Il diritto al silenzio

Un articolo scritto da Gianfranco Busetto (presidente Istituto ecologico internazionale) che si occupa di inquinamento acustico in senso generale:

Il diritto al riposo e i danni morali (Corriere della Sera Pagina – 26 giugno 2011 –  pag. 6)

Non c’è nessun riferimento specifico alle moto, sappiamo bene che il problema è generico, ma è molto illuminante sulla situazione:

  • […] le norme da invocare sono gli articoli 844 e 2043 del codice civile e l’ articolo 32 della Costituzione che tutela la salute del cittadino e della collettività […]
  • […] Chi agisce potrà anche richiedere il risarcimento dei danni patrimoniali, biologici, esistenziali e morali. […]
  • […] È ormai certo che il rumore eccessivo può provocare danni al sistema nervoso centrale, all’ apparato digerente, al sistema circolatorio e respiratorio e in date circostanze sordità. […]
  • […] Può ben dirsi in definitiva che nel nostro ordinamento giuridico esiste il diritto al silenzio, sia pure relativo […]
  • […] Chi produce rumori intollerabili deve capire che il rispetto della tranquillità e del sonno altrui è una componente essenziale di una società che voglia ancora definirsi civile […]

Questo vale in senso generale (chi ha orecchie per intendere intenda!)

Ma veniamo al caso specifico. Quella che segue è una lettera inviata al sito specializzato www.inquinamentoacustico.it proprio in merito al comportamento dei soliti centauri incivili ed all’inquinamento acustico da essi provocato:

Motociclisti indisciplinati lungo la S.P. n. 1 (31.12.2010)

Egregio dott. Brugola,

Le scrivo in relazione al mio caso al fine di ottenere quella competente consulenza che, purtroppo, non riesco ad avere dai professionisti interpellati in Liguria; io risiedo in una piccola frazione del comune di Deiva Marina, attraversata dalla S.P. n. 1 del Passo del Bracco, punto di confine tra le province di Genova e La Spezia.

Da alcuni anni un’attività di ristorazione, ma sopratutto bar, funge da catalizzatore durante i week end per gli amanti dei motocicli di grossa cilindrata. Gli stessi, palesemente incuranti degli abitanti delle poche abitazioni prospicienti la strada provinciale attigue al Bar, rumoreggiano per ore ed ore durante tutto il sabato e la domenica, un vero e proprio tormento che è stato oggetto di ripetute segnalazioni alla proprietà della strada, le Amministrazioni di Genova e La Spezia. Nulla ad oggi è stato fatto e, dal prossimo 01 febbraio, la strada tornerà ad essere amministrata e gestita da Anas, rischiando di vedere peggiorare ulteriormente le cose, non essendo Anas dotata di un proprio organismo di Polizia.

Il problema fondamentalmente verte su 2 questioni: le moto entrano nel piccolo centro abitato a forte velocità, spesso stridendo le gomme in partenza o arresto del veicolo, sicuramente violando le norme del Codice della Strada; i motocicli, terminata la loro corsa, vengono parcheggiati sulla sede stradale, in palese violazione dell’art. 158 comma 1 lettera C e D, comma 2 lettera B ed N. I motoveicoli in stazionamento sulla strada arrivano ad essere anche 300, su una superficie di carreggiata non superiore ai 100 metri lineari.

E’ evidente che i rumori prodotti dai motocicli, che per’altro spesso sono equipaggiati di silenziatori non omologati, che suonano i segnalatori acustici per i saluti di rito, che stridono le gomme da fermi sul posto (burning out), etc. sono infernali e rendono la qualità della vita estremamente ridotta.

Le chiedo se ci sono spazi per agire nei confronti di:

  1. 1. Motociclisti indisciplinati;
  2. 2. Ente proprietario della strada;
  3. 3. Regione Liguria, amministrazioni provinciali, comuni;
  4. 4. Ministero dell’Ambiente/salute/infrastrutture.

E le eventuali misure da adottare nei confronti dei titolari del Bar, che nulla fanno per arginare i “bikers” più scalmanati.

