Probabilmente non ci capiamo!

Alla luce dei commenti recentemente ricevuti, soprattutto in seguito al precedente post “Motociclette oggi: pericolo pubblico?” mi sembra il caso di fare il punto della situazione perché ho la netta sensazione che molti non capiscano, o meglio, non vogliano capire il mio punto di vista. Nessuno li obbliga a farlo, ma la decenza imporrebbe loro almeno di astenersi dall’inviare commenti assolutamenti privi di qualunque fondamento logico. Così non è. Molti, senza avere compreso, senza aver letto oltre, in base ad un singolo post si sentono non solo in diritto, ma addirittura in dovere di replicare all’apparente ingiustizia subita in quanto appartenenti alla categoria dei motociclisti.

A titolo puramente esemplificativo mi rifaccio ad un commento (uno dei tanti) che riporto testualmente:

“Visto che odi tanto noi motociclisti, vorrei informarti che ieri mio cugino è stato tamponato in moto con violenza da uno dei tuoi “cari e sempre corretti” automobilisti che da perfetto coniglio è poi fuggito di corsa lasciando lui per terra ferito per fortuna non gravemente e la moto distrutta.
Così, tanto per onorare la categoria alla quale tu ti fregi di appartenere, eh!

Ribadisco, è uno dei tanti commenti inutili ed ingiustificati che, in base alle politiche di moderazione del blog (della quale la maggior parte degli autori non conosce neppure l’esistenza) normalmente non prendo neppure in considerazione. In questo caso però lo reputo utile come spunto perché oltre ad essere rappresentativo di una certa sottocategoria di motociclisti, è in apparente buona fede e soprattutto uno dei pochi privo di termini offensivi e può quindi essere reso pubblico.

Innanzitutto premetto che il blog, attualmente, è composto di 4 pagine:

Evidentemente le ultime due voci non sono molto appetibili per i contestatori, perché una semplice lettura eviterebbe numerosi equivoci.

Ad ogni modo torniamo al commento in questione. Dunque: l’autore si è preso la briga di informarmi che suo cugino è stato tamponato da un’auto e che l’automobilista non si è degnato di fermarsi e prestare soccorso. A me dispiace che suo cugino sia rimasto coinvolto in un incidente e spero che non sia fatto male. Ma perché ha dovuto comunicarmelo? Cosa ci posso fare io? Perché l’incidente sarebbe la prova o quantomento la testimonianza che gli automobilisti sono incivili e che i motociclisti sono le vittime?

Allora facciamo il punto:

  • Io non odio Voi motociclisti. Ho dichiarato guerra ai motociclisti incivili, dove per incivile intendo guida indisciplinata e rumore inutile ed ingiustificato. Se una persona guida una moto silenziosa e rispetta il codice della strada ha tutta la mia stima ed ammirazione. Questo l’ho scritto più volte, si veda per esempio “Nella testa del centauro” .
  • Non capisco la disputa “Noi motociclisti” Vs. “Voi automobilisti”. Prima di tutto sfido chiunque a trovare nell’intero blog una sola parola in difesa degli automobilisti. So perfettamente come stanno le cose, vedo la situazione del traffico e non ha senso difendere gli automobilisti perché troppo spesso si comportano in modo scriteriato. Ma di questo ho già discusso ampiamente nella sezione FAQ che evidentemente l’autore non si è preso la briga di leggere. Per cui tutta questa retorica vittimistica “noi vittime” contro “voi carnefici” non ha senso di esistere. E’ un argomento complesso che andrebbe trattato a parte, ma ribadisco che non ha senso comparare le due categorie perché sono di natura radicalmente diversa. L’auto è il mezzo di trasporto più comune per determinati motivi. Non esiste una comunità di automobilisti, esistono persone che usano l’auto e che per definizione sono appunto “automobilisti”. Nel farlo si comportano in base al proprio giudizio, se ce l’hanno (spesso no). E’ evidente che in una società malata come quella che ci circonda, il malcostume prende forma anche alla guida: è la logica coseguenza. Ma non c’è la passione, ci sono delle persone maleducate, prepotenti ecc. che guidano. Esiste invece una comunità di motociclisti con le relative sottocomunità. La moto è principalmente per appassionati, più che un mezzo di trasporto. Poi nessuno nega che ci sia chi la utilizza per andare al lavoro ecc. Ma io sto parlando di grandi numeri. All’interno di questa comunità di appassionati c’è sicuramente chi si comporta in modo ineccepibile, ci sono sicuramente delle mele marce e c’è una sterminata variabilità di sfumature tra un estremo  e l’altro. Quello che io continuo a notare è comunque una netta predominanza aggressiva da parte della categoria. Perchè in questo caso si parla di una vera e propria categoria, sia pure con le relative sfumature interne. Un atteggiamento comune spinto dalla cosiddetta “passione”. Questa sarebbe la chiave per accedere ad una dimensione liberatoria nella quale regnerebbe non più il codice normale, ma il codice dei motociclisti. Un codice che stabilisce cosa è giusto fare o no in un’ottica puramente motociclistica. Così, mentre gli automobilisti, anche a causa dell’ingombro del veicolo (vincoli fisici-volumetrici del mezzo) loro malgrado sono costretti a limitare in parte la propria mancanza di buon senso, i motociclisti sono di fatto liberi da vincoli fisici (la moto è molto più agile) e vincolati esclusivamente al buon senso. Ora, il risultato è sotto gli occhi di tutti. Si può far finta di non vedere, ma è un prendersi in giro da soli.

