Riassunto delle puntate precedenti (parte 1)

Colgo l’occasione di un commento che mi è arrivato per fare un piccolo punto della situazione.

Innanzitutto il commento, pervenuto nella pagina “chi sono”,  è il segunete:

un conto è se un motociclista sfreccia a certe velocità in città ed è pericoloso, un’altro e che non possa circolare proprio!!!!
solo perché lo senti?? lo senti 10 secondi e non è mica assordante!

Premetto che di commenti analoghi ne ricevo molti altri, ma questo, essendo privo di contenuti offensivi mi permette non solo di pubblicarlo, ma di dedicargli un intero post. Iniziamo pure col dire che NON CI SIAMO PROPRIO. Non vedo un minimo di fondamento in una frase del genere. Io posso capire che qualche motociclista, limitandosi a leggere solo qualche riga del mio blog possa sentirsi offeso, ma, come spesso avviene al termine dei miei articoli, invito sempre a leggere prima di commentare. In particolare la pagina FAQ, che per chi non lo sapesse è l’acronimo di Frequently Asked Questions, ovvero le domande più ricorrenti. In questa pagnia c’è più o meno riassunto il mio pensiero. Prima di discutere in genere ci si dovrebbe documentare un minimo. Altrimenti credo che sarebbe meglio limitarsi a discutere del tempo, di come non esistano più le mezze stagioni ecc. Ritornando alla questione in oggetto, una frase così breve mette in evidenza tutta la confusione che regna in merito alla circolazione dei motociclisti.

La prima domanda nella pagina FAQ è: Perché il nome BastaMoto? E la risposta mi sembra abbastanza eloquente. Così come lo è tutto il resto. Basterebbe leggere per capire. Almeno, credo che dopo aver letto la pagina FAQ nessuno mai si sognerebbe di inviare in messaggio di questo genere. Me lo auguro almeno.

Comunque, è evidente che io noi sia un simpatizzante delle due ruote a motore. Ma questo è dovuto non al mezzo in sè, ma a come viene utilizzato. Ho scritto più e più volte che non ce l’ho con delle persone solo perchè guidano un mezzo a due invece che a quattro ruote. Sarebbe idiozia. La mia ostilità verso la categoria viene dall’esperienza quotidiana. So benissimo che i maleducati in strada sono moltissimi, sia su due che su quattro ruote. E’ evidente. Ma è altrettanto evidente che non si possano paragonare le categorie di Automobilisti, Camionisti ecc con quella dei motociclisti. Questo perchè? Perchè la moto assume una connotazione completamente diversa da quello che può essere un semplice mezzo di trasporto. Si può parlare più di comunità che di categoria. Chi usa l’auto lo fa perchè deve spostarsi. Si tratta di mobilità. L’auto permette di muoversi tutto l’anno (giorno e notte con pioggia, freddo, neve, ghiaccio), permette di trasportare più persone, permette di trasportare carichi, permette di affrontare viaggi lunghi in relativa comodità ecc. Per questo motivo è il mezzo più diffuso. Quello che normalmente usa la gente. Non sono un sostenitore dell’auto, ma le cose PURTROPPO stanno così. E’ un dato di fatto. In poche parole è una necessità. Quindi l’auto viene usata da una sterminata eterogenità di persone: la società (non sto dicendo che ogni singola persona appartenente alla nostra società usa l’auto per spostarsi, capiamoci bene, ma parlo di tendenze e grandi numeri). Siccome, come ho già ribadito più volte, la società contemporanea è malata e la maleducazione è dilagnate, i comportamenti alla guida sono solo una semplice conseguenza di questa “fogna del comportament0”. Gli automobilisti sono maleducati? Sì, è vero. Io stesso ogni giorno, pur cercando di rispettare il codice della strada, devo evitare continui pericoli.

Il discorso relativo ai motociclisti invece è radicalmente diverso. Escludiamo subito motorini e scooter che non rientrano a pieno titolo in questa categoria. Parliamo di moto. Come appare evidente da qualunque sito, blog, forum in internet, inerente al discorso la moto è legata alla passione. Non si può dire lo stesso per l’automobile del vivere quotidiano. Gli stessi motociclisti spesso usano l’auto per necessità. Per questo parlo di comunità e non di categoria. Ci sono addirittura persone che fanno della moto una ragione di vita, quasi una religione.

Questo come quadro introduttivo. Ma veniamo al dunque. Come sapranno oramai anche i muri, la mia accusa verso i motociclisti incivili verte essenzialmente su due punti:

  • guida discutibile
  • inquinamento acustico

Questo non vuol dire che tutti i motociclisti sono pericolosi alla guida e fanno rumore sempre e comunque indistintamente. C’è invece una sterminata eteogenità di sottocategorie, lo sappiamo bene, ognuna con delle caratteristiche ben definite. Ogni categoria cerca nella moto sensazioni diverse. Ogni categoria ha delle motivazioni proprie.

Mi permetto di riportare una frase di Roberto Crepaldi(CR&S) che ho già citato qualche tempo fa a proposito della “Psicologia del motociclista”

[…] La psicologia del motociclista è piuttosto contorta. Il motociclista è un esibizionista, edonista, individualista, un po’ eccentrico. E quindi la moto diventa la sua esternazione di personalità e carattere, diventa il prolungamento del suo cervello.[…]“

prossimamente la 2°parte

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One thought on “Riassunto delle puntate precedenti (parte 1)

  1. Dal commento del motociclista si capisce come egli ragioni…:
    Lui dice..” lo senti per dieci secondi..”, il problema è qui: PERCHE’ DEVO SENTIRLO ? PERCHE’ mi deve disturbare ? Che gusto c’è a disturbare il prossimo ?

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