I Verdi a Montagna: «Il rumore delle moto uccide» – Parte I

Non mi stancherò mai di ribadire come il problema dell’inquinamento acustico sia sottovalutato e raramente preso nella dovuta considerazione. Probabilmente lo stesso valeva alcuni decenni fa per l’inquinamento atmosferico: qualcuno già denunciava “vanamente” il problema in tempi non sospetti, ma ci sono voluti i dati concreti come il buco nell’ozono, i valori della CO2 e delle polveri sottili, il sovraccarico delle discariche ecc perché si prendesse seriamente il problema. E ancora oggi, con le palesi conseguenze di un sistema di consumo fuori da ogni logica del buon senso, si fa (aldilà degli specchietti per le allodole) ancora poco o nulla. Per quello che riguarda l’inquinamento acustico invece siamo letteralmente all’età della pietra.  Ancora non si è capita la gravità e la serietà del problema ed io, molto modestamente, mi ritengo (per quello che vale) uno dei pochi che denunciano la questione. Magari fra qualche decina d’anni potrò dire “ve l’avevo detto” ma sarà comunque una magra consolazione.

Dicevo che il problema raramente viene preso in considerazione. Ovviamente l’eccezione non poteva che venire da una delle regioni più civili, avanzate e sensibili al problema dell’inquinamento: Il Trentino. Non è un caso.

I Verdi a Montagna: «Il rumore delle moto uccide»  (cliccare sul link per leggere l’articolo)

[…] Il punto di partenza dell’offensiva contro i centauri è uno studio dell’Appa (l’Agenzia provinciale per l’ambiente) del 2007 che riguarda proprio la Statale che porta in val di Fiemme. «Il picco registrato al passaggio di una motocicletta – spiega Brigitte Foppa, portavoce dei Verdi e consigliere comunale a Bolzano – è stato di 107 decibel, ma la media è di 80. Ciò significa che i valori consentiti, 55 decibel di giorno e 45 di notte, vengono ampiamente superati». […]

Ma non c’è niente di strano, tutto sommato 80 dB rilevati sono anche poco rispetto a quello che si sente in giro. Se non mi sono documentato male la legge prescrive quanto segue per i veicoli a motore a due ruote:

I rumori prodotti dai veicoli a motore a due ruote (motocicli) sono ormai da tempo limitati da direttive comunitarie (direttiva 78/1015) che prevedono una riduzione in più fasi. L’ultima di tali fasi è entrata in vigore nel 1993/1994. I valori limite che essa fissa sono 75 dB(A) per le moto di cilindrata inferiore a 80 cm3, 77 dB(A) per quelle di cilindrata compresa fra gli 80 e 175 cm3 e 80 dB(A) per le moto di cilindrata superiore a 175 cm3. (fonte http://www.europarl.europa.eu/factsheets/4_9_5_it.htm)

E’ ovvio che la media tra chi con buon senso produce 60 dB, chi produce in modo scriteriato 120 dB e chi si mantiene prudentemente al limite dei termini di legge degli 80 dB risulterà attorno agli 80 dB. Non capisco come si possano prevedere 45 / 55 dB ? Non sto dicendo che questi due valori siano troppo bassi, anzi, secondo me sono corretti. Dico invece che sono troppo alti i valori consentiti alle case costruttrici (75 – 80 dB). Ma il problema maggiore è la ben nota la prassi dell’aftermarket fra i motociclisti per ottenere il sound desiderato.

[…] Le auto, in una giornata caratterizzata da traffico intenso per gli arrivi e le partenze dei turisti, oscillavano tra i 50 e i 60 decibel e le moto, in particolare proprio le Harley in accelerata, sfondavano regolarmente gli 80 decibel. In realtà gli stessi bikers sanno bene che sono in grado di arrivare fino a 126. […]

Se si fa riferimento alla fonte normativa sopra citata si legge quanto segue:

La direttiva di base del Consiglio relativa al livello sonoro ammissibile e ai dispositivi di scappamento dei veicoli a motore (70/157) si applica a tutti i veicoli in grado di superare la velocità di 25 km orari.

  •  Per le autovetture è fissato un valore limite del livello sonoro ammissibile di 77 dB(A) che dal 1995/96 è stato ridotto a 74 dB(A). Ciò corrisponde ad una diminuzione del 50% della potenza sonora; in altre parole due auto della prossima generazione faranno assieme lo stesso rumore prodotto da un’auto di oggi. L’evidente abbassamento del livello acustico degli autoveicoli è comunque in parte annullato dall’aumento del numero e dai chilometri percorsi dalle auto, come pure dall’aumento del numero dei veicoli più pesanti e più potenti.
  • Il valore limite deciso dalla CE nel novembre 1992 per gli automezzi pesanti è pari a 80 dB(A). Questo automezzo “silenzioso” sarà quindi il veicolo usato di norma per il trasporto delle merci sulle strade europee. A partire dal 1995/1996 nel traffico urbano – tenuto conto dei limiti sonori e delle procedure di misurazione – 25 autocarri del nuovo tipo produrranno lo stesso rumore provocato da un solo autocarro all’inizio degli anni ’80. A partire dal 1994, i camion che rispettano i limiti stabiliti dalla nuova direttiva CE possono portare un contrassegno particolare, con una notevole semplificazione dei controlli sulle disposizioni che riconoscono determinati vantaggi a chi usa autocarri meno rumorosi. Ciò è importante soprattutto in relazione al divieto di circolazione notturna (dalle 22.00 alle 05.00) su tutte le autostrade e le strade statali austriache, dal quale sono esclusi gli autocarri “silenziosi” (valori limite: 78 dB(A) per gli autocarri con potenza inferiore a 150 kW e 80 dB(A) per gli autocarri con potenza superiore a 150 kW).

