FAQ

Non ritengo di essere costretto in alcun modo a  dare ulteriori spiegazioni oltre a quelle riportate nella pagina principale (per altro già abbastanza esaustiva), tuttavia ho notato delle curiosità morbose nei miei confronti, per cui, chi ne fosse affetto può saziare la propria morbosità leggendo  questa pagina di FAQ.

Perché il nome BastaMoto? (23 luglio 2011)

Queste non sono esattamente le parole utilizzate, ma noto una certa curiosità attorno al significato del nome: “ce l’hai con tutte le moto? vorresti eliminarle tutte?” ecc.

E’ molto semplice: è l’esclamazione naturale che scaturisce dopo un sabato o domenica a casa mia passato a SOPPORTARE passaggi di motociclisti incivili (velocità e rumore). Il “Basta moto! Non ne posso più” viene da sè. Per cui non è un nome che si riferisce al tentativo o speranza di bandire qualunque tipo di moto dalla faccia della Terra come molti vogliono attribuirmi. Ripeto per l’ennesima volta che non ce l’ho con tutti i motociclisti, ma, come emerge in maniera lampante dal motto del blog “guerra non violenta ai centauri incivili”,  solo con … i motociclisti incivili, dove per incivile mi riferisco tanto al comportamento su strada quanto al rumore prodotto dai motocicli.

“Perché generalizzi?”

Nell’ambito dei commenti, diretti (interni al blog) o indiretti (sui vari forum di settore) relativi al mio blog è emersa una comune perplessità (di matrice perlopiù vittimistica) sul modo in cui io generalizzerei il comportamento della categoria dei centauri.

Innanzitutto non mi risulta che nessuno sia stato in grado di formulare un discorso un po’ più articolato e concreto del tipo:

“Purtroppo la categoria dei centauri è estremamente eterogenea. Ci sono persone per bene, mele marce e una folta via di mezzo. Non essendoci parametri di definizione di cosa sia una persona per bene o una mela marcia o comunque dati concreti, non si può dire che la maggioranza si comporti in un modo o nell’altro. Si giudica in base alla propria esperienza personale e soprattutto su parametri soggettivi (e quindi opinabili). Non si può comunque negare che non manchino dei comportamenti assolutamente incivili che gettano discredito sull’intera categoria. Per questo motivo è giusto rispettare chi non tollera certi comportamenti ed esprime a suo modo il proprio disappunto, soprattutto se, a causa di costoro, è costretto a vivere una condizione di estremo disagio personale. Come motociclisti civili non ci sentiamo offesi per quanto scritto nel blog, ma piuttosto dal comportamento di chi getta discredito sulla categoria. Contro costoro è indirizzata la nostra indignazione, persone che non sono degne di essere chiamate motociclisti e che ci impegneremo, in collaborazione con le associazioni di categoria e istituzioni pubbliche e contrastare il più possibile.

Forse era chiedere troppo. Cioè nessuno ha capito che il problema non sono io ma i centauri incivili. Eppure mi sembra così evidente! Per cui c’è stato un grosso dispendio di energie che, invece di essere impegnate per prendere coscienza e posizione rispetto ad un problema tangibile, sono state volte a denigrarmi nelle forme più svariate.

Ad ogni modo, tornando alla domanda iniziale, una certa generalizzazione è d’obbligo in qualunque discussione perché, per ovvie ragioni, non si può trattare di singoli casi come invece avviene con un metodo di analisi scientifica. Non si può dire che Mario Rossi è un motociclista civile e che Valentino Rossi è un dannato incivile ecc. Allora si può parlare di livello, di sottoinsiemi, a quale punto dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo ci si debba posizionare.

Allora, se basta questo … sarà mia premura trovare una forma di classificazione e rappresentazione per sostenere il mio punto di vista.

coming soon


“Cosa speri di ottenere?”

