Più facile sognare di essere Max Biaggi…

Per la serie: “Ma allora ci prendiamo proprio in giro!” ecco a voi “Più facile sognare di essere Max Biaggi…

RS4 125 Replica – fonte http://www.it.aprilia.it

Non è una novità che le case costruttrici utilizzino le corse come elemento di marketing. Però vorrei sottolineare la differenza tra auto e moto. Mentre nel caso delle auto, mi riferisco in particolare alla F1, sono presenti effettivamente alcune case produttrici come Ferrari e BMW che non possono offrire “repliche” stradali delle monoposto (per ovvie ragioni), nel caso delle due ruote questo è possibile. Allora, quando leggo articoli come quello in questione “Più facile sognare di essere Max Biaggi…” mi ribolle il sangue. Certo, parliamo di 125, quindi la potenza è limitata ed è ben lontana dalle repliche della MotoGP. Parliamo comunque di 120/130 Km/h di velocità max (stima – non sono disponibili dati ufficiali). Siccome un mezzo del genere, essendo 125 di cilindrata, non può andare in autostrada, dove mai potrà essere scaricata questa potenza? In circuito? Non credo, proviamo un po’ ad immaginare. Ricordo e sottolineo che per questo tipo di veicoli esiste un target ben definito ed è quello dei ragazzi di età compresa fra i 16 e i 18 anni, quelli che non possono ancora guidare moto di cilindrata maggiore (anche se vorrebbero) e vogliono emulare i Valentino Rossi, i Max Biaggi ecc. Il prezzo infatti è relativamente basso: 4.590 euro. (circa). A questo punto ci sarebbe da rifelttere su alcune questioni:

Ha senso incentivare dei ragazzi (16-18 anni) a guidare certi mini-bolidi su strada inneggiando a Max Biaggi? Riproducendo le fattezze delle moto ufficiali sia come forma che come livrea? Certo, alcuni ragazzi non chiedono di meglio nell’attesa dei 18/21 anni. E quindi, se il mercato lo richiede, damogli quello che vogliono. Poi come le usano è un problema loro, no? E’ ovvio che a quest’età si è soggeti a idolatria e spavalderia ormonale. E comunque tutto questo è propedeutico per moto di potenza decisamente maggiore. Si tratta di alimentare un certo modo “discutibile” di intendere lo spostamento su strada. E’ il famoso “Detto NON Detto”. Ufficialmente bisogna essere rispettosi del codice della strada, ma il messaggio che lancia Aprilia nella fattispecie e che è ben recepito e condiviso dagli appassionati è un altro ed è evidente già dal sito internet. Lo stile di guida, ma più in generale lo stile di vita al quale si inneggia e si fa riferimento è quello delle corse. Del resto Aprilia è un marchio noto per i risultati sui circuiti. Produce e commercializza moto e motorini  che fanno riferimento al mondo delle corse. Certo non si può accusare una casa produttirice o un  mezzo solo dalla forma e dalla grafica, non ufficialmente. In teoria chi compra mezzi di questo tipo può guidare in modo ineccepibile nel traffico rispettando il codice della strada e gli altri utenti. In pratica non è così. Chi compra questi mezzi lo fa perché ha una propensione per il mondo delle corse, perchè vuol farsi notare, perchè vuole fare “lo sborone” come direbbe un noto comico. E chi si comporta in questo modo non rispetta il codice della strada. Non c’è molto da dire. E’ un nascondersi dietro ad un dito. Questa strategia di marketing è un incentivo, molto diffuso nel mondo delle due ruote, a correre. Invito semplicemente a fare un giro nei vari siti di case produttrici: Ducati, Aprilia ecc. Prima di concludere invito i centauri invasati, naturalmente offesi (sempre e comunque) da quanto espresso nel testo, a sforzarsi di capire il significato (il concetto) di quanto ho scritto invece di appigliarsi a dati tecnici insignificanti e negare l’evidenza. E’ ovvio che non sono un tecnico e che non mi intendo di moto. Sintetizzando quindi all’osso il significato dell’articolo, aldilà di quisquiglie tecniche, il significato è che incitare ragazzi di 16/17 anni ad emulare Max Biaggi su strada NON E’ una forma di CIVILTA’ ma vuol dire alimentare quell’atteggiamento del “detto non detto” sopra citato. La strada è fatta per consentire la mobilità, non per giocare. Ma su questo so già che molti non saranno d’accordo, del resto la realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti e case come Aprilia, Ducati, Honda, Kawasaki ecc “giocano” (per rimanere in tema) proprio su questa “lacuna” sociale.

BastaMoto

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