“QUELLE MOTO E IL LORO ROMBO INFERNALE”

Mi permetto di riportare una lettera inviata da Michil Costa, noto albergatore di Corvara (Bolzano), alla rivista Motociclismo e pubblicata anche sul sito http://www.motociclismo.it

Caro direttore, non ne posso più, mi fanno male le orecchie! Il rombo infernale delle moto che salgono a tutta velocità trasforma i passi dolomitici in una pista da corsa, altro che Patrimonio dell’Umanità! Patrimonio di cosa? E di chi, soprattutto? Dal 1999, in Europa per le moto è in vigore il limite degli 80 decibel. Sono tanti, equivalgono al rumore che fa un grosso camion, tanto per intenderci. Un aereo in partenza ne raggiunge 120, a distanza ravvicinata rischia di provocare danni permanenti al nostro organismo. Adesso immaginate una Ducati in piena accelerazione, a pochi metri dalle pareti delle nostre montagne! Sì, lo so, c’è chi mi risponderà: che siamo già pieni di divieti, costrizioni, regole, leggi e leggine. Che la moto è un simbolo di libertà. Certo, anch’io una volta amavo andare in moto, anzi, la mia è una malattia di famiglia: mio padre qui sotto l’albergo, ne custodisce un bel po’ di motociclette d’epoca… Ma una volta i motociclisti arrivavano da lontano, con i loro borsoni e la voglia di godersi pacificamente un paesaggio unico. Certo, ce ne sono ancora di motociclisti dotati di sensibilità. La maggior parte però, sono centauri selvatici che – con una concezione dell’emancipazione tutta loro – tolgono a me, abitante delle Dolomiti, la libertà di starmene in pace. I più arrivano con le moto sui carrelli e un kit per montare un tubo di scarico che li renda parte del “branco”. Non hanno nulla a che fare con questi luoghi, di natura, di silenzio, di bellezza. Quello al quale assistiamo tutti i giorni, sulle Dolomiti, è un horror-motor-show: scorrazzano maleducati e arroganti, inseguendo solo la lancetta del tachimetro, per poi pavoneggiarsi la sera davanti a una grande birra. La mia domanda è: chiudere i passi a fasce orarie può essere una soluzione? Vogliamo, in ogni caso, limitare l’accesso a questi luoghi così delicati? Proprio perché le montagne non sono nostre, tutti devono potervi circolare, nel rispetto dell’altro. Raduni di auto sportive, convegni di trattori della Grande Guerra, camper, pullman che scaricano anziani a godersi questo panorama dopo una vita di lavoro. E le biciclette: sì, ci sono anche i ciclisti, che salgono fino al Passo Sella per respirare un aria più inquinata di quella di Milano. Una limitazione del traffico veicolare sui passi, garantendo in ogni caso l’accessibilità tramite shuttle e impianti di risalita, può essere una soluzione? E come facciamo – direte Voi – se da Monaco di Baviera arriva una giovane coppia con una Vespa carica di sogni d’amore e a Colfosco trova il Passo Gardena chiuso? Attenderanno qualche ora che il Passo riapra – rispondo io –, non sarà mica una costrizione?

Michil Costa – e-mail

http://www.motociclismo.it/basta-rumore-chiudiamo-i-passi-alle-moto-moto-56444?utm_source=twitterfeed&utm_medium=twitter

Non posso che sottoscrivere in pieno quanto espresso e sottolineare che:

  • Dal 1999, in Europa per le moto è in vigore il limite degli 80 decibel. Sono tanti, equivalgono al rumore che fa un grosso camion