  1. L’attenzione di altre persone che la pensano come me in modo da raggiungere la massa critica necessaria a suscitare un certo interesse mediatico e/o delle istituzioni così da costringerle a prendere posizione. Certo, il problema è già noto, ma è un tema scottante. Per loro è meglio non affrontarlo perché ci si andrebbe a scontrare contro troppi interessi. Ecco che allora c’è bisogno di un incentivo a fare ciò che dovrebbe essere fatto.
  2. E’ un modo per esprimere tutto il mio disappunto in materia.
  3. Se c’è un CM, perchè non ci può essere un CCCI (Coordinamento Contro i Centauri Incivili)?

“Ma non hai altro di meglio da fare? Si vede che hai proprio del tempo da perdere!”

Altroché! Avrei tantissime altre cose molto più interessanti ed appaganti da fare. Purtroppo non riesco a farle a causa dei rombi insopportabili dei centauri di turno che passano inesorabili dalle mie parti e che mi rendono impossibile la vita. Per cui a chi mi chiede perché non me la prendo anche con gli automobilisti indisciplinati, con i ciclisti ecc. rispondo così: mentre questi ultimi, una volta entrato in casa non mi creano più alcun problema se non la consapevolezza di vivere in una società malata, i centauri indisciplinati , oltre a distinguersi sulla strada, mi perseguitano anche in casa. Allora, invece di disperarmi in solitudine, uso questo blog come terapia e devo dire che il semplice fatto di poter comunicare il mio totale disappunto offre un certo sollievo alle mie sofferenze. Sono gli stessi centauri ad alimentarmi, a darmi la benzina (per rimanere in tema), per scrivere: più ne passano, più scrivo e viceversa. Quando piove o fa freddo (e quindi niente centauri) occupo il mio tempo con attività ben più costruttive. Ringrazio comunque tutti coloro che si sono preoccupati per come occupo il mio tempo, apprezzo molto il loro interessamento, ma credo di essere ancora in grado di poterlo gestire da solo.

“Ce li dai tu i soldi per correre in pista”?

Non ci penso nenache! Ma apprezzo molto la sincerità. Preferisco chi ammette di usare la strada come un circuito perché non ha la possibilità di andare in un circuito rispetto a chi nega l’evidenza. Detto questo c’è poco da aggiungere: la strada non è una pista, quindi o si rispetta il codice o si lascia il bolide in garage! La passione? Capisco il problema ma non è una motivazione valida.

“Perché non pubblichi i commenti di chi non la pensa come te?”

  1. Innanzitutto questo è il mio blog, non sono tenuto a pubblicare nulla.
  2. Il blog non è stato aperto per comunicare con i centauri ma con chi ha il mio stesso problema. Ciò non toglie che se dei motociclisti si dimostrassero civili e cercassero un civile e costruttivo scambio di punti di vista io non possa dare loro la considerazione e lo  spazio che meritano.
  3. I commenti dei centauri che sono arrivati sono nella stragrande maggioranza dei casi di un livello così basso che non meritano neanche di essere considerati. E infatti così è stato! Non che mi aspettassi qualcosa di più dalla categoria, ma credo che la panoramica dei commenti sia uno specchio che rifletta effettivamente il livello di chi scrive. Ho ricevuto centinaia di commenti e solo pochi sono risultati degni di essere pubblicati. Quando dico livello basso non mi riferisco solo ad insulti o simili, ma anche a commenti che cercavano di abbozzare un ragionamento ma che in realtà sono di una retorica assolutamente inutile, una banalità incredibile, persone che cercano di trovare incoerenze dove non ce ne sono, persone che  si appigliano ad errori di battitura, persone che non hanno capito (o non hanno voluto capire) nulla di cosa ho scritto e che, tanto per cambiare si sentono offesi ecc. Siccome in realtà la parte lesa sono io e quelli come me che devono loro malgrado sopportare una situazione incivile, non mi sembra il caso di degnarli di alcuna considerazione.

“Ma cosa ti hanno mai fatto di male i centauri?”

Per caso è una domanda tranello?

“Ma ce l’hai solo con i centauri?”