Alla luce di quanto esposto sottolineo nuovamente come le auto oscillino tra i 50 ed i 60 dB (molto al di sotto dei 74 dB consentiti), mentre le moto sfondano regolarmente gli 80 dB (e non solo quelli), cioè la stessa soglia consentita per i mezzi pesanti. Se qualcuno trova logico tutto questo…???

Qualcuno potrebbe ribattere che le moto (almeno gran parte di esse) sono effettivamente causa di inquinamento acustico, ma non sono l’unica causa. Certamente, nessuno lo nega. E’ importante sottolineare però che nel caso delle moto si tratta di una decisione e non di una conseguenza indesiderata. Nell’ambiente motociclistico c’è il culto del “sound” del motore. Ci sono anche motociclisti sostenitori del silenzio ma, pur avendo tutta la mia stima, sono e rimangono una percentuale irrisoria. In pratica si ricerca il rombo perché …”una moto che non fa rumore non è una moto“, e poi per loro “non è rumore, è musica”. Si può dire lo stesso per le altre cause di inquinamento acustico? Un aereo fa rumore perché, ad oggi, non può funzionare in altro modo. Non ci sono compagnie aeree che cercano un sound del motore, anzi, con i noti problemi di vicinanza di alcuni paesi agli aeroporti e le conseguenti proteste dei residenti, penso sarebbero ben lieti di avere motori silenziosi. Lo stesso vale per elicotteri e camion. Le case automobilistiche invece fanno a gara per chi produce il motore silenzioso puntando addirittura su questo elemento come strumento di marketing. Esattamente all’opposto delle case costruttrici di moto.

Tanto per completare il quadro, siccome so perfettamente con che tipologia di mentalità ci si va a scontrare, sottolineo come i problemi di rumori condominiali, dei concerti allo stadio ecc siano un capitolo a parte che non c’entra assolutamente NULLA con quanto sto esponendo.

In conclusione sottolineo come sia assolutamente incivile e senza senso il provocare del rumore INUTILE, GRATUITO, ed INGIUSTIFICATO, scorazzando in moto per il proprio esclusivo piacere personale.

Ma la maggior parte di coloro che causano questi problemi alla società non si rendono neanche minimanente conto del problema. Per loro il problema sono le pattuglie che li guardano storto e non si sono nenache mai chiesti il motivo. Leggendo commenti riferiti a questa problematica sembra che siano delle vittime perseguitate riferendosi alle forze dell’ordine come a degli spietati aguzzini che non hanno nulla di meglio da fare. Non capiscono che se ci sono i controlli è perché i residenti si lamentano e li richiedono! Ma poi tanto… non è rumore, è musica! E cosa vuoi di più di un perenne concerto in “brum brum maggiore” sotto casa?

P.S per evitare preventivamente incomprensioni varie, invito i centauri di turno risentiti da quanto ho scritto che volessero inviare commenti di protesta a leggere prima FAQ e Moderazione dei commenti.

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7 thoughts on “I Verdi a Montagna: «Il rumore delle moto uccide» – Parte I

  1. Ciao, finalmente un articolo interessante sull’argomento.
    Io ho 35 anni, non 70, ma sono comunque disturbato e torturato quotidianamente da orde di ragazzini a bordo dei loro trial o simili.
    Ho quindi deciso di intraprendere una battaglia nel mio comune, che è Bergamo – magari anche tramite le associazioni ambientaliste.
    Secondo te vale la pena fare una mobiliitazione a livello comunale (ciascuno nel suo) o è piuttosto un problema normativo e dunque nazionale?

