di Massimo Centini “Il rimedio antistress? Vacanze del silenzio”, pubblicato da voi oggi, e proprio da questo argomento prendo lo spunto per fare alcune considerazioni su un male che affligge soprattutto le strade italiane e che potrebbe essere debellato con un minimo di buona volontà:

il rumore molesto, inutile e soprattutto “stupido” di alcune moto in circolazione.

Alzi la mano chi di voi non ha mai imprecato contro lo spaventoso fracasso “perfora-timpani” di alcune moto che sfrecciano regolarmente sulle nostre strade, disturbando ad ogni passaggio migliaia di cittadini. Di giorno e di notte.

Immagino che esista una legge contro i rumori molesti ed un rumore che fa schizzare il cervello dei passanti non è semplicemente un rumore molesto, ma addirittura “fisicamente insopportabile”.

E quale reato più facile da perseguire, quando quel rumore lo si può sentire già a cinque isolati di distanza? Se il fracasso è dovuto alla fabbrica si vieta alla fabbrica di costruire simili modelli, e se invece è dovuto a manomissioni del tubo di scappamento, si blocca il mezzo fino al ripristino della situazione originale.

Non mi sembra un’operazione così complessa e difficile da attuare.

Invece queste persone, che in definitiva rappresentano solo una minima parte dei motociclisti che si comportano correttamente e rispettano il prossimo, discreditano tutta una categoria, oltre a far dannare migliaia di persone al loro passaggio. E ciò non avviene solo in città, ma dovunque scorrazzino, in montagna, ai laghi o al mare, rovinando e “inquinando” l’ambiente circostante anche a molti chilometri di distanza.

Nessun tutore dell’ordine potrà mai affermare di non sentire un simile fracasso. Sarebbe una barzelletta. Basterebbero pochi uomini, in contatto tra loro, per bloccare quel “gentiluomo” al primo semaforo od all’estremità della strada. E mi rifiuto di credere che al giorno d’oggi, con tutta la tecnologia più raffinata a disposizione, non ci sia qualche mezzo acustico o elettronico per identificarli e bloccarli sul nascere.

Mi piacerebbe però capire se non si riesce a fermarli o se non si ‘vuole’ fermarli.

Forse perché molti di loro sono spesso giovani o giovanissimi e quindi… “poveri ragazzi”, con quale coraggio multarli o privarli del loro unico mezzo di trasporto?

Nessuno pensa che quei ‘poveri ragazzi’ sono spesso gli stessi che, qualche giorno dopo, finiscono sui necrologi dei giornali per qualche ‘incauta manovra’, o in cronaca perché travolgono qualche passante innocente?

Non dobbiamo infatti dimenticare che chi si riduce a provocar fracasso solo per farsi notare ed affermare la propria personalità deve per forza possedere qualche preoccupante tara mentale e sarà perciò più naturalmente portato ad infrangere anche tutte le altre leggi, tra cui soprattutto la velocità eccessiva, i sorpassi azzardati o le esibizioni da circo nel mezzo della strada.

Con gli incidenti e i morti che ne conseguono e che purtroppo ritroviamo quotidianamente e puntualmente ogni giorno sui quotidiani.

Un bel giro di vite all’inizio di questa gloriosa ‘carriera’ servirebbe forse a metterli in guardia e renderli almeno più cauti e riguardosi del prossimo.

Come pena aggiuntiva proporrei di rinchiuderli per alcune ore in una stanza, con la loro moto accesa e spinta al massimo dei giri.

Forse capiranno, senza esser costretti a leggere documentati scritti al riguardo, che certi rumori possono anche fare impazzire…

Mai come in questi casi apprezzo quella bella frase riguardante i motociclisti: “Il casco non basta, serve la testa…”

                                                                                                          Bruno Bozzetto

vd. Bruno Bozzetto: basta rumori inutili – Un giro di vite contro chi molesta.


Mi pare che non ci sia bisogno di aggiungere altro no?

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One thought on “Bruno Bozzetto: basta rumori inutili – Un giro di vite contro chi molesta

  1. Purtroppo i nostri politici sono stati capaci di fare danni enormemente piu’ grossi, come generere un debito pubblico spaventoso tramite privilegi, sprechi, corruzione, concussione, leggine elettorali ecc. compromettendo la vita dei cittadini, figli, nipoti e pronipoti, dato e non concesso che si riesca a rimborsare tale debito.
    Figuriamoci se si preoccupano se un motociclista lanciato di notte col motore al massimo riesce a svegliare migliaia di persone in pochi secondi!!
    Tra l’altro si puo’ notare che la stragrande maggioranza dei rumori molesti nelle strade sono generate da poche moto!!

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