Assolutamente no. Forse non è chiaro che qui non si tratta di un automobilista che ce l’ha con i centauri. Io non mi sento categorizzato come automobilista e non ce l’ho con delle persone solo perché guidano un mezzo a due ruote. Semplicemente uso l’auto per spostarmi e mentre lo faccio assisto a cose raccapriccianti. Questo da parte di camion, furgoni, auto, moto, biciclette ecc. Ho già ribadito come viviamo in una società malata in cui l’inciviltà domina sovrana. Si può discutere delle cause, del perché e del per come, ma è evidente che la dissolutezza morale è in costante aumento.  Il comportamento alla guida è solo una conseguenza di questa dissolutezza morale. E’ un discorso generale, di sistema. Non è questa la sede per addentrarsi in questioni filosofiche e torno al problema concreto del comportamento alla guida. E’ evidente che la strada sia utilizzata da una sterminata eterogeneità di categorie di persone. Per occupazione, classe sociale, mezzi di trasporto ecc. Le infrastrutture sono quello che sono, il sistema stradale è quello che è. Il prezzo da pagare per la nostra mobilità è sotto gli occhi di tutti: incidenti (feriti e vittime), inquinamento atmosferico, inquinamento acustico ecc. Penso che nessuno possa negare quanto ho scritto fino ad ora (ma non escludo colpi di scena!) In un contesto del genere ci sarà il corriere che dovrà fare le consegne (sappiamo bene come guidano i corrieri…), il camionista che deve trasportare un carico, il manager che guida l’Audi o BMW che ha un appuntamento a 200 Km di distanza fra 1 ora, il pensionato col cappello che viaggia a 30 Km/h ed è un pericolo pubblico, l’operaio che ha portato a scuola i bambini ed è in ritardo, il tamarro con l’auto truccata e lo stereo al massimo e che pensa di essere in pista, il taxi, l’autobus ecc. Si parla di mobilità di persone e merci che ha luogo costantemente tutto l’anno. Non è un bel quadro ma il sistema PURTROPPO funziona così. L’elemento estraneo dal mio punto di vista sono le moto. Non in linea di principio, ma per come vengono concepite ed utilizzate. Le moto (almeno stando le cose come sono) rappresentano un di più assolutamente gratuito, non sono indispensabili come invece è tutto quello che ho appena descritto. Il problema nasce dal fatto che, oltre ad essere non strettamente necessarie, moltissime moto sono molto fastidiose per due motivi: pericolo e rumore.

pericolo: il mezzo a 2 ruote, proprio a causa della sua conformazione, porta ad una notevole libertà di movimento. Un vantaggio? Forse chi la guida pensa di sì (fino a quando non si schianta). In realtà lo sarebbe se chi guida gestisse la suddetta la libertà con giudizio. Non sempre è così. E’ vero, gli scriteriati appartengono a tutte le categorie (auto, camion ecc) ma nel caso di mezzi a 4 ruote ci sono dei vincoli fisici, è vero anche che alcuni li ignorano e compiono manovre allucinanti alle quali deve porre rimedio chi se li trova vicino (spostandosi, frenando, cercando di evitare l’incidente ecc), ma generalmente il vincolo fisico ha la meglio. Chiarisco con un esempio: Formula1 (4 ruote) e MotoGp (2 ruote). La Formula 1 è caratterizzata dalla presenza dei cosiddetti “trenini”, cioè le monoposto non possono far altro che procedere in fila fino a quando l’Hamilton, il Vettel o l’Alonso con grande abilità (e un po’ di incoscienza) non riescono a trovare un pertugio per sopravanzare l’avversario.  Altrimenti, come avviene a Monaco, non si passa, nemmeno se ti chiami Alonso. Nel caso della MotoGp è completamente diverso. I sorpassi sono una costante. Questo è il vincolo fisico al quale mi rifersico. Il discorso su strada non è molto distante (anche perchè molti guidano come se fossero in pista veramente). Intendo dire che per i mezzi a quattro ruote, dove non c’è il buon senso, spesso c’è una sorta di freno dato dagli altri mezzi. Per i mezzi a due ruote questo freno non c’è. Sta solo al buon senso (quando ce l’ha) di chi guida . E quindi le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Poi ci saranno motociclisti più o meno assennati, ma guarda caso quando guido io (cerco sempre di rispettare i limti) le moto mi superano sempre. Il motociclista non ci sta in coda, deve superare sempre e comunque. Me, chi mi precede, l’auto ancora davanti ecc. fino a sparire. Mi pare di capire che i 20/30 Km in più siano nella norma per i più tranquilli. Poi ci sono i corsaioli ed è tutta un’altra storia. Ma a parte la velocità, la libertà da vincoli  a cui mi riferivo prima permette manovre che definirei quantomeno discutibili. Tutto questo però ha un prezzo, e molti pagano un conto che può a volte essere molto salato! (per essere chiari non mi riferisco alle multe)