In definitiva: quando mai mi sarei fregiato di appartenere alla categoria degli automobilisti? Credo sia un po’ difficile che lo abbia fatto, tanto che sto aprendo un blog anche sugli italiani al volante. Se qualcuno trova una sola frase in cui io sostengo che gli automobilisti sono tutti buoni e intelligenti, cari o simpatici, io sono pronto a chiudere all’istante il blog.

Me la sono presa con l’autore del post in questione, ma è evidente che il discorso vale per tutti coloro i quali hanno scritto presi da un momento di vittimismo ed infervoramento senza nemmento tentare di ragionare o di capire meglio. Ribadisco che io sono sempre pronto ad un dialogo costruttivo e civile, ma questa non è sicuramente la strada per farlo. Quando scrivo che i commenti, per essere pubblicati, oltre ad essere decenti, devono  contenere delle motivazioni e/o un minimo di ragionamento fondato mi riferisco proprio a questo. Che commento è “mio cugino è stato tamponato”? Un altro potrebbe scrivere che è stato investito sulle strisce da un motociclista ecc. Che senso ha? Dove andiamo di questo passo?

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3 thoughts on “Probabilmente non ci capiamo!

  1. Il ragionamento è estremamente chiaro e lampante; più che distinguere tra il mezzo di trasporto, sarebbe opportuno distinguere sulla educazione o meno di un soggetto che si pone alla guida di un veicolo su una strada. Purtroppo quello che vedo troppo spesso, tutti i giorni sulle strade, è una forma di inciviltà e desiderio di prevalicazione, da parte di pochi, ma ben agguerriti, frequentatori della pubblica via che pretendono di fare valere i loro diritti, dimenticando quelli degli altri, delle decine e decine di persone, silenti, che subiscono il passaggio dei bolidi all’interno dei paesi, la sosta selvaggia innanzi alle abitazioni, il rumoreggiare ed il gareggiare, anche se poi, sentiti loro, nessun lo fà…ma allora, questi abitanti che motivo hanno di lamentarsi, di fare esposti, denunzie, lamentele, se non c’è nulla di vero e realistico? Se nessuno corre, se nessuno rumoreggia, se nessuno mette a repentaglio la vita propria ed altrui, se le lapidi a margine delle strade, le notizie sui quotidiani di incidenti e morti, se il fatto stesso che un veicolo per procedere correttamente sulla propria via deve vincere la forza di gravità…se tutto ciò non è vero…ma allora, che cosa abbiamo noi indifesi e poveri cittadini da lamentare?
    Se il denigrare attraverso i siti web, insultare, minacciare, se non esiste corporativismo tra gli amanti delle due ruote, se tutti gli appassionati sono obiettivi e lucidi nelle proprie constatazioni, se non esiste il minimo dubbio sul fatto che sulle strade vengano rispettati i diritti di tutti, cittadini, pedoni, utenti in moto, auto, biciclette, se tutto questo è un sogno, ma per cosa perdiamo tempo e denaro?
    Ognuno ha i propri hobby e passioni, che cosa ci possiamo fare, fors’anche la caccia al motociclista incivile appartiene alla categoria.
    Presumo che se c’è libertà di dialogo e di espressione, se è possibile esprimere il proprio dissenso, sia opportuno e necessario farlo nella maniera più educata e civile possibile, la comunicazione verbale e scritta è il modo più eloquente per dimostrare la propria intelligenza. Probabilmente non tutti lo sanno.
    Sursum corda.

  2. Capirsi , al giorno d’oggi, è sempre più difficile. La Comunicazione ha la sua colpa quando non riesce a trasmettere basilari regole di …..appunto comunicazione.

    Io sono un motociclista e ho capito il senso del tuo blog ……però lasciami dire (tralasciando di leggere FAQ et similia) ….un piccolo errore lo hai fatto : il titolo …….bastava che intitolassi il blog BASTA MOTO (o motociclisti) INCIVILI e parecchi di quelli che ti hanno risposto, forse potevano essere tuoi alleati !!!! Auguri …..

    Luigi V. – Roma

    • Gent.mo Luigi,

      prendo atto della Sua critica. Può anche darsi che Lei abbia ragione, ma io ho qualche dubbio. Qui il problema, secondo me, va ben aldilà del nome del blog. Si tratta in gran parte di persone che non vogliono proprio capire ed usano ogni appiglio come pretesto per passare come vittime di persecuzioni. Persone che non leggono quello che scrivo o che invece lo leggono ma capiscono quello che vogliono capire e che non solo si sentono in diritto di intervenire, ma addirittura in dovere. Io ribadisco che magari il mio atteggiamento non sarà stato, soprattutto all’inizio (nome compreso), molto diplomatico tuttavia se proprio si vuole ribattere ed obiettare, in genere il buon senso imporrebbe di leggere ed informarsi. In conclusione, se per alcuni basta il nome del blog, invece dei contenuti per decidere di essere alleati o nemici, preferisco decisamente farne a meno. Sarebbe bello avere invece il supporto (ma anche le critiche) di persone intelligenti, che usano la propria testa per ragionare. Ogni tanto, viaggiando per la rete nei vari forum specializzati, ho trovato traccia di motociclisti così, ma mi permetta di dire che la maggioranza di quello che leggo è veramente disarmante.

      cordiali saluti,
      BastaMoto

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