Nella testa del centauro

Qualche giorno fa un motociclista ha scritto un commento ad un mio post segnalandomi il fatto che secondo lui generalizzo troppo e che non tutti i motociclisti sono incivili. Accolgo volentieri la critica. Ho ribadito più volte che non tutti i centauri sono privi di buon senso, ma evidentemente non abbastanza. Approfitto dunque di un articolo (un po’ datato) che ho trovato casualmente solo qualche giorno fa per riequilibrare il discorso e tendere la mano verso tutti i motociclisti civili e rispettosi del prossimo.

Si tratta di un articolo tratto da http://www.superwheels.net dal titolo “Nella testa del centauro”

Mi permetto di sottolineare qualche passaggio significativo:

“Per quanto ci si ostini (anche solo per slancio poetico) a voler vedere nei mezzi meccanici un’anima o una personalità, la cruda realtà ci parla delle moto come di agglomerati di metallo e plastica che obbediscono solo ed esclusivamente ai nostri comandi ed alle leggi della fisica. […] non c’è nulla durante la guida che non sia dovuto, in positivo o in negativo, alla nostra volontà. Ogni volta che il mezzo prende il sopravvento, è perché la nostra volontà in quel momento non lo sta controllando

[…]Molto spesso “fatalità” è un appellativo eufemistico e consolatorio dato a un errore: a volte il cervello si scollega, in certi casi addirittura consapevolmente, e la situazione si trasforma di fatto in una roulette russa. E per cosa poi? Per un attimo di epidermico godimento? Per compiacere il tanto decantato senso di onnipotenza (immortalità?) che alberga nell’animo del motociclista mentre guida? Per assecondare l’ingannevole convinzione che le gesta dei nostri eroi sportivi siano alla portata di tutti?

[…]Vediamo di non dare la colpa agli automobilisti, se abbiamo la manetta facile e viaggiamo a oltre 150 in città; non incolpiamo il fondo stradale se ci ostiniamo a cercare il ginocchio a terra nelle rotonde

[…] E poi – sarà banale – non siamo soli per la strada, è per questo che esistono delle regole. […] Posto che per strada dobbiamo usare tutta la scorta di occhi che abbiamo a disposizione, se vogliamo divertirci ci sono sempre le piste

tratto da http://www.superwheels.net/attachments/874/accelerando-114.pdf

Esempi di autocritica di questo livello sono rari ma, come testimonia questo articolo, ci sono ed io ne sono lieto. Mi auguro solo che il messaggio prenda piede in qualche modo e che le cose, un domani, migliorino.

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One thought on “Nella testa del centauro

  1. E’ tutto vero, è tutto esattamente come descritto nell’articolo, solo uno stupido darebbe torto all’autore.
    Io aggiungerei, da motociclista, che una parte dei pericoli da affrontare, provengono dagli altri motociclisti.

    Spesso capita che i “motociclisti della domenica” spengono il cervello quando sulla loro strada incontrano altri motociclisti a passeggio, questo li porta fare sorpassi ad hyper velocità a pochi millimetri dalla moto più lente.
    E’ un modo per tentare di mettere in mostra la propria bravura (idiozia).

    Purtroppo la lotta va fatta contro i motociclisti e non contro le moto, che così come le auto, sono mezzi meccanici in mano agli stupidi.

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