rumore: Ho già scritto ampiamente in materia. Il nome Harley è già di per sè tutto un programma. Ma non ci sono solo gli Harleysti! Anche i corsaioli sono messi molto bene.  Le moto in generale, chi più chi meno, sono rumorose. E chi le guida, spesso, gode del rumore prodotto. Se una moto non fa rumore, che moto è? Quando mi riferisco ai centauri come a degli incivili mi riferisco tanto alla guida quanto al rumore. Nel senso che sono gravi entrambe nella stessa misura, solo che mentre la velocità può portare a conseguenze a nell’immediato, l’inquinamento acustico è più logorante (per chi lo deve sopportare) e porta a conseguenze nel lungo periodo. Poco tempo fa ho riportato un articolo molto interessante su questo tema.

In definitiva, se per quanto rigurda gli altri mezzi, purtroppo non si può pensare di farne a meno perchè fanno parte di un sistema del quale siamo inconsapevolmente schiavi, le moto sono uno sfizio, un di più gratuito perfettamente evitabile (vd. inverno e pioggia) e molto fastidioso per la comunità. Torno a sottolineare come solo gli scooter e qualche rara tipologia di moto (tipo BMW), se utilizzati a dovere, potrebbero forse risultare utili per sfoltire il traffico cittadino. Poi però si può anche pensare “a livello fantascientifico” a come sono incentivati in alcuni paesi più civili ed evoluti gli spostamenti in bicicletta.

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7 thoughts on “FAQ

  1. Ho letto con attenzione le FAQ, e, nonostante sia un motociclista, devo dire di essermi trovato f’accordo sulla maggioranza dei punti esposti, ovvero su quei punti dove hai fatto una corretta e giusta critica su COME viene usata una motocicletta.

    Devo pero’ dissociarmi sull’ultimo paragrafo, dove invece esprimi un giudizio negativo sul mezzo in se’, a prescindere da CHI lo usa.

    La moto non e’ (solo) “uno sfizio, un di più gratuito perfettamente evitabile (vd. inverno e pioggia) e molto fastidioso per la comunità”

    Possiamo analizzare insieme le affermazioni che fai?
    “Le moto sono uno sfizio”…
    Vero, come lo e’ una qualsiasi auto che vada al di la’ dello stretto necessario di cui l’acquirente ha bisogno.
    Per il 90% degli automobilisti sarebbe probabilmente sufficiente una macchina di media cilindrata, eppure SUV, sportive, Pickup e megastationwagon sono ben piu’ del 10%.

    Ma la moto non e’ SOLO uno sfizio. E’ anche un modo diverso per andare a fare una gita fuori porta (e occupando ben meno spazio di un SUV con due persone).

    “Fastidioso per la comunita’”
    Falso, e’ il motociclista ineducato, ad esserlo… il suo modo di guidare la moto… se non guida pericolosamente, se non manomette gli scarichi, se si comporta come il CdS prevede… quale fastidio puo’ dare?

    “Solo gli scooter… ”
    Falso anche questo.
    Gli scooter hanno una componentistica ed una sicurezza (attiva e passiva) decisamente inferiore a quella di una moto.
    Gli scooter “a ruota piccola”, poi, sono anche piu’ pericolosi, in quato anche una piccola buca diventa critica, a causa del fatto che la ruota sprofonda piu’ di quella di una moto, con il rischio di disarcionare lo scooterista.

    E’ dall’eta’ di 14 anni (ne ho 51) che uso anche le due ruote (estate ed inverno, si’… anche d’inverno) per muovermi.
    In tutti questi anni non ho mai preso una multa (in auto qaulche divieto di sosta, ahime’… ma in moto mai) e mai ho causato/subito un incidente.
    Sulla strada ho sempre rispettato chi mi rispetta (meno chi a momenti mi investe e alle mie proteste risponde “eh, va beh, ma con la moto potevi spostarti, no?”)

