Riassunto delle puntate precedenti (parte 3)

Riprendendo la panoramica sul problema dei motociclisti incivili, oggi vorrei affrontare il problema dei giri in moto da fine settimana. Questo è, per quanto riguarda il sottoscritto, un argomento assolutamente centrale. Come ho già ribadito più volte ho la sfortuna di risiedere lungo una meravigliosa strada collinare che puntualmente, nel corso dei fine settimana non caratterizzati da condizioni climatiche proibitive, viene presa d’assalto da appassionati per il classico “giro in moto” e quindi sono mio malgrado diventato un esperto del problema. “Ma cosa ci sarà mai di male nel fare un giro in moto?” Si chiederà qualcuno. Ebbene questo qualcuno sicuramente non abita lungo una delle strade in oggetto o altrimenti è un motociclista. Innanzitutto vorreri ribadire di cosa sto parlando. Per questa serie di “Riassunti delle puntate precedenti” ho preso spunto da un commento che ripropongo nuovamente:

“un conto è se un motociclista sfreccia a certe velocità in città ed è pericoloso, un’altro e che non possa circolare proprio!!!!
solo perché lo senti?? lo senti 10 secondi e non è mica assordante!”

Mi permetto di osservare che chi pensa di affrontare il problema con queste due righe ha “forse” un approccio “leggermente” semplicistico. Ebbene, nell’affrontare il problema dei motociclisti incivili, dopo avere abbozzato, nella seconda parte, una classificazione delle varie tipologie di motociclisti e delle relative mentalità, vorrei ora porre l’accento su una distinzione fondamentale di uso della moto:

  • trasporto (=>utilità)
  • giro in moto (=> diletto, divertimento, svago)

Come ho già anticipato, in questo post mi concetrerò essenzialmente sul “Giro in moto”. Si tratta in genere di un utilizzo puramente “ludico” del mezzo. Di per sé non ha nessuna utilità. Si esce in moto per il semplice fatto di divertirsi a cavallo del mezzo, il viaggio diventa lo scopo stesso dell’utilizzo, al contrario di come avviene normalmente.

Ma se bisogna andare in moto per il semplice scopo di andare in moto allora è logico evitare, per ovvie ragioni, la città e propendere invece per un itinerario che meriti l’uscita. Non ho nessun problema ad affermare che per soddisfare questa esigenza i percorsi più adatti sono le strade statali panoramiche. Quelle strade che salgono in collina o montagna e che quindi sono caratterizzate da una presenza consistente di curve e tornanti, salite e discese, generalmente immerse in un contesto naturale molto bello. Sembrano quasi fatte apposta!

Ora ritorniamo alla classificazione delle tipologie di motociclisti che ho esposto nella seconda parte:

  • corsa / sportiva
  • naked
  • coustom
  • enduro /cross / motard
  • mototurismo / tourer

Ebbene, di questi possiamo escludere la categoria “enduro /cross / motard” che predilige terreni accidentati. Tutti gli altri concentrano la loro attenzione agli  itinerari sopra descritti. E’ abbastanza semplice dedurre la quantità di passaggi che si verificano.

Ogni categoria di motociclisti effettua il giro con modalità differenti. Abbiamo quindi:

  • i corsaioli: sfrecciano lungo le curve ed i tornanti tirando le marce al limite come se fossero in un circuito con relative emissioni acustiche spesso ben oltre i limiti consentiti. Il limite di velocità mi sembra superfluo citarlo. Diciamo che se lungo queste strade di solito c’è un limite di 50 Km/h, posso affermare che NESSUNO e ribadisco NESSUNO degli appartenenti a questa categoria si sogna nenache lontanamente di rispettarlo. Certo, ogni tanto lungo questi tracciati sono ubicati dei centri abitati. In presenza di tali centri capita che per i 300 /500 metri di attraversamento qualche corsaiolo dotato di un minimo di buon senso possa contenere l’impeto. Ma appena fuori è subito “gas a manetta”. Sgasate, pieghe, staccate e poi ancora sgasate, pieghe e staccate. E avanti così. Non c’è molto da dire, la realtà dei fatti parla da sé.
  • Il discorso naked non si discosta molto dai corsaioli.
  • Chi guida le coustom, come ho già avuto modo di ribadire, difficilmente può essere accusato di guidare a velocità folle. Certo non sto dicendo che rispettino i limiti, ma l’andatura è decisamente blanda, soprattutto se confrontata con Corsaioli o Naked. Qui l’accusa è rivolta unicamente all’inquinamento acustico. Le pratiche aftermarket sono ben note. E non è raro che un mezzo arrivi ad emettere anche fino ai 120/130 db contro gli 80 (già di manica larga), consentiti (ricordo che il limite per un camion se non erro è 80 db). Potrei dilungarmi con considerazioni in merito, ma credo che chiunque sia dotato di un briciolo di buon senso possa facilmente trarre le proprie.
  • mototurismo / tourer: come ho già ribadito il mototurismo è sicuramente l’aspetto più positivo del motociclismo. Anche in questo caso l’accusa non è rivolta alla velocità, ma al rumore. Se ci sono moto di questa categroria straordinariamente silenziose, altre sono decisamente rumorose. Alcune arrivano a fare concorrenza a qualche coustom o a qualche naked. Ora capisco bene la questione due, tre o quatro cilindri, ma … la scusa non regge!