    Grazie

    • Gent.mo Michele,

      La sensibilità non ha età. Sono in molti ad essere disturbati o torturati da questo fenomeno. Purtroppo il problema non viene preso nella dovuta considerazione da chi di dovere: dalle forze dell’ordine che spesso e volentieri invece di chiudere solo un occhio chiudono anche le orecchie e dalle istituzioni che non fanno assolutamente nulla per porre rimendio. Ovviamente il problema è nazionale, per cui secondo me bisogna agire su più livelli. Sicuramente ogni protesta, per quanto piccola, è utile. Ben vengano le iniziative locali. Ma non bastano. Bisogna portare il problema alla ribalta delle cronache nazionali e per fare questo non sono sufficienti le proteste locali. Lo scopo di questo blog è proprio questo, un ponte di comunicazione, un catalizzatore di proteste contro questo fenomeno che non ha senso di esistere in un Paese che si proclama civile. Ho affrontato questo aspetto nell’ultimo post: https://bastamoto.wordpress.com/2011/09/22/il-diritto-al-silenzio/#more-2039
      Bisogna sollevare quella massa inerte di persone che accettano tutto questo con rassegnazione. Solo allora le forze dell’ordine e le istituzioni non potranno esimersi dall’agire. Le iniziative locali sono un primo passo necessario, ma se non si va oltre sono inutili.

      cordiali saluti,
      Bastamoto

  2. Buongiorno,

    Grazie per la sua sollecita risposta.
    Devo tuttavia porgerle una domanda più tecnica: i controlli e le eventuali sanzioni da parte della polizia stradale riguardano l’assetto del motore, e dunque la potenzialità a emettere decibel, o piuttosto il rumore effettivamente emesso? Nel secondo caso, suppongo che la senzione presupponga che la pattuglia stradale possieda sempre il misuratore di decibel. In secondo luogo, è vero che rivenditori e meccanici consenzienti accettano di togliere il silenziatore dalle moto vendute?
    Ad ogni modo, ritengo che si dovrebbe cominciare a pretendere che le amministrazioni facciamo applicare il limite dei 75/80 dc.
    La modifica normativa sull’abbassamento di tali soglie, se capisco bene, dovrebbe invece avvenire a livello di Parlamento Europeo; ma le due cose potrebbero andare di pari passo.

    Grazie, cordiali saluti

    Michele

    • Buongiorno Michele,

      desidero innanzitutto scusarmi per il ritardo nella risposta. Vengo subito al dunque: per quanto ne so la situazione è la seguente: esiste una normativa europea recepita dall’Italia che è la seguente: http://www.europarl.europa.eu/factsheets/4_9_5_it.htm
      Vengono in pratica definiti i limiti di rumorosità dei diversi tipi di veicoli. Credo però che ci si riferisca più all’omologazione dei veicoli che verranno prodotti. In circolazione ci sono però anche veicoli datati che non rispettano questa norma e che sono soggetti a valori più elevati. In generale la situazione non è molto chiara ma sto cercando di approfondire. Tornando alla Sua domanda ci sono due questioni distinte: la prima è appunto l’omologazione del mezzo, che deve quindi rispettare all’uscita dalla fabbrica i limiti previsti. L’altra questione riguarda il rumore effettivamente emesso dal mezzo nel corso del suo utilizzo. E’ ben nota la pratica dell’aftermarket della manomissione degli scarichi (in genere l’asportazione del dBKiller) per ottenere un sound (così lo definiscono loro) più soddisfacente. Per cui le sanzioni possono riguadare da una parte la manomissione irregolare del veicolo con componenti non omologate, e questo interessa qualunque componente del mezzo, dallo specchietto, al porta targa agli scarichi, dall’altra il livello di dB effettivamente emesso dal veicolo che è rilevabile solo ed esclusivamente con il fonometro. Potrebbe trovare interessante a questo proposito questo articolo: http://www.comune.gubbio.pg.it/Index.aspx?idnews=13483&idsottosito=30
      Certamente ci sono rivenditori compiacenti che praticano elaborazioni aftermarket per venire incontro alle esigenze dei motociclisti in termini di prestazione e sound del motore. Spesso però sono gli stessi motociclisti a togliere il dBKiller e a praticare modifiche varie, ovviamente irregolari.
      Sulla questione normativa, come Le ho già detto sto ancora approfondendo la questione e pubblicherò un post dedicato appena avrò il quadro completo.

      cordiali saluti,
      BastaMoto

  3. Parole sante! Noi abitiamo in una piccola frazione vicino al lago si Caldonazzo (TN) e pensavamo di aver comprato casa in un posto tranquillo! D’estate non si può dormire con le finestre un minimo aperte..il rumore di moto scooter e ape è continuo.. non riusciamo neanche a pranzaRe in giardino. La bimba più piccola piange spaventata ad ogni passaggio di moto o simili. Come è possibile che in un paese dove tutto deve essere a norma.. non ci sia nulla per i mezzi a due/tre ruote ??? (Anche le famose Ape sono terribili..)

    • Beh… siamo in Italia! Si potrebbe discutere a lungo sulla mentalità italiana, sul non rispetto di leggi e regole, su chi dovrebbe farle rispettare e invece se ne guarda bene ecc. C’è chi vive approfittando della mancanza di controlli e chi deve sopportare situazioni insopportabili (come il sottoscritto) non potendo fare altrimenti. Il comune cittadino è spesso lasciato al suo destino, non tutelato.

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