    Un saluto…

    • Gent.mo Lorenzo,

      La ringrazio per il cortese riscontro e per aver letto la pagina delle FAQ prima di commentare. Prendo atto della Sua critica e ne faccio tesoro.
      Per quanto concerne il termine sfizio mi riferivo al fatto che in genere, mi corregga se sbaglio, l’auto, per ovvie ragioni, è il principale mezzo di trasporto per la società (io non sono un sostenitore dell’auto così come viene conceipta oggi, ma la società la “impone”): si può usare tutto l’anno, si sta più comodi in più persone (vd. famiglia), può essere usata praticamente da tutti (anziani ecc), permette di traportare merce ecc. . Tutto questo la moto non lo consente. Ribadisco che io non sono contrario alla moto linea di principio, ma per come viene interpretata e gestita. Se una persona rispetta il codice e guida una moto silenziosa ha tutta la mia stima ed ammirazione. Mi permetta di dire però che, in base alla mia esperienza, è una netta minoranza a rispettare ENTRAMBE le condizioni. Tornando allo sfizio sottolineo come molti motocilclisti utilizzino principlamente l’auto per le faccende quotidiane, per le ragioni sopracitate, per poi divertirsi con la moto soprattutto nei fine settimana. In questo senso, per me è uno sfizio. Non sono comunque neppure contrario agli sfizi, purchè questi non creino danno agli altri… e qui si potrebbe discutere a lungo, ma, se lo riterrà opportuno, potrà leggere abbondanti considerazioni in materia nel blog. Poi c’è chi viaggia tutto l’anno con la moto e la utilizza come effettivo mezzo di trasporto ma questo è un altro discorso e non potrà negare che questa non è la regola generale! Non è un caso che d’inverno il problema praticamente non si pone.
      Non entro nel merito delle considerazioni tecniche sugli scooter, ne saprà sicuramente più lei di me. Quello che intendevo dire è che lo scooter oggi è un efficace strumento alternativo all’auto per lo spostamento in città dove effettivamente il problema del traffico è più che allarmante. Non consente elevate velocità e occupa poco spazio. La stessa morfologia del veicolo non richiama certo quella di un siluro come invece avviene nel caso di molte moto da 200/300 all’ora! Molte persone residenti nelle grandi città optano nei mesi più clementi per questo mezzo senza essere minimanmente affascinati dal mondo delle due ruote, ma rimane comunque un semplice mezzo di trasporto e nulla di più. Non è certo una religione o una chiave d’accesso ad una specie di realtà parallela dove tutto è concesso come avviene per molti motociclisti.
      Per quanto riguarda il “fastidioso per la comunità”, seguendo il Suo discorso, allora potrebbe essere falso solo in parte. Non so perché si tenda a non considerare che i motociclisti incivili esistano e siano anche numerosi. Si può discutere sulla quantità, Lei dirà che è una minima parte, io dirò che è la stragrande maggiornaza, ma ci sono! Ci sono corsaioli che guidano emulando Valentino Rossi, di questi molti, fra le altre cose, alterano gli scarichi per ottenere un sound del motore a loro più gradevole. Ci sono gli Harleysti e simili che certo non corrono, ma emettono frastuoni intollerabili ecc. Tutto questo è gratuito ed ingiustificato. In questo senso pericolo e rumore sono fastidiosi per la società e tutto questo viene da un mezzo che considero non indispensabile per le ragioni sopracitate. Non dubito che ci siano persone perbene come Lei che rispettano il codice e il prossimo, e sui quali non ho nulla da dire, ma dal mio punto di vista siete una netta minoranza.
      Lei stesso mi dice: se non guida pericolosamente, se non manomette gli scarichi, se si comporta come il CdS prevede… quale fastidio puo’ dare? Infatti, sono d’accordo, ma non ci sono un po’ troppi se? Obiettivamente, quanti rientrano in questa descrizione?

      cordiali saluti,
      BastaMoto

  2. Obiettivamente, quanti rientrano in questa descrizione?

    Fortunatamente, più di quanti si pensi.
    Come è noto, 10 “cattivi” sono più evidenti di 100 “buoni”.