Mi “sfugge” ancora il motivo per cui un mezzo così piccolo e leggero come una moto sia legittimato a fare un rumore pari o spesso superiore a quello di un tir. Se per i mezzi pesanti (come per gli aerei) il rumore è un effetto collaterale assolutamente INDESIDERATO ma inevitabile, per le moto il rumore è voluto e parte integrante dell’appeal del mezzo stesso. In realtà non mi sfugge il motivo di questa situazione ridicola e paradossale. Esistono moto abbastanza silenziose ma sono veramente una nicchia, destinata a quella minima parte di motociclisti che interpreta il mototurismo come dovrebbe essere. Le altre moto sono progettate in funzione di un target che DESIDERA il rumore, chi più chi meno. E ogni tipologia di moto ha il suo rumore specifico per compiacere i capricci dell’appassionato in base alla sua “filosofia di vita”: harleysti, corsaioli ecc . 80 db sono una presa in giro al comune buon senso soprattutto perchè sono ASSOLUTAMENTE GRATUITI. Non sono necessari, sono dei semplici capricci. E la parte più assurda è che spesso, pur essendo un limite ridicolo perchè troppo elevato, non vengono neanche rispettati: non bastano 80 db, molte moto, opportunamente elaborate, li superano abbondantemente e alcune arrivano addirittura ai 120 db.

  • c’è chi mi risponderà: che siamo già pieni di divieti, costrizioni, regole, leggi e leggine.

Quando un popolo non ha sviluppato il comune senso del rispetto per una convivenza pacifica (il buon senso) necessita di più regole e divieti perchè se ognuno facesse come più gli aggrada sarebbe il caos totale: un inferno. Ci siamo comunque molto vicini perchè è vero che esistono leggi, leggine e divieti, ma manca spesso chi controlla e chi li faccia osservare. Se ci fosse più buon senso nella società sarebbero necessari meno divieti, costrizioni, leggi e leggine perchè ognuno saprebbe fino dove spingersi e a che punto fermarsi nel ripsetto altrui. Non è certo il caso dell’Italia.

  • Che la moto è un simbolo di libertà

E’ l’unico punto in cui mi sento di dissentire da Michil Costa. Evito aforismi e citazioni del tipo “La mia libertà finisce dove comincia la vostra”. Ed evito critiche a figure cinematografiche della cultura americana tipo Renegade, Easy Rider ecc. Capisco che andare in moto possa essere divertente per chi la guida ma NON condivido la visione. Per me libertà ha un significato molto più elevato, aulico, importante e non riesco ad accettare che possa venire simboleggiata dalla motocicletta. La moto è per me invece TROPPO SPESSO simbolo di infantilismo, egoismo, machismo, esibizionismo e ottusità. Ma queste sono disquisizioni personali e ognuno è LIBERO di pensarla come crede.

  • La maggior parte però, sono centauri selvatici che – con una concezione dell’emancipazione tutta loro – tolgono a me, abitante delle Dolomiti, la libertà di starmene in pace

E qui veniamo al punto centrale. Volente o nolente si ritorna al concetto di LIBERTA’. Tu centauro sei libero di spaccare i timpani e di DETURPARE il contesto con la tua presenza. Quindi io NON SONO PIU’ LIBERO di vivere in pace in un contesto deturpato da te. Cito nuovamente:

[…] Non hanno nulla a che fare con questi luoghi, di natura, di silenzio, di bellezza. Quello al quale assistiamo tutti i giorni, sulle Dolomiti, è un horror-motor-show: scorrazzano maleducati e arroganti […]

NATURA, SILENZIO, BELLEZZA. Descrizione perfetta, non ho più nulla da aggiungere.

BastaMoto

Annunci

5 thoughts on ““QUELLE MOTO E IL LORO ROMBO INFERNALE”

  1. Vado in moto da cinquan’anni, ho girato in lungo e in largo l’Europa e parte del vicino Oriente, Sempre e solo da mototurista, rispettando i luoghi, le persone e le consuetudini di chi ci vive. Ho sempre trovato cordialità ed accoglienza in ogni dove. Odio quel baccano infernale prodotto a bella posta da coloro che si permettono, nel totale disprezzo del quieto vivere altrui, di deturpare il silenzio delle nostre valli, dei nostri monti e di tutti quei luoghi che sono per elezione dedicati a ritemprare lo spirito di chi li frequenta per un sano periodo di relax.
    Nel periodo estivo la cosa diventa insopportabile, specie nei fine settimana, e nessuno, dico nessuno, mette in atto procedure di controllo o di prevenzione.
    E’ proprio vero, questo è il Paese del “faccio quello che mi pare”, del resto i nostri politici e amministratori ci danno il giusto esempio.

