Moto sul Bracco, è polemica

“Sul passo del Bracco il fine settimana è da incubo […]” così inizia un articolo del Secolo XIX in cui si parla dei soliti centauri incivili che scambiano le strade per circuiti e del comitato locale (Colline del Bracco) nato per tentare di contrastare il fenomeno.

Fine settimana da incubo… mi ricorda qualcosa!

l’articolo: Moto sul Bracco, è polemica

La domanda è una sola: verrà mai il giorno in cui CHI DI DOVERE (autorità “competenti”) prenderanno atto del problema e troveranno una soluzione, anche estrema se necessario? E’ evidente che il problema è già noto alle forze dell’ordine e, come è altrettanto evidente, i controlli occasionali sono dei miseri pagliativi che servono a poco o  niente. E’ come curare il cancro con l’aspirina! Non vorrei essere frainteso, ma credo che dinnanzi a situazioni così palesemente in contrasto con quello che è il vivere civile, siano necessarie misure drastiche. Sto parlando del divieto di circolazione ai motocicli su determinate tratte particolarmente affette dal problema in esame. Ovviamente il centauro alla lettura sarà saltato in piedi furente inveendo e invocando la libertà e la costituzione. Ho letto tempo fa un commento ad un articolo su questi problemi all’interno del quale si contemplava l’ipotesi di vietare il transito ai motocilci su determinati percorsi. Il commento del motocilcista di turno è stato: ma è possibile che non si faccia altro che vietare? Basta vietare! Non ho usato le stesse parole, ma il senso è questo. Ebbene, mi sento di rispondere che con delle persone civili basterebbe il buon senso e non sarebbe necessario vietare nulla. Purtroppo le persone civili sono sempre più rare e direi anche che il discorso vale maggiormente se si parla di centauri. Con le persone incivili è molto difficile discutere e l’unica soluzione è vietare. Qualcuno potrebbe ribattere che però a farne le spese sarebbero anche i motocilcisti civili. Sono d’accordo, purtroppo è così, per colpa dei soliti incivili ci rimetterebbero le solite persone civili e responsabili. E’ triste ma il mondo non è il paradiso terrestre, la giustizia non è di questo mondo. Io penso però che la questione vada valutata in altri termini e cioè attraverso la ponderazione dei pro e dei contro. Stiamo parlando di un giro in moto contro la vivibilità di casa propria. Io, anche perchè vivo il problema sulla mia pelle, credo che la vivibilità abbia un peso specifico decisamente superiore allo svago in moto. Io non ho nulla contro coloro che praticano un sano  e tranquillo (soprattutto silenzioso) mototurismo. Però se devo scegliere tra la libertà assoluta e quindi il transito incondizionato di ogni tipo di  motocilcista e il divieto di transito nei fine settimana, sono ovviamente a favore di quest’ultima soluzione. Questo perché, pur rendendomi conto di privare qualcuno di un momento di piacevolezza, sono consapevole che ciò comporterebbe il ritorno alla vita per molte persone che come me hanno smesso di vivere casa propria a causa del problema. Sia ben chiaro, questa è una mia opinione, è il mio punto di vista ed è passibile di critiche e obiezioni, ma sono convinto di quello che sto scrivendo. Onestamente non vedo alternative se non quella di continuare a subire l’inciviltà imposta da questi individui assolutamente irresponsabili, privi di buon senso e soprattutto irrispettosi del prossimo.

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