    Del resto, anche fra i motociclisti ci sono persone convinte che TUTTI gli automobilisti siano dei criminali che non si curano di “noi”, visto che spesso e volentieri molti (ovviamente non tutti) non ci vedono proprio.

    A tal poposito, Le invio un link ad una campagna di sensibilizzazione che precede di un bel po’ questa discussione, essendo risalente agli anni ’70.
    Si intitola “think once, think twice, think bike!” e fu promossa dalla Road Safety Authority inglese proprio per invitare gli automobilisti a prestare più attenzione ai motociclisti.

    In merito, Le segnalo un articolo scritto per il forum http://www.tingavert,it (di cui sono uno dei moderatori) e dove mi può trovare con il nick di “42”.
    L’articolo, intitolato “Lasciamoci (e facciamoci) vedere” è reperibile qui: http://www.motoclub-tingavert.it/a2478s.html.

    Se vorrà visitare il nostro forum, scoprirà che accanto a qualche “esaltato”, ci sono molte persone che vivono il motociclismo con sincero rispetto verso gli altri utenti della strada.

    In particolare Le segnalo un paio di sezioni che potrebbero essere di Suo interesse:
    La sezione dedicata alla sicurezza e alla prevenzione: http://www.motoclub-tingavert.it/f73s.html
    Quell dedicata ai motociclisti che (come me) hanno qualche anno in più sulle spalle della media.: http://www.motoclub-tingavert.it/f49s.html

    Tornando al “succo” del discorso…
    E’ vero, come ho già detto nel post precedente, che ci sono tanti (troppi) motociclisti indisciplinati.

    Ma quello che purtroppo si percepisce, in tanti messaggi che ho letto sul blog (non mi sono limitato alle FAQ) è una sorta di insofferenza verso le moto in se’…

    E questo ferisce quei motociclisti che come me (ed altri) non chiedono che usare la strada INSIEME agli altri, e non CONTRO.

    Un saluto
    Lorenzo

    • Gent.mo Lorenzo,

      evito di commentare il 10 su 100 (in altre parole “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce” o “le mele marce sono presenti in ogni categoria” ecc). E’ giusto che Lei abbia il Suo punto di vista (magari un po’ di parte), come io ho il mio (magari altrettanto di parte). Come ho scritto nella pagina delle FAQ, io uso il blog come testimonianza della mia esperienza quotidiana ed in base ad essa Le confermo quanto ho sempre sostenuto: la maggior parte dei motociclisti si comporta in modo sconsiderato. Questo non vuol dire solo velocità e manovre discutibili, ma anche rumore inutile ed ingiustificato. Ma non mi dilungo oltre perché penso di avere già chiarito abbondantemente l’argomento.

      Per quanto riguarda il noi motociclisti e il voi automobilisti ho scritto un testo “Probabilmente non ci capiamo” che, nel caso non lo avesse ancora fatto le consiglio di leggere.

      Venendo alla sicurezza ed alle campagne di sensibilizzazione ben vengano. Io sono il primo ad appoggiare iniziative volte a rendere le strade più sicure per tutti. Ma non mi risulta fosse questo l’argomento di cui si stava parlando. Il tema era quello dei centauri indisciplinati, mi perdoni ma vedo che spesso e volentieri discutendo con i motociclisti non si riesce mai a portare a termine un discorso e si cade sempre sui luoghi comuni e sul vittimismo. Nessuno nega che spesso gli automobilisti e non solo si comportano in maniera scriteriata alla guida. Ma ribadisco: non si sta parlando di questo!