  2. Non è possibile obbligare i carabinieri ad essere dotati di fonometro certificato in modo che possano fermare rilevare e multare questa specie di appassionati del rumore? Perché ora svicolano sempre tirando in ballo la motorizzazione.
    Sequestro del mezzo, vendita all’asta e almeno un 3 mesi di lavori socialmente utili obbligatori.
    Perché non si fa? Troppi motociclisti tra le forze dell’ordine e gli amministratori?

  3. Ho scoperto questo blog per caso e mi ci ritrovo perfettamente nella sua lotta contro questi mostri a due ruote. Anche qui a Rimini, dove vivo, l’estate è diventata un calvario per chi non sopporta rumori forti e molesti come quelli prodotti dalle motociclette di grossa cilindrata. Se io comincio a girare in macchina con la marmitta rotta prima o poi vengo multato, perchè invece si deve accettare il rumore voluto prodotto da questi mezzi?

    • Dove sono io noto che non tutte le moto fanno un rumore non tollerabile, quelle che fanno casino stanno sia tra le piccole che le grosse cilindrate, così come quelle con scarichi silenziosi (alla pari di un’automobile).
      E’ pura questione di NON civilità e menefreghismo dei possessori più che delle moto in se.
      Solo che carabinieri + polizia stradale + amministratori se ne fregano, e si che in periodo di forte crisi partire con multe a raffica giustificatissime sarebbe anche di aiuto per i loro bilanci!

  4. Buongiorno, primi raggi di sole 2015 e ci risiamo, il motociclista, quello duro e puro, ricavalca il proprio ferro e si riappropria inesorabilmente delle strade, delle curve, delle colline e ne fà il proprio personale circuito di gara. E’ strano, in tutti questi anni di “lotta” contro la maleducazione e l’inerzia mi sarei aspettato che il fenomeno cessasse, mutasse per lo meno, invece no, le danze riprendono allo stesso punto in cui l’ultimo giorno di un mite autunno ha fatto rientrare nei paddock..pardon garages le ardenti 2 ruote. Ora sono dappertutto, basta che non piova e le trovi sulle colline dell’entroterra, nelle città, sulle autostrade a correre a più non posso…che noia, sempre le stesse cose: doppia striscia continua superata senza imbarazzo, tagli di carreggiata, duelli di coppia, superamenti a destra e sinistra in barba alle regole, velocità ipersoniche…mai nulla di originale, che ne sò, una moto sputafuoco, oppure dotata di ali, o anfibia, ma sì dai, una moto che dalla spiaggia, dopo un adeguato slalom tra i turisti intenti a predere il primo sole della stagione si lancia a capofitto in mare e si trasforma in sommergibile…forze 007 ne è dotato…chissà!
    La cosa racapricciante è la continua inerzia dello Stato, delle forze dell’ordine ormai sprovviste anche della benzina per dare la caccia a ladri e lestofanti, figuriamoci se si mettono ad inseguire centauri e valentini rossi…per contro, notizia di questi giorni, chiuderebbe il Corpo Forestale dello Stato ed anche il suo Defend Life, un progetto che negli anni ha consentito di ridurre drasticamente i morti e feriti tra i centauri sulle colline tosco-emiliane. Forse era un progetto talmente fatto per benino (con tanto di sostegno di FIM) che i vertici del Corpo hanno messo in imbarazzo altri Istituti…la troppa efficenza mi rendo conto può disturbare.
    Tolta la Forestale i centauri torneranno sulle colline Toscane a correre,per la felicità dei baristi e ristoratori (evidentemente del turismo responsabile a loro importa poco) e dei residenti che abbacceranno i centauri al loro rientro sulla pista…sorry…provinciale che attraversa i piccoli paesini collinari.
    Si sà, l’Italia è fatta così, dei problemi e delle lamentele non ce ne facciamo nulla, lasciamo tutto stare com’è, non si sà mai, a volte cambia il vento e potrebbe tornare bene….
    Peccato, davvero un peccato (mi riferisco all’idea della moto anfibia…)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...