Ho già accennato al fatto che questo tipo di itinerari sono spesso collinari o si inerpicano addirittura in montagna. Questo è importante perchè oltre alla semplice presenza di curve raramente si considera il fatto che il tracciato oltre a snodarsi lungo il pendio si può concentrare in aree definite. Intendo dire, rifacendomi al commento di partenza  “lo senti 10 secondi e non è mica assordante”  che in questi casi non avviene come in rettilineo quando sia vverte un rumore che da lontano si avvicina progressivamente per poi allontanarsi nuovamente in direzione opposta. Qui si tratta di curve e contrcurve, qundi accelerate e decellerate continue che per effetto dello sviluppo del percorso lungo i pendii possono ripetersi più e più volte nella stessa area. Si prenda ad esempio una strada di montagna con una serie di tornanti. Spesso accade che la strada si inerpichi con un andamento che può ricordare quello di uno sciatore. Una sorta di zig-zag. Questo in linea di principio, poi nella realtà esistono infinite varianti. Il risultato è che stando fermo in un punto del percorso, con una sola moto che lo percorre, la si sente molto prima del suo effettivo passaggio e la si continua a sentire molto dopo. In più nessuno mai considera il fattore rimbombo. Parlo di diversi minuti, non secondi, per una singola moto. Se poi consideriamo i tipi di moto in questione (potenti e rumorose), che le moto in transito sono molteplici (centinaia) e spesso in gruppo…

Questo mi pare possa rispondere a chi sosteine che si tratta “solo di 10 secondi“. Sul “non è mica assordante” avrei molto da ridire. Ma mi limito a ribadire la quantità di passaggi ripetitivi di moto MOLTO, MOLTO , MOLTO rumorose.

Questo è quello che avviene lungo il tipo di strade sopra descritto. Tuttavia pare che le forze dell’ordine facciano fatica a prenderene atto. Si tratta  di tratti stradali che in determinati momenti (noti e ben definiti) diventano da bollino rosso e che quindi dovrebbero venire gestitre di conseguenza. Certamente non si tratta di ambito cittadino, le persone interessate (i residenti) sono in proporzione pochi in confronto ai milioni di persone che abitano in città. Ma questo giustifica la mancata presa di posizione da parte di chi di dovere (autorità e forze dell’ordine)? A volte mi viene quasi il dubbio che ci possa essere in alcune circostanze una sorta di tacito accordo tra forze dell’ordine e motocicilsiti. C’è anche da considerare il fatto che molti esponenti delle forze dell’ordine sono loro stessi motociclisti. Ognuno può trarre le proprie considerazioni. Sta di fatto che spesso queste strade non sono considerate come dovrebbero e vengono lascite al loro destino. Esattamente come chi risiede lungo questo tipo di strade.

Ogni tanto si legge sulle cronache locali di qualche singola iniziativa locale che prevede controlli a tappeto con l’isitituzione di speciali task force. Iniziative lodevoli. Ma se si vanno a verificare i numeri… beh spesso sono ridicoli. Ancora più ridicoli se si prende in considerazione l’inquinamento acustico. Mi chiedo se debba essere una notizia il fatto che ci siano controlli lungo queste strade. Dovrebbe invece essere una costante. Queste strade dovrebbereo essere presidiate con pattuglie, autovelox, fonometri e chi più ne ha più ne metta. Invece il nulla. Poi però devo ammettere che non ha torto il motociclista di turno che come capro espiatorio incappa nel controlli occasionale e si lamenta delle pesanti sanzioni. Non è così che si fa. I controlli devono essere una costante. Ci deve essere la certezza della pena. E soprattuto bisognerebbe tutelare chi risiede lungo queste strade. Ma così non è!

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2 thoughts on “Riassunto delle puntate precedenti (parte 3)

  1. E’ una fotografia estremamente realistica di quello che accade sul Bracco, Centocroci, Faiallo, etc.etc….il punto è, la facciamo rispettare la legge oppure no? Se ci sono disposizioni legislative, codici e quant’altro, trovo del tutto innaturale, anzi, un vero e proprio reato, non applicare ai trasgressori sanzioni per le violazioni contestabili. Anzichè aumenare la IMU e le altre tasse sulla casa, sarebbe opportuno e doveroso chiedere il rispetto della legge a tutti, e chi non osserva, multe salate.

    • Gent.mo lettore,

      Non posso che essere d’accordo con Lei. Purtroppo questa è l’Italia. E’ fatta così. Io non lo accetto e non mi rassegno ma è il Paese dell’illegalità diffusa. Non vorrei essere banale ma non è un caso che la criminalità organizzata abbia trovato terreno fertile. In questo paese la legge è puramente indicativa, perché è una società individualistica. Si pensa solo al proprio interesse e non alla comunità. Si crede che la legge esista solo per impedire “ingiustamente” che venga fatto qualcosa senza una ragione precisa. Ma le leggi non sono fatte per impedire qualcosa solo per il gusto di farlo, ma per consentire una convivenza comunitaria civile. Questo in senso generale. Purtroppo il codice della strada, con tutti i problemi che abbiamo nel Nostro Paese, passa sempre in ultimo piano. Non viene preso sul serio neppure dalle forze dell’ordine. Sì, ogni tanto c’è qualche controllino occasionale, tanto per mattere a posto la coscienza, per dire “abbiamo fatto”. Qualche multa salata al caprio espiatorio che ha la sventura di incapparvi e poi basta, tutto come prima. Mi risulta che in Paesi più seri del Nostro le cose vadano diversamente, forse si esagera addirittura in senso opposto. In Italia c’è così tanta indisciplina che è difficile da contenere. Ma tanto… noi italiani siamo creativi, abbiamo l’arte, la moda, la Ferrari, il calcio ecc. Le regole non contano, sono fatte per essere aggirate! W l’Italia! (sono evidentemente sarcastico)

      cordiali saluti,
      BastaMoto

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