      Il forum Tingavert lo conosco bene da tempo ed ho notato anche la discussione a me dedicata. In particolare mi ha colpito positivamente un vostro iscritto che, agli attacchi rivolti verso di me ha semplicemente scritto: Francamente non vedo cosa ci sia da sdegnarsi. E’ una persona che ha esposto ciò che pensa. Dinnanzi a persone così non posso che inchinarmi, dinnanzi aglli altri invece forse qualcosina da ridire ce l’avrei. Dicevo che conosco bene il Vostro forum perché è uno fra i più decorosi e moderati anche se non mancano qui e là uscite quantomeno discutibili. E’ evidente che la tipologie del forum di appartenenza è indice della personalità di chi vi si iscrive ed altrettanto evidente che chi partecipa al Vostro forum si colloca ad un livello decisamente sopra la media della categoria. Ma, come ben saprà, Tingavert non è l’unico forum di motociclisti, mi imbatto spesso anche in altri forum di categoria e non farà fatica a credermi quando Le dico che il panorama cambia radicalmente e che il quadro è tutt’altro che positivo.

      Concludo con l’insofferenza verso le moto in sé. Ho già scritto più volte, ma non mi stancherò mai di ripeterlo, che io non me la prendo con delle persone solo perché usano un mezzo con 2 ruote invece che 4. Molti vogliono farmi passare per folle “razzista” (come se poi il motociclista fosse un razza…) senza aver letto e compreso il mio punto di vista. Ho però molto da ridire su come il mezzo “motocicletta” viene concepito oggi. Ovviamente me la prendo soprattutto con i corsaioli (le varie Ducati, Kawasaki ecc). Moto spesso “replica” delle motoGP che non hanno senso di esistere su strada. Poi me la prendo con gli Harleysti & Co. che certo non posso accusare di folle velocità, ma di folle rumore sì. Questi sono gli estremi: in materia di spericolatezza (i primi) e di inquinamento acustico (i secondi). Poi ci sono un’infinità sfumature intermedie che sono, chi più chi meno, comunque passibili di moltissime critiche.
      Ciò non toglie che ci siano effettivamente dei motociclisti irreprensibili (tra i quali magari si colloca anche Lei) e dinnanzo a costoro io mi tolgo tanto di cappello. Ma sottolineo che questi ultimi, in base alla mia esperienza, sono una netta minoranza, delle eccezioni. Lei non sarà d’accordo, liberissimo di esserlo, ma questo è il mio punto di vista.
      Detto questo rispondo a Lei come ho già risposto ad un Suo “collega”: “Quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito”. Questo blog sta indicando e denunciando un problema serio. Certo non è l’unico, ma è un problema che esiste ed il fatto di prendersela con chi denuncia il fatto non risolve la situazione.
      In conclusione chi ha un po’ di senso critico è in grado di recepire il senso del blog, chi ne è sprovvisto è liberissimo di sentirsi offeso.

      cordiali saluti,
      BastaMoto

  3. Lorenzo, fossero tutti come te i motociclisti, probabilmente questo sito non esisterebbe.

    Io non ho mai avuto una grande passione per le motociclette, ma giovane e poi meno giovane mi sono spostato moltissimo in scooter, prima il 50ino e poi un 125, e conosco bene le problematiche che tu citi.

    Mi sento di dire, in base alla mia esperienza, che il motociclista medio è leggermente più competente dell’automobilista. Ma che d’altra parte il motociclista medio tende più dell’automobilista ad adottare comportamenti eccessivi che possono mettere in pericolo lui e gli altri. Intendo dire che un automobilista spesso guida male per negligenza, un motociclista per provare l’ebrezza della libertà su due ruote.

    In un paese più civile ci sarebbero più educazione e repressione sia verso gli automobilisti sciatti sia verso i motociclisti fanatici, ma questo paese civile non è e quindi abbiamo siti come questo o come “Di traffico si muore”.

    Sono convinto che sarebbe d’utilità per tutti, quale che sia il proprio mezzo di trasporto preferito, che ci fossero più controlli e più campagne educative.

    Infine, il titolo del sito è naturalmente iperbolico, come lo è quello dell’altro che ho citato: “Di traffico si muore”.

    La situazione è tale che un titolo del genere è necessario per richiamare l’attenzione di tutti, anche di quei motociclisti che guidano bene ma che si disinteressano del comportamento assurdo dei loro “colleghi”: magari, punti sul vivo, cominciano a sviluppare l’idea che questi loro “colleghi” sono il loro maggior nemico, ancora più degli automobilisti negligenti…

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