In attesa di un Suo gradito riscontro, porgo cordiali saluti.

http://www.inquinamentoacustico.it/disturbo.htm

Questo anche come risposta a  chi inneggia al mototurismo ed al fatto che questo garantisca una presenza costante anche nei periodi di “magra”. E, come ho già avuto modo di ribattere, “dovremmo anche ringraziare?” (vd. Invasione di centauri: proteste in collina)

Riporto la risposta dell’esperto (Marcello Brugola):

“Motociclisti indisciplinati lungo la S.P. n. 1

 Purtroppo il rumore stradale ricade all’interno di una normativa che esula dall’applicazione di quei concetti (leggi “normale tollerabilità”) che potrebbero essere portati davanti ad una Corte di Giustizia.

Infatti i limiti di rumorosità stradali sono regolamentati dal D.P.R. n. 142 del 3 Marzo 2004, e non sono derogabili. Il problema è complicato dal fatto che come Lei dice, la strada ritornerà sotto la competenza ANAS, e quindi non sarà più di competenza Comunale, ma c’è una strada che si può percorrere.

Se Lei non è l’unico disturbato, faccia una petizione tra i vicini, e fate un esposto all’ANAS direttamente, al dipartimento di competenza, spiegando i problemi ed i disagi.

L’ANAS deve iniziare entro l’anno una serie di monitoraggi acustici, e partirà proprio dalle zone da dove ha ricevuto lamentele, quindi non perdete tempo: fatelo subito, e più siete meglio è.

Il secondo problema riguarda il fatto che non potendo fare barriere, non ho idea di che decisioni prenderanno: anche limitare la velocità con dossi eccetera sono solitamente palliativi e non soluzioni. Purtroppo l’unica soluzione possibile è quella di costringere il Comune ad installare un radar di controllo velocità all’ingresso ed all’uscita del borgo, in modo da costringere i motociclisti a rallentare, oppure “tassarvi” e dotare il Comune di un vigile urbano che passi tutto il tempo vicino al bar in questione a controllare i documenti di omologazione delle moto. Vedrà che in quel caso i motociclisti cambieranno subito abitudini.

Non posso suggerire niente altro, anche se in effetti ci sono precedenti relativi a citazioni di proprietari di locali per il rumore indotto (schiamazzi eccetera), ma sinceramente dovrebbe sentire un (molto) bravo Legale per vedere se possa applicare lo stesso concetto al rumore da traffico.

In questo caso, allora, sempre facendo un comitato (più persone danno sempre una idea di comunità disturbata, e si dividono i costi) si può aprire una vertenza contro il bar, partendo dal concetto della “normale tollerabilità” come precedentemente citato, e ci sono buone possibilità di vincere; in questo caso i problemi di riduzione del rumore passerebbero al proprietario.

Mi faccia sapere, la cosa è interessante.”

http://www.inquinamentoacustico.it/motociclisti_indisciplinati.htm

La risposta al problema è la massa critica. Leggo troppo spesso di gruppetti di persone che protestano localmente, di iniziative locali ecc. Ma il problema è diffuso ed esteso al territorio nazionale. Certo, si tratta di una fascia limitata di persone, quelle sfortunate che risiedono lungo gli itinerari prediletti dai motociclisti. Ma di questi intinerari ce ne sono tanti sparsi qui e là. Non sono contrario ai comitati locali, anzi, ma solo radunando le forze di tutti potremo fare sentire la nostra voce. Il problema è ingorato ai più e la maggioranza degli italiani ne è completamente all’oscuro perché non coinvolta direttamente. Bisogna fare balzare il problema agli onori delle cronache nazionali, non più solo locali. Solo così si potrà godere della dovuta considerazione. Altrimenti si andrà avanti ad esposti, risposte da parte di sindaci, questori ecc sull’onda del “abbiamo fatto ….” cioè il minimo sindacale per non risolvere il problema e mettersi la coscienza a posto. Ma così è tutto inutile. Sveglia!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...